CANTO SOCIALE E POPOLARE




LETTERA E TESTI DELL'OTTAVO INCONTRO (11 marzo 2013)


Ciao,
Come da voi richiesto lunedì scorso, alleghiamo il testo e lo spartito del Galeone. Aggiungiamo anche un canto che non manca mai nelle manifestazioni antifasciste ed è "Per i morti di Reggio Emilia" di Fausto Amodei
Così lunedì prossimo proveremo le due succitate e le mancanti di lunedì scorso, vale a dire "Banditi della Acqui, O Germania, Se non ci ammazza i crucchi" Contiamo quindi su un repertorio di 37 canti in nove incontri.
Mica male per essere agli inizi. E non sono pochi quei canti che sono stati eseguiti con perfetta armonizzazione e soprattutto con viva partecipazione.

Ora dobbiamo prepararci per la manifestazione del 25 aprile.
Abbiamo in repertorio 16 canti resistenziali. Dobbiamo solo riprovarli e migliorarli.
Ce la faremo?
Ce la faremo!

Intanto buon 8 marzo a tutte le simpatiche e brave compagne che ci hanno seguito in questi incontri.
Il Coro Ingrato allieterà l'8 marzo alla Cooperativa Agricola di Cinisello Balsamo e poi la sera al Bar del Riccio di Sesto San Giovanni.
Se qualcuno è nei paraggi...

Ciao, a lunedi

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Il galeone

Deriva da una poesia di Belgrado Pedrini, Carrara 1913-1979, anarchico e antifascista, scritta nel carcere di Fossombrone nel 1967 dove era incarcerato dal giorno della Liberazione.
Racconta Marco Rovelli nel suo libro "Il contro in testa" gente di marmo e d'anarchia Laterza Editori a pagina 23: "... c'è la trattoria La Capinera, dove nel 1942, insieme ai suoi compagni Zava e Giorgi, Belgrado Pedrini aveva disarmato e schiaffeggiato dei militi fascisti, resistente prima della Resistenza. Poi la fuga a Milano, la cattura a La Spezia dopo una sparatoria in cui restò ucciso un poliziotto, il carcere a Massa, dove venne liberato dai partigiani, e lì continuò la sua resistenza sui monti apuani, con la formazione "Elio". Ma per lui non ci sarebbe stata nessuna "Liberazione": lo misero in galera dopo la guerra restandoci trent'anni, perché i suoi erano ritenuti reati comuni."
La sua poesia fu musicata da Paola Nicolazzi nel 1974 durante una campagna per la sua liberazione.


Per i morti di Reggio Emilia

Scritta e musicata da Fausto Amodei durante il servizio militare subito dopo i fatti del luglio 1960 (30 giugno Genova - 7 luglio eccidio di Reggio Emilia) quando in molte città italiane si manifestò contro il governo Tambroni alleato con i fascisti del MSI, la canzone divenne ben presto assai popolare se ancora oggi, a distanza di quasi 40 anni, viene ancora ricordata e cantata
Fausto Amodei, architetto, cantante ed autore di nuove canzoni politiche, nato a Torino nel 1935 fu tra i principali esponenti del gruppo di Cantacronache.
"Nel luglio 1960, a seguito delle proteste nate contro l'allora Presidente del Consiglio incaricato Tambroni intenzionata ad imbarcare nel governo, o almeno nella maggioranza, i missini, la polizia rispose con enorme durezza, sparando nelle piazze ad altezza d'uomo ed uccidendo numerosi manifestanti. In quel periodo svolgevo il servizio militare, in veste di soldato semplice, a Montorio veronese presso il Centro Addestramento reclute. Si era in stato di allerta e avevamo l'ordine di tenere in camerata, a capo del letto, il nostro fucile, pronti per un intervento in funzione di ordine pubblico. Furono giorni orribili perché la prospettiva di essere impegnato in uno scontro di piazza contro manifestanti di cui condividevo appieno le opinioni mi sconvolgeva. Per poter dire e fare qualcosa, in una situazione come quella di caserma in cui non si poteva neppure immaginare di svolgere attività politica, composi questa canzone, che subito feci conoscere agli amici socialisti e comunisti che frequentavo a Verona nelle ore di libera uscita. La portai poi a Torino, dagli amici di Cantacronache in occasione di una licenza ordinaria." Dal libro a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero Cantacronache un'avventura politico - musicale degli anni Cinquanta CREL SCIPTORIUM Torino 1996.
Nella canzone si cita Duccio Galimberti: "... per chi si è già scordato di Duccio Galimberti."
Per maggiori informazioni su Duccio Galimberti vedere la sezione PERSONAGGI IN PILLOLE

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Galeone (La-)

Siamo la ciurma anemica d'una galera infame
su cui ratta la morte miete per lenta fame.
Mai orizzonti limpidi schiude la nostra aurora
e sulla tolda squallida urla la scolta ognora.

I nostri dì s'involano tra fetide carene,
siam magri, smunti, schiavi, stretti in ferro catene.

Sorge sul mar la luna, ruotan le stelle in cielo,
ma sulle nostre luci steso è un funereo velo.
Torme di schiavi adusti chini a gemer sul remo,
spezziam queste catene o chini a remar morremo.


Cos'è gementi schiavi questo remar, remare?
meglio morir tra i flutti nel biancheggiar del mare.
Remiam finchè la nave si schianti sui frangenti,
alte le rossonere fra il sibilar dei venti.
E sia pietosa còltrice l'onda spumosa e ria,
ma sorga un dì sui martiri il sol dell'anarchia. Su schiavi all'armi, all'armi! l'onda gorgoglia e sale,
tuoni baleni e fulmini sul galeon fatale.
Su schiavi all'armi, all'armi! pugnam col braccio forte!
Giuriam, giuriam giustizia o libertà o morte!



Per i morti di Reggio Emilia (La-)

Compagno cittadino, fratello partigiano
teniamoci per mano in questi giorni tristi
di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in Sicilia
son morti dei compagni per mano dei fascisti.
Di nuovo come un tempo, sopra l'Italia intera,
urla il vento e soffia la bufera.

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi, o sono ancora incerti;
Lauro Farioli è morto per riparare il torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti.
Son morti sui vent'anni per il nostro domani,
son morti come vecchi partigiani.

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti,
compagni sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia è sangue di noi tutti.
Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nerv
come fu quello dei fratelli Cervi.

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna
ed il nemico attuale è sempre ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna.
Uguale la canzone che abbiamo da cantare:
scarpe rotte eppur bisogna andare.

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli
e voi Marino Serri, Reverberi e Farioli
dovremo tutti quanti aver d'ora in avanti
voialtri al nostro fianco per non sentirci soli.
Morti di Reggio Emilia uscite dalla fossa
fuori a cantar con noi bandiera rossa.


PDF con i testi e gli accordi


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Presentazione

Ai canzonieri del lunedì

Prime 4 canzoni (14.1.2013)
  Addio a Lugano
  Bel uselin del bosc
  Fischia il vento
  O cara moglie

Cronache del secondo incontro

Secondo gruppo di canzoni (21.1.2013)
  Inno del Sangue
  La ballata del Pinelli
  La bella Gigogin
  Dalle belle città date al nemico
  Bella Ciao delle mondine
  Alla mensa collettiva

Pillole di personaggi del canto popolare e sociale
  Pietro Gori
  Gianni Bosio
  Giovanna Daffini
  Felice Cascione
  Ivan Della Mea
  Roberto Leydi
  il cantastorie
  Duccio Galimberti
  Belgrado Pedrini

Terzo gruppo di canzoni (28.1.2013)
  Il canto dei deportati
  Fuoco e mitragliatrici
  Rosso levante e ponente
  l Nuovi Stornelli socialisti
  A l’era saber sera

Il sangue nel canto (Film) - Canto di tradizione orale a Serle (BS)

Quarto gruppo di canzoni (4.2.2013)
  O Gorizia
  Il partigiano (il bersagliere ha 100 penne)
  Stornelli d'esilio
  El me gatt

Lettera e quinto gruppo di canzoni (18.2.2013)
  Il canto dei Lavoratori
  Io parto per l'America
  Sciopero interno
  Figli dell'officina
  Noi vogliamo l'eguaglianza

Lettera e sesto gruppo di canzoni (25.2.2013)
  E per le strade
  Voce di una madre
  La povera Rosetta
  Collage di canti di risaia

La povera Rosetta in versione Cox18

Settimo gruppo di canzoni (4.3.2013)
  La brigata Garibaldi
  Marciam Marciam
  Dai monti di Sarzana
  Festa d'Aprile
  Se non ci ammazza i crucchi
  Valsesia
  Banditi della Acqui
  O Germania

Ottavo gruppo di canzoni (11.3.2013)
  Galeone
  Morti di Reggio Emilia

Bibliografia



Archivio Primo Moroni