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comunicazione
L'archivio è aperto al pubblico il giovedì e venerdì pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00




Agenda > Programmazione > luglio 2022


sabato 2 luglio, ore 15.00

La difficile strada della ripresa classista






“La strada della ripresa sarà dolorosa e faticosa, ma non ci sono alternative perché solo la nostra classe lavoratrice ha la possibilità e (in divenire) la capacità sociale e politica di farla finita con la sozza società del Capitale, se si organizza e si batte innanzitutto per la propria sopravvivenza e poi, di conseguenza, per eliminare il potere guerrafondaio della borghesia capitalista.
Riprendere la via degli scioperi che colpiscono il cuore dell’interesse borghese, interrompendo la produzione della ricchezza capitalistica; la via che passa attraverso il blocco dei quartieri proletari insieme a ogni altra pratica di rottura della pretesa “pace sociale”.
Riprendere la via della lotta politica indipendente, contrapposta e nemica di tutti i partiti e le istituzioni dello Stato, di tutti gli Stati.
Rafforzare e unirsi in un Partito Comunista esteso e radicato in tutto il mondo, strumento, arma, organo indispensabile per prepararsi ad abbattere la dittatura della borghesia e dei suoi servi riformisti, per guidare il processo rivoluzionario nella costituzione della nostra classe in classe dominante, per dirigere gli organi del suo dominio (la fase necessaria ma transitoria della dittatura del proletariato) - un dominio necessario per farla finita definitivamente con tutte le società incardinate sulla proprietà privata della terra e delle forze produttive e sulla più spietata e alienante divisione sociale del lavoro.







mercoledì 6 luglio, ore 19.00

Come si vive lavorando per il cinema, la TV, la pubblicità?

Qual è l'impatto delle grandi piattaforme digitali sul lavoro nell'audiovisivo?

Quanto sono forti le coalizioni fra chi lavora e quanto possono diventarlo?

IL LAVORO OLTRE LO SCHERMO

Acta, l'associazione dei freelance presente
l'inchiesta sul lavoro autonomo nell'audiovisivo
curata da:

Sergio Bologna, Mattia Cavani, Silvia Gola, Anna Soru







contatti: rispondereacta@gmail.com




giovedì 14 luglio 2022

Pasolini raccontato
Indagini di un ragazzo di vita





Il libro si divide in due parti, la prima, in forma di lunga introduzione, racconta dell’omicidio di Pier Paolo Pasolini, andando a riassumere tutti gli elementi di indagine ad oggi emersi, fino agli ultimi imponenti libri di
inchiesta usciti negli ultimi anni.
La seconda parte “Non può finire così”, è la testimonianza di Silvio Parrello detto “Pecetto”, uno dei “ragazzi di vita” del primo celebre romanzo di Pasolini. Pecetto conosce e frequenta il poeta dagli undici ai
diciotto anni, nel periodo in cui Pasolini viveva a Monteverde, allora quartiere povero e periferico della capitale. Le prime pagine del suo racconto evocano infatti il quartiere di quegli anni e le tante giornate trascorse con Pasolini intento a “studiarli” per scrivere il suo primo romanzo.
Quando va in pensione ,Pecetto inizia di nuovo a dedicarsi alla sue passioni, la pittura e la poesia popolare, nella piccola bottega del padre in via Ozanam che dagli anni settanta diventa il suo studio atelier.
Scrive molte poesie sull’amico scomparso e, avvalendosi della sua conoscenza diretta dei personaggi, degli ambienti delle borgate e di quelli malavitosi frequentati da Pasolini, intorno al 2000 inizia
coraggiosamente una vera e propria indagine indipendente concentrandosi sopratutto sulla scomparsa di Antonio Pinna e sulla
presenza di una seconda auto identica a quella di Pasolini sula scena del delitto.
Pecetto verrà poi contattato dall’avvocato Maccioni che grazie anche alla sua testimonianza e a quella delle persone da lui trovate, farà riaprire il processo Pasolini nel 2006, le sue scoperte saranno anche alla base della ricostruzione del delitto presentata dal Dvid Grieco nel film “La macchinazione” del 2017. ( “...la rivelazione di Silvio Parrello squarcia
definitivamente il velo sulla presenza di un’altra Alfa Gt” - David Grieco - La macchinazione, Rizzoli, 2015).
Oggi il suo studio di via Ozanam è un vero e proprio piccolo tempio alla memoria del poeta scomparso dove persone e giornalisti italiani ed esteri ci si recano in pellegrinaggio per conoscerlo.



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