Agenda > Programmazione > febbraio 2003

Sabato 1 febbraio, h. 21.00:

inizia la rassegna

Eventi d'arte contemporanea non omologabili:
promossa da Vidikon Multimedia, CSOA Cox 18 e Calusca City Lights


Per la sezione "Voci/Scritture", presentazione di brani dal romanzo inedito:

Questa non è la tua patria

di Vincenzo Maria Oreggia

Legge Roberta Sperantini
Il romanzo inedito Questa non è la tua patria trae spunto dall'esperienza di un immigrato ecuadoriano in Italia. In un Paese di leggi trabocchetto, grovigli burocratici e dissimulato razzismo, il protagonista, dopo aver lasciato una patria prostrata da manovre politico-finanziarie, cui non sono estranei i grandi interessi occidentali, attraversa una serie di vicissitudini alla ricerca di un regolare inquadramento lavorativo, che si trasformerà in un miraggio. Disilluso e ferito, accetterà un rischioso compromesso che darà alla sua storia una svolta imprevista.
La lettura di alcuni brani del romanzo è affidata a Roberta Sperantini, che svolge attività teatrale dal 1987, è tra i soci fondatori del laboratorio teatrale Re Nudo di San Benedetto del Tronto e fa parte della direzione artistica dell'Incontro nazionale dei Teatri Invisibili.
Vincenzo Maria Oreggia, nato a Milano nel 1966, ha iniziato a scrivere di letteratura sulla rivista "Leggere"; ha pubblicato contributi critici su: "Linea d'ombra", "Hortus", "Aperto", "Hystrio" e "Sipario". Racconti sono apparsi su "Nuova Prosa" e "Iduna", poesie presso le Edizioni Pulcinoelefante. Nel '95 l'editore Tranchida ha pubblicato la raccolta di testi narrativi Prossimi alla conclusione. Direttore del "Bollettino" dei Teatri Invisibili, ha curato la sezione storico-critica del volume Teatri Invisibili e nuove generazioni teatrali (Titivillus, 1999) e la raccolta di incontri di teatro Archivio di voci (Archinto, 2002).



Mercoledì 5 febbraio, h. 21,30

la rassegna

Eventi d'arte contemporanea non omologabili:
promossa da Vidikon Multimedia, CSOA Cox 18 e Calusca City Lights
prosegue con

Inaugurazione della mostra di Johan Peter Hol

La mostra resterà aperta dal 5 al 19 febbraio (martedì-sabato, h. 16-20).

Artista olandese (1964), fautore di intelligenti operazioni di sensuale ironia, tra l'infantile e il perverso, mantenendosi sempre entro i confini "cool" di un gusto squisitamente nordico, in perenne bilico tra l'intimismo onirico e il perturbante, subliminale carattere dionisiaco di viaggi a ritroso nel suo passato psichico, contaminato dal virus delle più attuali inquietudini sociali e individuali, attraverso la reciproca infezione provocata dallo scambio ematico delle diverse epoche della maturazione. Ha esposto in tutt'Europa. (C.B.)



Venerdì 7 febbraio, h. 21,30

la rassegna

Eventi d'arte contemporanea non omologabili:
promossa da Vidikon Multimedia, CSOA Cox 18 e Calusca City Lights
prosegue con

Presentazione del libro di Gabriele Piana (Mimesis Edizioni, Milano, 2001)
Le scritture del fuori
Tracciati sul pensiero francese contemporaneo

Le scritture del fuori prende in esame diversi Autori d'area francese Blanchot, Althusser, Baudrillard, Deleuze e Bataille alla luce della questione del "fuori", da intendersi come alterità irriducibile all'identico, e di quella della scrittura. A partire da una riflessione sull'"esperienza interiore" di Bataille, l'Autore ripensa nozioni come sapere, senso, soggettività, pensiero e realtà.

Gabriele Piana (Milano, 1966), ricercatore di Filosofia morale all'Università di Palermo, fa parte delle redazioni di "aut aut" e "Millepiani"; ha pubblicato Le scene della scrittura nell'opera di Jacques Derrida (Mimesis).



Sabato 8 febbraio, h. 16,30

La lotta in Algeria in anche la nostra
(Centro di documentazione Porfido - Torino)

A due anni dall'inizio della rivolta, in Cabilia la lotta continua. In tutta la regione i gendarmi vivono ancora asserragliati nelle caserme, "messi in quarantena" dalla popolazione insorta; le elezioni sono attivamente boicottate e disertate in massa; i municipi rimangono deserti, sbarrati.
Anche la repressione prosegue. Gli sgherri del presidente Bouteflika continuano ad arrestare i delegati dell'organizzazione orizzontale e assembleare che gl'insorti si sono dati, gli aarch.
La rivolta cabila, nata in un momento in cui tutta l'Algeria era in fiamme, è sempre più isolata: da una parte il potere dei generali vuol farla passare come un conflitto locale, in cui verrebbero portate avanti rivendicazioni particolariste e separatiste, dall'altra un potente embargo informativo impedisce di conoscerla fuori dei confini nazionali. I villaggi algerini sono insorti contro condizioni di vita intollerabili, che sono frutto di scelte economiche e politiche internazionali destinate a colpire l'intero proletariato, nel "Nord" come nel "Sud"del mondo. Il significato generale dei fatti d'Algeria è perciò quello da occultare con maggior cura.
Questa volta i professionisti della solidarietè internazionale sono rimasti zitti, indifferenti: in una rivolta senza capi né partiti è difficile trovare figure carismatiche o subcomandanti da idealizzare e commercializzare con T-shirt e strimpellamenti. Inoltre la Cabilia è un esempio pericoloso per chi aspira a porsi alla testa dei movimenti sociali per impedirne e/o ricuperarne gli eventuali trascendimenti (Genova G8 docet).
Con la loro lotta orizzontale e assembleare, gl'insorti algerini dimostrano la possibilità di sottrarsi alla peste delle dittature militari, al colera dell'integralismo islamico e alla leucemia dei regimi liberaldemocratici.
Per tutte queste ragioni, oltre che per le corresponsabilità del governo e delle industrie italiane (ENI in testa) nella repressione, la rivolta algerina è anche affar nostro.

- Interventi di compagni algerini, diretti testimoni e partecipi delle lotte in corso.

- Presentazione di Ulach smah! Notizie dall'insubordinazione algerina, a cura del Centro di documentazione Porfido (Torino).

- Materiali italiani e internazionali sull'Algeria.



Giovedì 20 febbraio, h. 21,00

proiezione del libro di Emilio Mentasti

Bergamo 1967-1980
Lotte movimenti organizzazioni
Dal cattolicesimo del dissenso al movimento studentesco, dall'autunno caldo ai gruppi extraparlamentari, dal movimento del Settantatasette alla lotta armata, quattordici anni scorrono evidenziando la partecipazione della città di Bergamo e delle sue valli in parallelo con gli avvenimenti nazionali.



Giovedì 27 febbraio, h. 21,00

proiezione del libro di Grassani Enrico

Anche se voi vi credete assolti
Fabrizio De Andrè. Attualità del messaggio poetico e sociale
Edizioni Selecta, Pavia, pp.144
Per comprendere Fabrizio De Andrè occorre porsi in sintonia con le sue creazioni musicali e poetiche. Quindi comprendere e condividere la realtà, le istanze, le arrabbiature, le passioni, le dolcezze, le esaltazioni, le delusioni e le sconfinate solitudini dei suoi personaggi. Questo è quanto si propone il libro focalizzando e analizzando uno degli album meno conosciuti del cantautore genovese: Storia di un impiegato, pubblicato nel 1973. Il libro riporta una prima stesura della Canzone di Maggio, poi rivista e perfezionata per il disco, che pare un resoconto dei fatti avvenuti a Genova in occasione del G8. Un vastissimo repertorio documentale sui libri dedicati a De Andrè e su tutte le edizioni discografiche completano questo lavoro insieme ad una intervista a Fernanda Pivano.

Intevento musicale di Santo Catanuto che insieme ad alcuni pezzi presentati nel libro eseguirà altre canzoni di De Andrè.





Venerdì 28 febbraio, h. 21,30

proiezione del libro di Théo Cosme

Moyen-Orient 1945-2002
Histoire d'une lutte de classes
(editions Senonevero, Paris, 2003)
Dalla fine dell'Impero ottomano alla guerra del Golfo (1991), la "Questione d'Oriente" era quella dello sviluppo dei rapporti capitalisti in Medio Oriente. L'Oriente costituiva una "Questione" perchè questo sviluppo non era endogeno. La formazione di borghesie fu caotica e la produzione di proletari catastrofica. Dopo la fine dell'Impero ottomano, i rapporti sociali specificatamente capitalisti sono andati formandosi in Medio Oriente attraverso il succedersi di tre frazioni dominanti della borghesia:

- quella fondiaria, amministrativa e commerciale;

- quella nazionalista

- quella basata sulla rendita.

Ciascuna, nella sua specificità, include ed esprime in una certa fase le necessità generali dello sviluppo del Capitale. Nondimeno l'azione di queste borghesie ha potuto giungere a risultati differenti da quelli che originariamente si erano prefissate. È in questo quadro che il libro di Théo Cosme affronta la formazione dello Stato d'Israele, l'ascesa dell'islamismo, la rivoluzione iraniana, la guerra del Libano, la prima Intifada, la sconfitta del movimento palestinese, l'invasione del Kuwait e l'eliminazione finale della figura autonoma del rentier. Più in generale, le guerre con Israele costituiscono, per i paesi arabi, il criterio e la storia dello sviluppo al loro interno dei rapporti sociali capitalisti, in quanto fino a oggi è stata proprio l'esistenza d'Israele il pungolo a tale sviluppo.





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