Agenda > Programmazione > aprile 2003

Martedì 1 aprile

ore 21,30

La guerra imperialista:
Assemblea dibattito
intervengomo Andrea Viano (economista) e Giuseppe Pelazza (avvocato)

La guerra combattuta nel golfo dalla superpotenza americana è la classica guerra imperialista. Si combatte, nel contesto della crisi capitalista, per il controllo geo-strategico delle fonti di materie prime. Sia la Francia che la Germania si sono contrapposte duramente, assieme alla Russia e alla Cina, alle decisioni americane. L'attacco americano mette in discussione gli interessi di questi stati nella regione. Nota è la vicenda dei contratti che le compagnie petrolifere francesi già avevano stipulato con l'Iraq. La nuova guerra del Golfo è il primo episodio di contrapposizione serio tra interessi imperialisti divergenti, germoglia, infine, un confronto, che da qui in avanti sarà sempre più deflagrante, tra il capitalismo europeo e gli interessi statunitensi. Il diritto internazionale, ammesso che sia mai esistito un diritto internazionale che non sia il frutto delle imposizioni dei paesi più forti, è definitivamente calpestato. Il ruolo dell'Onu, arena in cui si scontrano gli interessi delle potenze imperialiste, perde senso anche agli occhi dei più ingenui sotto i colpi dell'arroganza dell'unica superpotenza americana. Come il movimento antimperialista può contrapporsi efficacemente al dispiegarsi della crisi capitalista e allo svilupparsi del conflitto interimperialista ? L'iniziativa è a cura del Collettivo Politico Universitario




Martedì 9 aprile

ore 21,30

la rassegna "Indie. Eventi d'arte contemporanea non omologabili" (sezione "Visioni")
continua con la inaugurazione della mostra di

Sara Scalas
Abile costruttrice di Wunderkammeren mentali, l'artista (nata nel 1972) ci consente di spiare attraverso le sottili pareti che ci separano da microsistemi fatti di pendoli di cristallo, scenografie costruite da figure retoriche, misteriosi segreti dissimulati; dentro scatole cinesi fragili come l'apparenza ma profonde come la sostanza, soggette ai mutamenti del punto di vista, allo spostamento della prospettiva, vertiginose.
La mostra resterà aperta dal 9 al 23 aprile (martedì-sabato: h. 16-20).




Venerdì 11 aprile

ore 21,15
Il capitale ricompone i suoi fronti per la sua guerra, il proletariato deve ricostituirsi in classe per abbattere il capitale
Conferenza-dibattito del P.C.Internazionalista

La guerra scatenata dagli Usa in Iraq, per ragioni che nulla hanno a che fare con quelle dichiarate, accelera enormemente il processo di ricomposizione dei fronti imperialisti, avviatosi dopo l'implosione del fronte sovietico. Nonostante le difficoltà e le scosse in avanti e indietro, l'Europa e in particolare l'area dell'Euro va lentamente compattandosi come il fronte avverso a quello che sinora pareva l'incontrastato padrone dell'impero. Non è detto che l'attuale area dell'Euro sarà quella "definitiva". Di certo vanno maturando le contraddizioni fra le due "aree monetarie" dell'Euro e del dollaro. Per la prima volta nella storia, certamente, una moneta unica precede la formazione politica e statuale. E' una realtà nuova, che ha tutta la forza della... realtà, che sta ai marxisti comprendere e valutare nell'ambito dell'esame delle contemporanee dinamiche capitaliste. Il compimento del processo nuovo che porta dalla moneta unica alla unità politico- statuale segnerà anche il momento culminante della contrapposizione imperialistica, in cui il proletariato sarà ancora una volta chiamato ad allinearsi con il suo sfruttatore. L'alternativa sta ancora, come sempre e solo, nell'abbattimento delle condizioni della guerra e della barbarie, quindi nella rivoluzione proletaria. Alle avanguardie rivoluzionarie non compete néla ricomposizione della classe né l'organizzazione della lotta di classe. Compete invece alle avanguardie la preparazione delle condizioni politiche. Di questo (euro, europa, contrapposizone imperialistica agli Usa e prospettive di lavoro delle avanguardie) il P.C.Int invita a discutere.




Mercoledì 16 aprile

ore 21,15
Occupazione militare dell'Iraq, esplosioni sociali, nuove Guerre
conferenza organizzata da
RIVOLUZIONE COMUNISTA
La spartizione dell'Iraq e del Medio Oriente, attuata da USA e Gran Bretagna, tocca l'intreccio dei rapporti interimperialistici atlantici e asiatici e trascina il mondo intero in nuovi conflitti bellici tendenti a riassetti militaristici terrorizzanti. Questo appare sempre più chiaro. Va sottolineato che l'occupazione anglo-americana dell'Iraq, mirando alla razzia di risorse e di energie, al condizionamento mondiale del prezzo del petrolio per aprire la strada a estrazioni più costose, al predominio strategico militare, non può limitarsi a un cambio di governo o alla costituzione di un governo fantoccio: impone una amministrazione militare diretta. La necessità di questa impalcatura militare non sorge dall'esigenza di porre sotto controllo le spinte nazionali presenti nell'area né i contrasti tra sunniti e sciiti né le pressioni dei propri alleati. Deriva fondamentalmente dalla necessità di tenere sotto controllo il proletariato iracheno e le masse semi-proletarie irachene e curde. E ciò perché sono queste masse, prima ancora dei ras locali e dei capi-clan, che vengono espropriate delle risorse e delle energie. Esse sono quindi chiamate, prima di qualsiasi altra fascia sociale, a riprodurre profitti e rendite per i loro dominatori; e a lottare contro costoro per la propria sopravvivenza ed emancipazione.