Posts Tagged ‘ecovillaggi’

Appunti per un concetto di abitare "esteso"

Silvia

Il concetto di abitare "allargato" ha come sua meta finale ideale l' "Abitare la Terra", accomodarsi in essa come a casa propria.

Leggeri soffi in questa direzione sono stati fatti:

Abbiamo fatto azioni per Abitare i luoghi pubblici, i parchi urbani specialmente, con il progetto "Le Madri", che intendeva porre la cura come azione principale del abitare e con Yurtha Urbana, far maglie-preghiere in Laboratori Mobili.

Abbiamo fatto azioni per Abitare il Paesaggio, con Miraggi Permanenti, che vedevano centro dell' azione sia un aspetto contemplativo inattivo che un più attivo fare maglie in natura, come ideale Laboratorio Itinerante.

Abbiamo curato con piccoli interventi Paesaggi Extra-urbani, con semine fatte da Genitori Giardinieri, e paesaggi urbani con risistemazioni artistiche Narimaki.

A ritroso il luogo più vicino a noi, che non avevamo ancora affrontato, ma che è per ora il meno abitato in senso allargato è proprio il pianerottolo di casa nostra, l' androne, il cortile.

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Vivere senza lavoro, nuove resistenze

La peggiore delle crisi è quella dell'immaginazione. Generalmente, perfino chi perde un lavoro salariato che umilia la sua dignità, non riesce a pensare a nulla che vada oltre la necessità di «conservare» la propria sopravvivenza. La crisi del sistema sottopone l'enorme massa di persone che vive senza un lavoro salariato – e non può aspettare di trovarne uno – a un inedito e violento attacco ai mezzi di sussistenza. Il sistema che ci domina, per riprodursi, ha nuovi bisogni: avvelenare l'acqua (con le miniere in Perù), sterminare i pesci (con l'eolico in Messico) e varare altre attività vandaliche necessarie alla costruzione di mega-impianti e grandi opere (contro le quali si muovono diversi movimenti territoriali). I «senza lavoro», allenati a inventare percorsi nuovi e (fr)agili per procurarsi da vivere, non hanno nulla da conservare, sono costretti a creare nuove forme di resistenza

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Gruppo Acquisto Terreni ®

Il GAT, o Gruppo Acquisto Terreni, ha come obbiettivo quello di costituire e sostenere gruppi di cittadini risparmiatori per l'acquisto condiviso di una tenuta agricola e la sua conduzione con metodi moderni e sostenibili.

Siamo un team di professionisti che dal 2009 ha sviluppato un modello innovativo di gestione economica di una moderna azienda agricola, secondo principi etici e ponendoci come obbiettivo quello di creare un nuovo modo di fare impresa in agricoltura.

http://www.gruppoacquistoterreni.it/

Architettura, che farne

Quando hanno cominciato le città, le strade, le case, a essere così brutte, tristi, antipatiche verso le persone e il pianeta? Più o meno quando hanno cominciato a essere costruite da chi aveva ricevuto un'educazione apposita, formalizzata e istituzionalizzata, per imparare a costruirle. Cioè quando i loro costruttori hanno smesso di imparare a farle facendole. . .

http://www.lostraniero.net/archivio-2013/149-febbraio-2013-n-152/787-architettura-che-farne.html

A Bagnacavallo al via un nuovo progetto di partecipazione

Prenderà il via 2012-12-19 mer con un incontro pubblico di presentazione Identità, mobilità e aggregazione: le trame urbane di rigenerazione del rapporto tra frazioni e centro storico, nuovo progetto di partecipazione del Comune di Bagnacavallo. . .

Il progetto proposto dal Comune di Bagnacavallo rappresenta la seconda fase del Laboratorio urbano Qui c'entro, avviato nel 2011 e dedicato al centro storico bagnacavallese. Ora ci si rivolgerà alle frazioni, focalizzandosi sulla rigenerazione del rapporto tra queste e il centro. . .

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Il progetto EVA

Pescomaggiore prima e dopo

Pescomaggiore è un piccolo borgo di origini altomedioevali alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga, ad una decina di chilometri da L'Aquila.

Il sisma del sei aprile ha distrutto buona parte delle abitazioni e del patrimonio storico-culturale.

Il 6 aprile alle 3 e 32 anche noi abbiamo perso la casa.

I tempi lunghissimi dell'emergenza e della ricostruzione rischiano di portare all'abbandono del paese, già semi-spopolato dall´emigrazione. Invece di attendere abbiamo preferito rimboccarci le maniche, per poter continuare ad abitare la nostra terra ed il nostro paese, per ricostruirlo da subito insieme ad un futuro comune. Nella cosapevolezza che abitare non concide solo con avere una casa quella che sia.

Come nasce il progetto EVA

Una parte di residenti e di oriundi, già prima del terremoto, aveva dato vita al Comitato per la Rinascita di Pescomaggiore, per migliorare la qualità della vita e recuperare l'abitato storico con campagne di informazione, attivando processi partecipativi ed avviando microprogetti nel campo dell'agricoltura, del turismo e della convivialità artistica.

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