Torture garden

Il G8 di Genova 2001 ha sancito per molti una sorta di frattura.
La sentenza di Bolzaneto, il raffronto con quella precedente contro i 25 manifestanti, hanno un significato preciso: non contiamo nulla. Le centinaia di migliaia di persone presenti in quelle giornate contano meno di zero. Non dovevano avere voce in capitolo allora, nè adesso, nè ma
Non serve aspettare le motivazioni della sentenza per capirne il messaggio. E' piuttosto esplicito. C'è chi ha sempre ragione, e probabilmente non sei tu che stai leggendo.
Se ci scappa il morto o la tortura sotto sotto è colpa di chi si agita troppo. A Genova sono stati costretti a esagerare, ma il corpo del fermato rimane sacro. Come l'agnello a pasqua, e come per il maiale non si butta via niente. Il sangue del manifestante è particolarmente adatto per far brillare i pavimenti di Bolzaneto. Il sangue è rinomato per la fertilizzazione del'asfalto, sul quale di norma non cresce nulla, ma se opportunamente trattato con sangue di zecca umana, nel mese di luglio diventa un fiorire di corone da morto.
In questo splendido idillio d'ordine dove anche il manifestante più insulso può essere efficacemente usato come straccio da passare in terra, un problema irrisolto rimane.

Il problema che non tutti si sono rassegnati a non contare nulla.

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