Ebbene, la questione dei rom è esplosa in modo violento. Da qualche mese Lorenzo Quadri ha deciso di indirizzare le sue infinite energie in una nuova battaglia, quella appunto legata alla presenza dei rom. Interpellanza in Gran Consiglio, a cui il governo quest’estate ha dato una risposta abbastanza articolata, presenze a trasmissioni come Contesto della RSI La1 per criticare la presenza della carovana zingara a Galbisio, articoli sul Mattino, ecc. Poi domenica 12 settembre se ne esce con una prima pagina, per molti scioccante, per altri meno, dal titolo “Rom: “Raus” o campi di lavoro!”, il settimanale di via Monte Boglia ha deciso di alzare i toni. E gli animi si sono accesi. Fra martedì 14 e mercoledì 15 vi sono stati atti vandalici contro la Lega dei Ticinesi. Il CSOA (Centro Sociale Occupato Autogestito) il Molino è sceso in campo con un duro comunicato stampa di condanna contro il Mattino e la Lega. Non solo. Proprio il Molino ha convocato un presidio per sabato 18 settembre a Lugano, in via Monte Boglia, proprio dove c’è la sede del Mattino della Domenica.

Non è dato sapere se gli atti vandalici contro la Lega siano opera dei simpatizzanti del Molino, ma sicuramente il CSOA Molino non ha rivendicato nulla. Ha solo condannato le campagne anti rom del Mattino e della Lega.

Ora, diciamo una cosa che a molte lettrici e molti lettori di TicinoLibero non apprezzeranno. Noi non condividiamo i toni e i contenuti del Mattino della Domenica a proposito di rom. Ma non per questo ci mettiamo a fare atti vandalici e bruciamo automobili!
E ci dispiace dirlo. Ma secondo noi è entrata nel vivo la campagna elettorale, anche se non tutti i partiti hanno ancora presentato le liste. Di più. Il Molino, per antonomasia extraparlamentari, sono anch’essi entrati (o “scivolati”) dentro la campagna elettorale.
Spieghiamoci. Copione, visto e rivisto, ma non ancora compreso da tutti. Ad inizio campagna elettorale la Lega, il Mattino o il Nano se ne escono con una forte “provocazione-attacco” (generalmente verso qualche categoria di stranieri). Qualcuno si ricorda “Troppi neri in Nazionale!” apparso sul Mattino alla fine dell’estate 2007, proprio un attimo prima di dar avvio alla campagna elettorale per le elezioni federali? Anche in quell’occasione quella prima pagina del Mattino polarizzò l’opinione pubblica, con importanti politici che scesero in campo, allora Franco Cavalli che proprio al congresso del PS del 1. Settembre 2007 condannò senza mezzi termini quel titolo del domenicale di via Monte Boglia. Per diversi giorni, settimane, si parlò della “sparata” del Nano e/o Mattino. Tutta pubblicità gratuita.

E anche questa volta siamo alle solite. E nella rete di Bignasca questa volta ci è “cascato” il CSOA il Molino. Con una pesante aggravante. Gli atti vandalici. Chiamiamoli pure “intimidatori”, fatti da chicchessia, mettono Bignasca e il Mattino nella posizione di vittime. La “violenza” del titolo del Mattino della Domenica viene soppiantata dalla “violenza” degli atti vandalici. Se poi sabato 18 settembre, al presidio, ci fosse qualche scaramuccia e/o scintilla (che ovviamente non ci auguriamo), ecco che il Nano da vittima diverrebbe martire, con relativo aumento di popolarità. Ecco perché scriviamo che il CSOA il Molino è entrato nella campagna elettorale. I molinari, volenti o nolenti, sono diventari uno “strumento” nella strategia di comunicazione della Lega e del Mattino. E saranno lo strumento (non l’unico, per carità) con il quale Giuliano Bignasca consoliderà ed incrementerà i voti per il suo partito. Poco poco a chi domenica fosse sfuggita la prima pagina del Mattino, ora sa (grazie alla condanna del CSOA il Molino e agli atti vandalici) che cosa c’era scritto. La sinistra autogestionaria e autonoma funge da “strillone” per il settimanale della Lega. Non male come risultato!

Ora parliamo dei rom, o presunti tali. Su questa tematica la Lega è riuscita a fare un bel “calderone”. Si mettono assieme le carovane nomadi con rom che vivono nel nord Italia, e che vengono “beccati” a fare azioni di microcriminalità (furti, raggiri, rapine, …) in Ticino, e con l’insieme delle popolazioni sudorientali europee (rumeni, bulgari, slavi, moldavi, ucraini, …). Questo bel calderone serve a suffragare la tesi che abbiamo criminalità di importazione. Infatti. Sogevalor, BPL-Donati-Gallo, Francesco Moretti, è tutta “criminalità” di importazione? Aggiungiamo noi, che mentre il ticinese medio è preoccupato, per non dire angosciato, che la propria dimora venga assalita dai “rom”, per essere svaligiata, nessuno si rende conto che due anni fa il Consiglio federale ha deciso, senza che nessuno fiatasse, di “svaligiare” tutti gli abitanti della Svizzera per una somma superiore ai 9’000 franchi a cranio, per salvare l’UBS (ci riferiamo al fondo, inizialmente previsto di 60 miliardi di franchi, per “liberare” di prodotti finanziari tossici la più grande banca svizzera. Nel frattempo l’ammontare è sceso a una quarantina di miliardi di franchi, che tutto sommano sono pur sempre più di 5’000 franchi a testa). Lo diciamo. Tutti i “rom” del mondo non avrebbero saputo svaligiare meglio gli svizzeri. E scusateci, ma a noi non risulta che Marcel Ospel sia un nomade, un rom, o una persona proveniente da paesi sudorientali europei. Certo, cosmopolita e globetrotter, ma “Swiss made”. E pensare che se alcuni di questi barbari chiamati rom arrivassero nelle case di alcuni collaboratori di TicinoLibero, forse 5/6’000 franchi di refurtiva farebbero molta fatica a trovarla.

Ma lo sappiamo anche noi, nell’epoca dell’individualismo e dell’atomizzazione della società, la paura dei cittadini è in continua crescita. Avvolte questa paura è irrazionale, magari anche infondata, ma poco importa. In questo ambito contano più le percezioni e l’interpretazione della realtà, che i dati statistici o altro. La Lega, non fa l’altro che “cavalcare” questa paura. Poi che in questo “cavalcamento” sia aiutata dalla sinistra, che è imprigionata nei suoi schemi e in scelte di campo fatte anni fa in modo sbagliato, è anche questo vero.
Vediamo di iniziare ad addentrarci nel calderone “rom” della Lega&co. Primo. I nomadi. I nomadi, definiti ancor’oggi zingari, sono stati fra chi ha pagato un alto tributo di vite umane a causa si quella scellerata esperienza politica chiamata Terzo Reich. Assieme ad ebrei, comunisti e omosessuali, i zingari, le popolazioni nomadi, sono state fra le più perseguitate dal nazifascismo. Finita la seconda guerra mondiale agli ebrei fu promesso uno Stato, quello che diverrà qualche anno dopo Israele, a spese dei palestinesi, ai nomadi non fu creato nessuno Stato. Fu concesso che potessero muoversi “liberamente” in tutta Europa (occidentale). Ecco perché ci sono le carovane di nomadi che ogni tanto sostano anche in Ticino. Sarebbe il caso di sottolineare che i nomadi hanno uno statuto speciale, che tutti i paesi europei fino ad ieri (oggi la Francia si sta muovendo diversamente, con il disappunto di molti paesi dell’UE) riconoscevano.
Discorso diverso per quello che è la problematica della cosiddetta “criminalità di importazione”. Qui la realtà è più complessa. Per prima cosa si parla genericamente di rom, senza specificare mai. Poi non tutti quelli che fanno furti sono rom. Avvolte sono moldavi, rumeni, bulgari, eccetera, e non tutti sono rom. Avvolte addirittura sono svizzeri (vedi il caso della rapina di Ronco sopra Ascona).
Infine, e qui qualche problemino la sinistra ce l’ha, c’è l’aspetto di tutto quello che è l’Europa sudorientale, tanto per intenderci Bulgaria, Romania, Ucraina, Moldavia e via discorrendo. Sarebbe ora che si prendesse atto che la favola dell’integrazione europea è un fallimento. E i problemi sono da imputare a come l’occidente ha “gestito” la dissoluzione del socialismo reale. Nessun programma serio di transizione. Nessun piano Marshall per i paesi post Patto di Varsavia. E oggi sono lì da vedere i risultati. Albania, Kosovo, ex-Jugoslavia, Bulgaria, Moldavia, Ucraina hanno una stabilità e una statualità che fa acqua da tutte le parti. E non è con qualche finanziamento dell’UE, magari “partecipato” dalla Svizzera, che si risolve granché. Anche perché le “cricche” politiche che governano questi paesi sono spesso a livelli di corruttela tali che a confronto Craxi, Poggiolini e De Lorenzo passano per dei principianti. La connivenza fra fazioni politiche, mafie e criminalità organizzata in molti di questi paesi è evidente. E non è dando qualche miliardo ai governi di questi paesi che si può immaginare che vengano ridistribuiti alla popolazione. Dunque, come non pensare che da quei paesi emigrino molti cittadini. E il fenomeno non è passeggero. Non si intravvede in quei paesi una seria politica di sviluppo, che in un futuro prossimo non obblighi i suoi concittadini ad emigrare. Che poi fra questi emigranti vi siano dei criminali, dei ladri d’appartamento o altro, è vero. Ma è pericoloso generalizzare. In Ticino molti calabresi hanno contribuito con il loro lavoro al benessere del paese. Emigrato calabro è anche Francesco Moretti. Ma non per questo si possono fare generalizzazioni.

Concludiamo, tornando alla prima pagina del Mattino. Va bene criticare, dissentire, anche condannare e forse aberrare la deriva anti-rom del domenicale. Quello che non ci va tanto bene sono gli atti vandalici con intenti intimidatori.
Ma ci va ancora meno bene l’ipocrisia di fondo di questa “querelle” di inizio campagna elettorale. La Lega può essere definita razzista, sicuramente spregiudicata. Che scoperta. Ma scusate, a noi risulta che la Lega, come ha dichiarato in una nostra intervista Boris Bignasca, abbia un solo sindaco, di un Comune della Val Verzasca. E allora perché nessun Comune si è messo a disposizione per costruire quelle aree di sosta per i nomadi che il Cantone da diversi anni ha pianificato? Nei Municipi dei Comuni ticinesi c’è di regola una maggioranza leghista? Non scherziamo. A Pollegio, mica tanto tempo fa, è insorto il Municipio contro l’idea di “ospitare” i nomadi? E Pollegio ha un sindaco leghista o socialista? Provi a rispondere il presidente del PS Manuele Bertoli, prima di parlare che si raccoglie quello che si semina e di fatto solidarizzare con il Mulino. A noi è sembrato silente, Bertoli, quando l’esecutivo di Pollegio protestava contro l’ipotesi di trasferire i nomadi nel Comune leventinese.
Non solo. Più o meno 2 anni fa ci fu un atto grave. A Mendrisio, nell’area di sosta dei nomadi, qualcuno ha sparato contro i rom. Un atto che fortunatamente non provocò conseguenze. Anzi no. Una conseguenza la provocò. Il Municipio del Borgo, dopo questo grave atto criminale, decise di abolire quell’area di sosta. Interessante. Qualcuno ti vuole ammazzare e il Municipio penalizza proprio te, facendoti “sloggiare”. Si disse che la decisione nell’esecutivo di Mendrisio fu presa all’unanimità. Tradotto, votò a favore dello “sfratto” degli zingari anche il municipale socialista Giancarlo Cortesi. Bertoli che disse in quell’occasione ssull’operato del suo municipale? Nulla.

Allora, noi non siamo degli esperti di psicologia di massa e sociologia, dunque non possiamo dire con certezza che la prima pagina del Mattino fomenta il razzismo e la xenofobia, o semplicemente da risalto a quello che sono le “idee di pancia” presenti nella popolazione. Quello che è certo è che anche a sinistra c’è un po’ di ipocrisia. O si esagera a condannare adesso oppure si è stati troppo silenti prima. Perché Bertoli non introduce nella sua “carta dei valori”, o negli statuti, o dove diavolo vuole lui, una piccola regola che prevede l’espulsione dal suo partito qualora come municipale socialista ci si dichiari favorevole alla chiusura di aree di sosta per nomadi? Non sarebbe più coerente? E agli autogestiti dei Molini sconsigliamo di fare il loro presidio-manifestazione in via Monte Boglia, per sabato 18 settembre. Ma se vogliono tanto fare il loro presidio, perché non fanno il bis domenica 19 davanti alla casa di Giancarlo Cortesi a Mendrisio? E lunedì 20 a Pollegio non ci vogliono andare a fare un altro presidio? O merita la loro attenzione soli il Mattino e Giuliano Bignasca, tanto per accrescerne la popolarità e la ribalta sui media? Almeno si facciano pagare i molinari per lo spot che (involontariamente, si suppone) stanno facendo alla Lega.
A noi sembra veramente che la campagna elettorale sia iniziata. Il Nano ha aperto le danze, e tutti gli altri ad inseguirlo demonizzandolo, non accorgendosi che “c’è un po’ di Nano in tutti i partiti, sinistra compresa”.
E noi, ascoltando quella bella canzone di Fabrizio De Andrè Khorakhanè, sogniamo di creare una confortevole zona di sosta per nomadi, in quella villa stile hollywodiano del signor Marcel Ospel. Così finalmente, per una volta, si sfratta qualcun d’altro.

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