Per oscuri motivi – non si è mai capito esattamente quali – si è sempre dimostrata nei confronti di questi “fuorilegge” una tolleranza che oggi più che mai risulta ingiustificata e malriposta. Una tolleranza verso chi occupa degli spazi senza pagare un centesimo, per svolgervi delle attività – in particolare il servizio al pubblico di cibi e bevande – per svolgere le quali in ottemperanza alle leggi, occorrerebbero permessi e legittimazioni che i “molinari” mai si sono sognati di chiedere, rispettivamente ottenere.

Ma adesso si è andati ben oltre i limiti del sopportabile e della decenza, quelli che altrimenti non si possono definire se non dei mascalzoni, si sono messi a compiere atti di aperta delinquenza divulgandoli pubblicamente con comunicazioni alla stampa.

Ci riferiamo ovviamente all’imbrattatura dei manifesti pubblicitari inerenti alla votazione del 28 novembre 2010 sull’iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali, avvenuta sabato ad opera di teppisti che, speriamo, la videosorveglianza riuscirà a identificare singolarmente e contro cui verrà sporta denuncia in separata sede.

Questa chiara prova d’inciviltà e di spregio della democrazia è tanto più preoccupante in quanto gli autori, nella loro comunicazione alla stampa, fanno sapere che “La “pubblica azione di disobbedienza civile”, come è stata definita dagli attivisti, non sarà un episodio isolato: altre azioni, infatti, si potranno verificare durante le prossime settimane”.

Alla luce di quanto sopra, ci permettiamo d’inoltrare al Municipio la seguente interrogazione

1. Intende il Municipio tollerare ancora a lungo la situazione di inottemperanza alle leggi in cui si trova il cosiddetto centro sociale Il Mulino nella sua sede (???) presso l’ex-macello a Cassarate?

2. Intende il Municipio fare qualcosa – e, se sì, che cosa – per sanzionare l’inaccettabile comportamento dei mascalzoni che, dalla sede (???) loro gentilmente concessa dal Municipio stesso, hanno dato avvio all’azione di vandalismo sopra descritta e, stando alle loro asserzioni ai media, indendono programmarne altre?

3. Non ritiene il Municipio che, con il loro comportamento, i “molinari” abbiano perso, se mai ne avessero avuto uno, ogni diritto a qualsivoglia sostegno da parte della Città, e quindi vadano immediatamente allontanati senza alternative da una struttura pregiata che Lugano può impiegare in mille modi migliori?

Con i più distinti saluti,

Gruppo UDC in Consiglio comunale
Eros N. Mellini, Marco Chiesa, Alessandra Noseda

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