Poche righe, una nota a protocollo del CdS firmata dal cancelliere dello Stato e consegnata per mano del capo Ufficio giovani al “ Gruppo occupanti” segna il destino dell’esperienza di autogestione varata dal Mattirolo il primo novembre scorso. Giorno in cui il “ Fantasma” è riapparso, prendendo possesso dello stabile di proprietà del Cantone. I ragazzi del collettivo? Per loro, ammettono, la decisione è giunta come una « doccia fredda » , anzi « gelata »:« Tutto ciò che sembrava potesse sorgere viene stroncato sul nascere » .
L’incontro tra il Municipio di Mendrisio e rappresentanti dei servizi cantonali, prima, e l’appello alle autorità sottoscritto da oltre 180 cittadini della regione ( cfr. laRegione Ticino di ieri), poi, li aveva fatti sperare nel dialogo. Il richiamo al rispetto delle regole li ha risvegliati bruscamente. La prima ingiunzione al “ Fantasma del Mattirolo”, Bellinzona l’aveva già consegnata pochi giorni dopo l’occupazione della Colonia. Preso atto, si indica nella nota a protocollo, che l’edificio non è stato liberato, l’ordine di lasciare lo stabile viene rinnovato. Termine ultimo martedì prossimo. In caso di mancato rispetto, si precisa, il Consiglio di Stato « si riserva di sporgere denuncia penale per violazione di domicilio, subordinatamente l’ordine di sgombero » . Alla Colonia c’è tristezza e delusione. « Tutto il lavoro che è stato fatto all’interno della Colonia e verso l’esterno a Mendrisio da parte nostra, dopo l’occupazione – chiede il “ Fantasma del Mattirolo” in un comunicato – , cos’è: polvere dispersa nel vento? » .
Eppure la settimana, si osserva, era iniziata bene. Prima, si spiega, « l’apertura propositiva » dell’Esecutivo del capoluogo. Con la sua posizione a favore della creazione di un Centro di attività giovanili ( sede individuata nell’ex Foft). Un progetto, osserva il Mattirolo, che « sebbene ancora in fase di germogliazione si presenta già articolato e portavoce di un reale bisogno » .
Bisogno che per il Mattirolo si traduce in un « centro socioculturale autogestito » ma che per il Municipio locale richiama innanzitutto al rispetto della legalità, invocata più volte per la Colonia. Poi era arrivata la dichiarazione rivolta alle autorità e condivisa da oltre 180 cittadini a sottolineare « l’importanza dell’esperienza » .
Due prese di posizione che alla casa rosa si pensava potessero portare « nuova linfa alla discussione ».E che sono state lette come un « riconoscimento del lavoro che è stato effettuato in questo mese ».« Il nostro impegno per garantire il funzionamento quotidiano di una cucina a base di prodotti biologici locali e di stagione, a prezzi popolari accessibili a tutti, le rassegne cinematografiche curate da registi locali, teatri e racconti rivolti agrandi e piccini, ateliers e altro – prosegue il collettivo – è stato riconosciuto e visibilmente apprezzato » . Un impegno rinnovato anche per questo fine settimana con incontri e iniziative. E tutto, si ribadisce, « faceva dunque sperare finalmente in un dialogo costruttivo al fine di raggiungere un obiettivo comune: la creazione di un centro di attività socioculturali a Mendrisio » . Martedì si scriverà il finale.
D. C.

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