Iniziata con lo sciopero generale dei maestri, poi raggiunti dai movimenti indigeni e da una buona parte della società civile di uno degli stati più poveri messicani, la rivolta ha assunto momenti di grande fervore rivoluzionario: paralisi di gran parte delle attività ufficiali, occupazione dei luoghi simbolo del potere (radio, televisioni, parlamento, governo, scuole, ecc), costruzione reale di un altro modello di società.

Preludio del massacro l’annuncio, alcune settimane fa, del governo statunitense che invitava i propri cittadini a non recarsi nello stato di Oaxaca per evitare situazioni pericolose. Ora, dopo l’arrivo delle truppe d’intervento della Policia Federal Preventiva mandate dal presidente Vicente Fox e il rifiuto dell’APPO dell’ultimatum governativo di abbandonare la città , si rischia una pericolosa escalation di violenza con ulteriore spargimento di sangue. Ancora una volta si ricorre alla repressione, violenta, brutale, per spazzare la legittima resistenza popolare e per risolvere i conflitti sociali in costante aumento in Messico e in tutta l’America Latina. I popoli si organizzano, creano e resistono, la risposta é solo sangue, morte e proibizioni. Dopo le violenze di Atenco di qualche mese fa, tuttora impunite, la farsa delle recenti elezioni e l’approvazione del muro razzista che delimiterà la fontiera con gli USA, il Messico viene ulteriormente violentato.
Manifestiamo la nostra seria preoccupazione e indignazione di fronte a questi fatti e facciamo appello alla mobilitazione per denunciare i fatti e per evitare nuovi spargimenti di sangue. Questo é anche l’ennesimo assassinio di un attivista politico da parte dell’impero economico dopo quelli di Carlo Giuliani a Genova, di Rachel Corrie in Palestina, di Pavel Gonzalez a Città del Messico, per citarne i più eclatanti. Il tentativo di spezzare e intimorire un movimento internazionale che ha fatto della costruzione di una rete globale di informazione alternativa, che più volte ha sostituito e smascherato i pericolosi vuoti dell’asservimento “informativo” ufficiale, uno dei suoi punti di forza nella lobotomizzazione culturale imperante.

Ni un paso atras!
Collettivo zapatista / C.S.O.A. il Molino

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