Il Movimento dei Senza Voce invita tutti gli interessati ad un presidio di solidarietà mercoledì 28 febbraio a partire dalle ore 08.15 davanti alla Pretura penale di Bellinzona (Palazzo Swisscom). Il processo avrà luogo alle ore 09.00.

Bellinzona, lunedì 26 febbraio 2007 – Comunicato del MdSV
A tre anni dal processo alla Signora Karin Witzig, un’altra persona verrà processata per aver dato ospitalità ad una famiglia di senza tetto in evidente difficoltà. La persona faceva parte dei 142 cittadini che avevano sottoscritto una provocatoria autodenuncia in sostegno della Signora Witzig promossa dal Movimento dei Senza Voce.
Il Movimento dei senza voce si ritrova a dover ribadire con forza, a tre anni dal caso Witzig, che la solidarietà a persone in evidente stato di difficoltà non possa in nessun caso essere oggetto di condanna o di persecuzione da parte delle autorità.

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Inoltre avendo la Svizzera sottoscritto, tra le altre, la Convenzione per i diritti umani e quella del fanciullo, il Movimento dei Senza Voce trova inammissibile che lo Stato continui ad accanirsi su coloro che queste convenzioni le mettono in pratica, esponendosi in prima persona nel portare aiuto ai bisognosi, di qualsiasi provenienza essi siano, che si trovano sul nostro territorio. Siamo certi che sia possibile portare aiuto a chiunque senza dover reprimere gesti di umana compassione e altruismo, sentimenti di uguaglianza e di amore per la giustizia.

Nel genniao 2005 il Consiglio di Stato ha stabilito che nel nostro cantone esiste un problema di persone senza tetto, svizzere e non, e che bisogna trovare delle soluzioni a queste situazioni, spesso temporanee, ma comunque presenti. Crediamo che sia venuto il momento di agire in maniera concreta evitando di nascondersi dietro leggi assurde o si permetterà ancora una volta, a coloro che continuamente riportano il problema a galla quando meglio gli aggrada per motivi elettorali, di aumentare ulteriormente la richiesta di repressione verso i più deboli, chiunque essi siano, con la scusa della sicurezza dei cittadini. Siamo arrivati alla criminalizzazione ed alla colpevolizzazione dei poveri che tolgono risorse al Paese, rallentandone crescita e sviluppo. Attendiamo le prossime elezioni federali e capiremo. Lo sviluppo di un Paese non lo si può calcolare solo sotto il profilo economico ma anche e soprattutto culturale e sociale. Se siamo di fronte a continue domande di controllo e repressione è semplicemente perché non sono state messe in atto alternative adeguate a riflettere compiutamente su problemi che si trova ad affrontare l’intero continente europeo.

Dalla società civile arrivano segnali e richieste di cambiamenti di rotta nelle politiche legate ad asilo e stranieri e nei prossimi anni dovremo affrontare questi temi con strumenti e legislazioni inadeguate e volutamente parziali. Lo scorso settembre il popolo svizzero ha accettato, con il voto favoravole di sette cittadini su dieci, le nuove leggi su Asilo e Stranieri dotando così il Paese di due delle leggi più restrittive in materia di asilo e stranieri di tutta Europa, dopo una campagna basata sulla parola d’ordine di lotta agli abusi.

I promotori della campagna contro le due leggi hanno, da qualche giorno, dato vita ad una associazione, l’ osservatorio svizzero per il diritto sull’asilo e sugli stranieri (www.migrantsrightswatch.ch), che dovrà vigilare sull’applicazione delle due leggi strettamente legate che in definitiva non apportano soluzioni reali ai problemi dell’asilo e dell’immigrazione nel nostro paese. È stata scelta, in tutta evidenza, la strada della repressione e della creazione di situazioni kafkiane che nessuno è in grado di controllare, di gestire e di risolvere.

Queste leggi hanno creato di fatto una nuova categoria di esseri umani più vicini, per statuto, ai marziani che agli esseri umani. Come in tanti altri cantoni anche il Ticino si ritrova oggi a dover fare i conti con persone colpite da una decisione NEM senza documenti – è di qualche giorno fa una notizia su una cinquantina di persone NEM svanite nel nulla – a cui di fatto è stato intimato di lasciare il nostro Paese ma che non possono farlo perché sprovvisti di documenti, persone che non utilizzano, se non in minimissima parte, i centri della protezione civile messi a loro disposizione per soli cinque giorni in vista della preparazione di una partenza che di fatto è impossibile. Costringere qualcuno alla clandestinità e magari al passaggio di una frontiera con uno stato vicino senza documenti come viene definito dalle nostre leggi?
Negli ultimi mesi le richieste di asilo sono tornate ad aumentare portando il Consigliere Blocher ad attaccare le pratiche degli uffici che si occupano dei ricorsi in materia di asilo. Non è evidentemente ancora soddisfatto delle cifre raggiunte dalle sue leggi e sicuramente cavalcherà nuovamente i temi a lui cari con il disappunto di coloro che hanno fatto di tutto per aiutarlo nel suo intento sperando di esaurire la scorta di voti che questi temi gli permettono ogni volta di intercettare.
Ricordiamo infine il problema, sempre irrisolto, dei numerosi sans-papiers che vivono e lavorano in Svizzera cifrati dallo stesso Dipartimento di Blocher a circa 100.000 di cui almeno 2’000-3’000 in Ticino, almeno nei periodi estivi. Le cifre riguardanti la svizzera italiana sono state prontamente smentite senza dare alcun seguito al dibattito come se negare un dato bastasse a risolvere il problema. Speriamo che si possa in un futuro molto prossimo iniziare a discutere di questo tema senza preconcetti e senza irrazionali paure.

Mettere in gioco il proprio corpo, il proprio essere, mettersi in relazione diretta con l’altro, l’essere umano e quindi con se stesso e con il mondo è quanto di più alto un Paese possa attendersi dai propri cittadini. Speriamo che presto queste motivazioni all’azione di ogni singolo o gruppo verso ogni altro singolo o gruppo non vengano più additate, represse e condannate.

Il Movimento dei Senza Voce invita tutti gli interessati ad un presidio di solidarietà mercoledì 28 febbraio a partire dalle ore 08.15 davanti alla Pretura penale di Bellinzona (Palazzo Swisscom). Il processo avrà luogo alle ore 09.00.

Movimento dei Senza Voce

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