Una multa di 200 franchi. In altre parole, una ‘ semplice’ contravvenzione. È questa la pena pronunciata ieri a Bellinzona dal giudice della Pretura penale Marco Kraushaar nei confronti di otto giovani, che avevano preso parte alla manifestazione del 23 ottobre 2004 contro il meeting degli ‘ Azzurri nel mondo’ organizzato allo Swiss Diamond di Vico Morcote.
Gli otto giovani, di cui due assenti ieri, sono stati invece prosciolti dall’accusa di perturbamento di pubblici servizi, com’era scritto nei decreti stilati dal procuratore pubblico Moreno Capella. I decreti prevedevano condanne a tre giorni di detenzione ( per uno cinque giorni) sospesi con la condizionale per un periodo di prova di due anni. E l’iscrizione delle stesse a casellario giudiziale. Ma otto giovani su 15 condannati hanno presentato opposizione. Perciò si è arrivati al processo di ieri dinanzi alla Pretura penale. Un processo in cui gli imputati sono stati interrogati uno alla volta ed è stato chiamato a testimoniare anche il tenente di polizia Marco Guscio a cui era stato affidato l’incarico di gestire la sicurezza attorno all’hotel durante il meeting. Al meeting avrebbe dovuto partecipare anche il capo del governo italiano Silvio Berlusconi, mentre era arrivato ‘ soltanto’ l’allora ministro dell’interno Claudio Scajola.
Contro il raduno e l’annunciata presenza di due esponenti di spicco di Forza Italia si erano mobilitati, più o meno spontaneamente, una quarantina di giovani, giunti nel tardo pomeriggio a Vico Morcote. L’obiettivo dei manifestanti era solo quello di esprimere il loro dissenso nei confronti del premier italiano e della sua coalizione di maggioranza.
Nel mirino dei giovani c’era tra l’altro la partecipazione dell’Italia alla guerra in Iraq e la politica neoliberista praticata dal governo di centrodestra. Arrivati a Melide con il treno, i giovani avevano poi proseguito verso l’hotel, dapprima camminando lungo il marciapiede. Poi… le versioni divergono. I manifestanti ieri hanno sostenuto di essersi messi in mezzo alla strada solo dopo che la polizia aveva bloccato la cantonale per impedire loro di arrivare davanti all’hotel. Il tenente Marco Guscio ha invece detto che i giovani stavano marciando in mezzo alla strada a partire dal bivio per il paese di Vico Morcote, per questo gli agenti avevano bloccato la cantonale. Di fatto, la circolazione è stata bloccata e si sono formate colonne di auto, tra cui un’autopostale.
Il procuratore Capella, in sede di requisitoria ha chiesto la conferma delle condanne previste nei decreti d’accusa. ‘ Quel giorno’, ha rilevato il pp rivolto agli imputati, ‘ avete usato una forma di protesta che ha limitato la libertà di altre persone. È legittimo esprimere il proprio dissenso, è un diritto sacrosanto, ma ci sono regole da rispettare. Avreste dovuto chiedere l’autorizzazione a manifestare. Avete bloccato un servizio pubblico ( l’autopostale) e non avete dato seguito all’ordine di polizia di sgomberare la strada’. Costantino Castelli, il patrocinatore dei giovani, ha invece chiesto il proscioglimento da entrambi i capi d’accusa. ‘ I manifestanti non avevano nessuna intenzione di occupare per lungo tempo il suolo Accerchiati dalle forze speciali ( Ti- Press) pubblico. Volevano recarsi davanti all’hotel, non intralciare la strada. È lo Stato che deve assumersi la responsabilità di aver bloccato la strada per impedire ai manifestanti di procedere lungo il marciapiede. Perciò non sono i giovani ad aver recato l’eventuale pregiudizio all’esercizio del servizio pubblico’. L’avvocato si è pure chiesto se l’intervento degli agenti speciali antisommossa fosse proporzionale al reale pericolo della manifestazione.
Nella sentenza, il giudice ha comminato una multa ai giovani, ritenuti colpevoli di non aver eseguito l’ordine della polizia di sgomberare la strada, mentre li ha prosciolti dall’altro capo d’accusa.
A. R.

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