UNA MARCIA, UN ATTO ALL’APPARENZA BANALE, MA DI FATTO, NEL CONTESTO ATTUALE, UN ATTO DI RIVOLTA. PASSARE LE FRONTIERE SENZA DOCUMENTI È QUANTO SI PROPONGONO 150 SANS PAPIERS, CON L’OBIETTIVO DI RENDERE VISIBILE UNA SITUAZIONE IN CUI SI TROVANO MIGLIAIA DI PERSONE IN TUTTA EUROPA.

La marcia della dignità è partita il 2 giugno da Bruxelles direzione Strasburgo, dove il 2 luglio intende arrivare per farsi sentire dalle istanze dell’europarlamento. Attraversa sei stati (Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia e Francia), cinque dei quali in pieno territorio Schengen.

PER LA MAGGIORANZA DI QUESTE PERSONE EMIGRARE È UNA CONDIZIONE DI SOPRAVVIVENZA . CHI RIESCE AD ARRIVARE VIVO SUL CONTINENTE EUROPEO, DOPO VIAGGI APOCALITTICI, È ACCOLTO DA UN’OSTILITÀ GENERALIZZATA, CREATA DA PAURE XENOFOBE E ALIMENTATE DA POLITICANTI E MEDIA.
CHI RIESCE A SOPRAVVIVERE ALLA TRAVERSATA È COSTRETTO A FARE UNA VITA NELL’OMBRA, LAVORANDO IN NERO E VIVENDO AI MARGINI DELLA SOCIETÀ. SPESSO AMMANETTATO, PICCHIATO E NARCOTIZZATO, RINCHIUSO IN UN “CENTRO DI REGISTRAZIONE”

IMPRIGIONATO PERCHÈ EMIGRATO…

La Svizzera è all’interno della normativa Schengen ma Chiasso è considerato il valico più “temuto”. Per i migranti in Ticino, il problema più “temuto” è legato all’inasprimento di leggi, decreti, dispositivi repressivi, nonché agli abusi e ai soprusi da parte di sbirri, securitas (ditte di sicurezza private che gestiscono il “Centro di registrazione” di Chiasso) nei confronti di chi non ha i requisiti biologici e/o burocratici per stare qui da noi.

In questi giorni il Consiglio Nazionale ha inasprito ulteriormente la legge sulla domanda d’asilo: non più l’aiuto sociale ma solo quello urgente, nuovi centri speciali e asilo concesso solo al coniuge e ai figli minorenni. Diritto negato a chi, per coscienza o inabilità, non ha adempiuto al “dovere” di recluta nel suo paese e impossibilità a deporre una domanda d’asilo in un’ambasciata svizzera. Per non citare lo zelo tutto nostrano del ministro Gobbi, sempre pronto alle crociate anti-diversità e a nuove proposte securitarie, tipo un centro di detenzione per migranti.

Precarietà, insicurezza economica, sociale e sanitaria, privatizzazioni, grandi opere inutili, aumento esponenziale dei dispositivi di sicurezza, venti xenofobi e razzisti e annessa deriva autoritaria: sono alcuni dei temi che questi migranti hanno a cuore e che vogliono condividere con tutti coloro che incontreranno sul cammino di questa lotta! Ci ribadiscono quanto “l’oasi na-Turista” cantonticinese, mantenuta dal caporalato sui cantieri, dallo sfruttamento nero del frontalierato, dalla prostituzione e dalla tratta di esseri umani, non sia immune a questa desolante tendenza.
Ci mostrano la capacità e l’entusiasmo di tessere discorsi, di unire le lotte, di abbattere i confini…

LUNEDI 25 GIUGNO saremo a CHIASSO, insieme ad altre realtà al di qua e al di là della “ramina”, per solidarizzare con questa Marcia, per attraversare l’ennesimo confine: quello che da Chiasso porta nell’Italia dei C.I.E e dei respingimenti in mare. Perché di gabbie e di frontiere siamo stuf*! Perché di vedere persone umiliate, picchiate, insultate, deportate, non ne possiamo più! Perché il razzismo non è un’opinione ma una patologia sociale. Perché nonostante i manganelli, il gabbio e le prove di forza nei confronti di chi non si rassegna ancora scendiamo in strada a fianco di chi lotta. Perché come c’era scritto su uno striscione qualche anno fa durante un primo maggio a Chiasso: “Siamo stati, siamo e saremo tutti migranti”.

NESSUN ESSERE UMANO È ILLEGALE, DIGNITÀ SENZA CONFINI! ||| CS()A il Molino

MARCHE EUROPEENNE DES SANS-PAPIERS ET MIGRANT.

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