Con questo gesto, il Collettivo vuole impedire la demolizione dello stabile e chiede alla Ditta Fabbroni, proprietaria del « quartiere alle Caragne » , di permettere ai responsabili della Casa Laboratorio INTI di proseguire nell’organizzazione di attività sociali come ad esempio l’asilo libertario Il Giramondo. Ieri mattina sono giunti sul posto gli operai incaricati della demolizione della zona, ai quali è stato impedito l’accesso allo stabile.
L’inizio della vicenda risale all’inizio del mese di giugno, quando la Ditta Fabbroni aveva emesso un precetto esecutivo nei confronti dei responsabili della Casa Laboratorio INTI, intimando loro di abbandonare i locali, dando così seguito allo sfratto che era stato originariamente intimato per il primo gennaio 2002 e successivamente prorogato.
Sempre durante il mese di giugno, i responsabili della Casa Laboratorio INTI si erano attivati con varie iniziative a difesa della loro struttura. Erano così state organizzate una riunione informativa con la popolazione del quartiere, una « festa- protesta » e una petizione che aveva portato alla raccolta di mille firme, poi consegnate al Municipio della Città. Trattandosi di una struttura privata, l’Esecutivo non ha mai preso posizione sulla questione, rimettendosi alle decisioni del proprietario.
Si è così giunti a domenica, quando i responsabili della struttura socio- culturale hanno effettivamente abbandonato i locali dell’ex Casa Flaviana, lasciando però il posto al Collettivo del Paguro Bernardo che l’ha occupata nell’attesa di una presa di posizione della Ditta Fabbroni.

M. T.

L’AMMINISTRAZIONE
« La sicurezza va garantita »
. Da noi contattata, l’amministrazione del « quartiere alle Caragne » non mostra preoccupazione per l’occupazione e dice di attenersi agli accordi presi con il responsabile della Cooperativa Cornucopia, titolare del contratto di locazione. Al momento i responsabili della Casa Laboratorio INTI hanno riconsegnato una sola delle chiavi e hanno promesso di liberare i locali dell’ex Casa Flaviana entro qualche giorno.
L’amministratore vuole anche smentire le ipotesi circolate negli ultimi tempi, secondo le quali al posto dell’ex Casa Flaviana verrebbe costruito un parcheggio. Al momento l’area non ha ancora una destinazione definitiva e i proprietari hanno dovuto ordinare la demolizione degli stabili per delle ragioni di sicurezza. Il cattivo stato delle strutture impedisce infatti di stipulare un contratto assicurativo che cauteli il proprietario in caso di incidente.

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