Guardandoci attorno più spesso e riflettendo un attimo dovrebbe scattare in noi un riflesso incondizionato di solidarietà verso coloro che in tutto il pianeta cercano di cambiare un sistema che opprime.
In Messico, il paese apparentemente più prospero, e di più antica civiltà, dell’America Latina, che ha teoricamente istituzioni pienamente democratiche, succede questo: l’esito delle elezioni è stato falsato tramite brogli. Dopo molte manifestazioni, ora ci sono due presidenti: uno si é insediato di nascosto e l’altro tenta di istaurare un governo “alternativo“. Non male per un paese dove il sovrano dovrebbe essere il popolo! È provato che parecchi governatori messicani sono corrotti, criminali e intrattengono legami con il narcotraffico. Sono liberi di reprimere nel sangue qualsiasi tentativo di cambiare le cose con la propria polizia, con strutture segrete di partito o con gruppi paramilitari! Con l’aumento della povertà di 6 anni di gestione del governo Fox si sono moltiplicate le classi dirigenti che vivono tra il Messico e gli Usa in ville faraoniche dedicandosi alla finanza. Dopo aver svenduto la produzione della quasi totalità del paese e aver mantenuto la popolazione indigena in un ruolo subalterno questo manipolo di ricchi ha ridotto il Messico in un luogo senza diritti.
È in questo clima che nasce la rivolta di Oaxaca, ennesima lotta all’interno di questo paese dopo il sollevamento dell’esercito zapatista negli anni 90, le lotte sociali di Atenco e dei minatori in varie zone.
A Oaxaca, attraente città turistica, esistono piccoli sindacati contadini, gruppi cattolici di base, circoli culturali e comitati. Una rete organizzata dalla gente per la gente con l’obiettivo di sopravvivere con dignità in una regione delle più povere del Messico. Il suo governatore, Ulises Ruiz, ha tolto i sussidi a tutte queste realtà di base, mentre lui rubava alle casse dello Stato 80 milioni di pesos… Per essere fedele alla tradizione ha abusato di qualsiasi potere per fare i propri interessi sulle spalle del popolo!
Indignati e arrabbiati a Oaxaca si sono costituiti 400 comitati rappresentanti le zone povere che si sono uniti nella assemblea popolare del popolo di Oaxaca (Appo) che si è alleata ai maestri che erano già in sciopero. Hanno occupato edifici governativi, radio e televisione. Il loro scopo é creare una collettività autogestita su criteri di fraternità, mutuo appoggio e direzione assembleare sul modello delle municipalità autonome indigene. Rivendicano una società equa e solidale, senza governatori avvoltoi! Ma la risposta è stata purtroppo la solita, quella di sempre, figlia di una storia ingiusta: repressione sanguinaria. Da giugno a oggi pistoleros, paramilitari e polizia statale hanno ucciso più di 20 persone, 40 risultano scomparse e tantissime umiliate e troturate in carcere. Una delegazione di contadini e insegnanti invitata a negoziare dal governo centrale è stata arrestata e portata in carceri speciali! Dal 23 dicembre al 20 gennaio una Commissione Internazionale di Osservazione del Rispetto dei Diritti Umani si recherà a Oaxaca per investigare e raccogliere denuncie e testimonianze sulla grave situazione del paese.

Anche il governo svizzero e alcune imprese, assolutamente disinteressate al rispetto dei diritti umani, partecipano alla spartizione dei beni: esempi sono la vendita di elicotteri Pilatus per operazioni di guerra, gli accordi di libero scambio firmati nel 2001 (il Messico é il terzo partner economico del continente americano) e le intese commerciali di multinazionali che impongono privatizzazioni (ABB con contratti milionari, distibuirà nel 2007 gas in Chiapas e a Oaxaca; Nestlé si accaparra il mercato del caffé distruggendo i produttori locali).

Situazioni simili esistono purtroppo in tanti altri paesi, dove si rischia la pelle in nome della giustizia sociale e della lotta alle disuguaglianze: sono conflitti di fondo che riguardano la sopravvivenza stessa dell’essere umano In Messico come in gran parte dell’America Latina è in atto una rivolta popolare contro il neoliberismo!

Che tu sia viaggiatore o no, che ti stia recando in Messico o da un’altra parte, sappi che attiene alla tua coscienza vagare consapevole delle condizioni di vita degli altri popoli sparsi nel mondo. Essere turista o semplicemente curioso deve diventare un atto di responsabilità e rispetto per coloro che lottano con speranza e determinazione alla conquista di un mondo diverso che contenga molti mondi!

SE STAI PARTENDO METTI IN VALIGIA RISPETTO, VOGLIA DI CAPIRE E MASSIMO APPOGGIO
OAXACA RESISTE! SOLIDARIETÀ CON I POPOLI IN LOTTA!

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