Ci aspettavamo lungimiranza e costruttività, invece hanno prevalso ignoranza, scarsità culturale ed incapacità politica. Quella che doveva essere una discussione approfondita, analitica e propositiva è scaduta invece nel mero qualunquismo, connotata unicamente da una grande superficialità. Solamente pochi dei presenti erano a conoscenza dei contenuti della nostra esperienza, della validità delle nostre rivendicazioni, il resto si è pronunciato unicamente sulla base di pregiudizi e per partito preso. Renditi conto, votante,che questo è l’esempio di come viene gestita la cosa pubblica, a partire dalle realtà più piccole,su, su fino ai governi di intere nazioni. Non devi meravigliarti dunque se chi comanda difende i propri interessi, se chi è al potere se ne frega di te, togliendo sempre di più alle fasce più deboli della popolazione favorendo invece chi ne occupa i posti più alti e protetti. Non a caso manifestare il proprio dissenso contro lo smantellamento dello stato sociale, non conta più molto, votare un’iniziativa come quella delle Alpi non serve, poiché queste espressioni del popolo vengono sistematicamente ignorate e calpestate. Penso che tu sia al corrente dell’impostazione ultraliberista di tutti i poteri in auge, che esiste anche grazie a campagne di repressione e di disinformazione, basate sulla xenofobia e l’individualismo, volte a mantenere un conflitto costante all’interno della base della società, fra lavoratori, precari e consumatori. Questa è la filosofia che ha trionfato all’interno del consiglio comunale, dove è stata votata una risoluzione promossa da personaggi notoriamente appartenenti alla destra estrema e populista.
Ciò che ne scaturisce è un vuoto istituzionale, da una parte i vertici di un’autorità politica sempre più abbiente e sfruttatrice, dall’altra tutti coloro che costituiscono la società civile, sempre più sfruttata e sempre meno presa in considerazione, che non si riconosce più nelle istituzioni.
Quella del centro sociale il molino è una lunga storia, un percorso costruito e vissuto intensamente da una moltitudine di persone che dell’autogestione ha fatto la sua lotta quotidiana, che ha scelto di stare dall’altra parte della barricata, che è considerata “illegale” perché crede nel rispetto dei diritti,nella solidarietà tra popoli e individui e nella giustizia sociale, che ormai non fanno più parte delle regole stabilite “democraticamente”.
Se l’esercizio della propria libertà e la partecipazione portano a quello a cui abbiamo assistito il 15 dicembre, se seguire il dialogo e cercare soluzioni attraverso trattative con il potere stabilito significa restare nella precarietà dopo 7 anni di esistenza, evidentemente noi non ci stiamo.
Oggi più che mai ti invitiamo a voler riflettere seriamente sul sistema attuale e sull’importanza della possibilità di autodeterminarsi ed autorganizzarsi non lasciando agli attori che ti abbiamo descritto prima la facoltà di rovinarti la vita.
Il nostro progetto di autogestione va ben al di là del luogo dove metterlo in atto, dei problemi di logistica, di leggi edilizie e di permessi per mescere: quest’esperienza è una presa di coscienza, si basa sulla critica della società attuale, è un modo di interpretare la realtà e di viverla diversamente, per la costruzione di un mondo migliore.

Questa è la storia che ti volevamo raccontare, è una storia antica, che parte dai soprusi, si trasforma in rabbia e diventa lotta…

QUE SE VAYAN TODOS!!!

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