Una manifestazione non autorizzata di un gruppo di autonomi di sinistra ha provocato violenti scontri con la polizia ed ingenti danni la notte tra venerdì e sabato a Zurigo. Il bilancio dato sabato dalle forze dell’ordine parla di sette agenti feriti, diverse auto e cassonetti incendiati, vetrine spaccate e negozi saccheggiati, per un ammontare di danni di alcune centinaia di migliaia di franchi. Quattro gli arrestati, di età compresa tra 24 ed i 36 anni: due sono svizzeri, uno del Liechtenstein e uno britannico. Non è stata data notizia di eventuali feriti tra i manifestanti.
L’azione di protesta non autorizzata, rivendicata secondo la polizia da gruppi della sinistra autonoma, è iniziata verso le 22.15. Vi hanno partecipato circa 200 persone, la maggior parte delle quali aveva il viso coperto. Molte di loro erano anche armate di spranghe di ferro, portavano un casco, maschere antigas e protezioni varie.
Alcuni manifestanti portavano uno striscione con la scritta in inglese “Reclaim the Streets” (riprendiamoci le strade). «Riprendiamo possesso della strada per dare un segnale di protesta contro il progressivo sfruttamento della città e la distruzione dei progetti alternativi», declama un appello sul sito indymedia.
I facinorosi hanno agito nei “Kreis 4” e “5”, situati ai fianchi della stazione ferroviaria, provocando devastazioni. Sono state incendiate diverse auto e contenitori delle immondizie. Sono inoltre stati rapinati negozi e sfondate vetrine, anche quella di un ristorante. Una torcia è stata gettata in un’auto di pattuglia, incendiando l’equipaggiamento di un’agente.
Gli autonomi hanno cercato lo scontro con la polizia, lanciando sassi e fuochi pirotecnici contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno risposto ricorrendo a pallottole di gomma, gas lacrimogeni e idranti.
La polizia ha ammesso di essere stata sorpresa dall’ampiezza della manifestazione e di aver dovuto chiamare a rinforzo anche agenti che erano a casa propria. Le forze dell’ordine hanno bloccato il corteo dei vandali in circa 45 minuti e ristabilito la calma attorno alla mezzanotte.
Durante gli scontri tre poliziotti hanno riportato ferite agli occhi e altri quattro danni all’apparato uditivo. I sette sono stati portati all’ospedale.

Lugano: bengala e bottiglie contro agenti e spazi pubblici
Emuli o scimiottatori dei manifestanti di Zurigo? Di preciso non si sa, ma di certo sussiste un legame di solidarietà tra i manifestanti che hanno causato disordini nella notte tra sabato e domenica scorsa in via Balestra a Lugano, e i 200 autonomi di sinistra che hanno infuocato la Città di Zurigo la notte precedente. Prima della manifestazione non autorizzata lungo la via di Lugano, infatti, all’ex-macello era stato appeso uno striscione che riportava la scritta “Solidarietà con gli arrestati del 12.12 di Zurigo”. Ma veniamo ai fatti luganesi. Una ventina di persone circa hanno cominciato a lanciare bengala e oggetti vari in via Balestra, poco prima della una di notte, ora in cui è scattato l’allarme. La Polizia Città di Lugano, accorsa sul posto, si è trovata di fronte ad una manifestazione non autorizzata. Gli agenti impiegati sono stati bersagliati da lanci di bottiglie e altri oggetti. Uno di loro è stato colpito al petto da una bottiglia piena, senza tuttavia riportare lesioni. Feriti, fortunatamente, non ce ne sono stati. Il gruppo di giovani si è in seguito rifugiato all’interno dell’ex Macello dove era in corso una festa. A collaborazione della Polizia comunale è successivamente intervenuta la Polizia cantonale con alcune pattuglie. In breve tempo la situazione è stata normalizzata, dopodiché si è proceduto al controllo nominativo di 18 giovani tradotti presso il Posto della Polizia della Città di Lugano, presumibilmente gli stessi giovani autori, in precedenza, del lancio di oggetti. Due ragazzi, trovati in possesso di alcuni grammi di marijuana, sono stati multati per contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. Il Municipio cittadino sporgerà denuncia al Ministero pubblico per i reati del caso. A poche ore dalle manifestazioni di Zurigo, dunque, si sarebbe registrato un colpo di coda a Lugano.

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