Sotto la guida del fotografo professionista Giulio di Meo, gli studenti hanno fotografato la vita quotidiana negli accampamenti organizzati del movimento sem terra nello stato del Marañao nel Nordeste brasileiro. Le migliori 60 immagini sono diventate una mostra fotografica (Margnao express) che girerà nelle varie sedi dei circoli Arci sparsi in tutta Italia. La prima tappa della mostra sarà a Lugano, presso il Csoa il Molino.

L’inaugurazione si terrà il 15 novembre, alle ore 17. Alle 18 i protagonisti del viaggio in terra brasiliana, racconteranno brevemente la loro esperienza. La mostra si potrà visitare gratuitamente anche nei giorni seguenti, fino al 25 Novembre, dalle ore 17 alle 21 tutti i giorni salvo la domenica.

Conoscere per fotografare, fotografare per far conoscere.
Scatti di un viaggio di quindici giorni in quel magnifico e contradditorio paese che è il Brasile. Alla sua seconda edizione, in collaborazione con Arci e Movimento Sem Terra Brasiliano (MST), il workshop di fotografia sociale anche quest’anno è stato realizzato nello splendido scenario naturale del Maranhão, nord est del Brasile. Due settimane intense e faticose ma anche molto ricche dal punto di vista umano e fotografico tra gli accampati e gli insediati dell’MST. Immagini che parlano di lotta, rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza; scatti impregnati dall’intensa umanità dei volti dei “senza terra” brasiliani, uomini donne e bambini umiliati dalla violenza del latifondo che lottano ogni giorno per rivendicare il diritto alla terra sulla quale da sempre lavorano.
Un viaggio nell’entroterra del Maranhão, uno degli Stati più poveri del Brasile per toccare con mano cosa significa “dignità umana”. Scatti di contadini, di donne e di bambini in cerca di terra e di giustizia. Una lotta che nasce per dare una risposta concreta ad un problema di sopravvivenza, la cui causa diretta è la concentrazione della terra, a fronte di una diffusa miseria, in poche avide mani. Persone che hanno spalancato le porte delle loro misere case e quelle immense del cuore per raccontare a noi le ragioni della lotta e la loro determinazione nel proseguirla. Ospiti di queste famiglie, abbiamo mangiato alle loro tavole e ballato alle feste in nostro onore. Giornate intense passate a fotografare, ad ascoltare, a parlare, a ridere ed indignarsi e ancora a fotografare. Questa è la mia fotografia e questo è quello che cerco di trasmettere nei miei workshop.

A voi il compito di giudicare se ne è valsa la pena.

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