Sono tutti svizzeri gli autonomi fermati il 25 novembre scorso a Lugano durante le due manife­stazioni di protesta organizzate sul lungolago durante la sfilata conclusiva delle Giornate del­l’ Esercito e in via Bossi davanti alla sede della Polizia cantonale. Lo rende noto il Governo rispon­dendo ad un’interrogazione dei deputati leghisti Lorenzo Quadri e Rodolfo Pantani. Nella stessa si precisa che solo 5 erano ticinesi, mentre gli altri provenivano dai cantoni di Lucerna, Zurigo, San Gallo e Argovia. Particolare non trascurabile, otto persone sono risultate essere già note alle for­ze dell’ordine per una lunga se­rie di reati e in particolare per contravvenzione alla legge fede­rale sugli stupefacenti, ricettazio­ne, furto, sommossa, perturba­mento dei servizi pubblici e del­la circolazione, incendio colpo­so, furto d’uso, guida in stato di ebrietà e guida senza patente, ri­petuta violazione di domicilio, at­ti preparatori d’incendio inten­zionale, ingiuria, minaccia, ripe­tute infrazioni alla legge federa­le sul trasporto pubblico e sulla protezione civile.
In merito a eventuali provvedi­menti adottati contro gli autono­mi fermati, il Governo preferisce non sbilanciarsi. Agli interrogan­ti che chiedevano se fosse stata decisa l’applicazione dell’artico­lo 24a e seguenti della Legge fe­derale sulle misure di salvaguar­dia della sicurezza interna, viene risposto che le norme citate di­sciplinano in modo specifico l’adozione di misure contro la vio­lenza in occasione di manifesta­zioni sportive e, di conseguenza, non sono applicabili al caso spe­cifico; in secondo luogo si ram­menta che il messaggio per l’in­troduzione delle norme cantona­li di applicazione non è ancora stato discusso in Parlamento.
Da ultimo il Consiglio di Stato ri­badisce di non essere in grado di quantificare i costi sopportati dal contribuente in conseguenza del­la manifestazione.
Una manifestazione pacifista, lo ricordiamo, che era iniziata con una simbolica occupazione di un tratto di lungolago, durata com­plessivamente una mezz’ora, per protestare contro la sfilata mili­tare, da parte di una cinquantina di autonomi con tamburi, ban­diere e clown. In concomitanza con l’arrivo dei primi mezzi del­­l’esercito, agenti delle polizie Can­tonale e Comunale avevano prov­veduto a far sgombrare l’area fer­mando 11 giovani trasferiti dap­prima a Palazzo Civico e in segui­to nella gendarmeria in via Bossi. E proprio in via Bossi si era spo­stato il corteo degli autonomi, in­scenando un sit-in per chiedere il rilascio dei compagni, che si era concluso con il fermo di altre 5 persone. Tutti erano successiva­mente stati denunciati e rilascia­ti ancora in serata. -gr-

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