Anche la città però, come il Molino ( cfr. laRegione Ticino di ieri), non gradisce la nomina di Giampiero Gianella da parte del governo nel gruppo di lavoro che dovrà trovare una possibile sede per il centro sociale. Il Municipio vorrebbe che il governo si impegnasse in prima persona con un consigliere di Stato, come ha fatto Lugano scegliendo Giorgio Giudici, per risolvere il problema causato dallo sgombero del Maglio. Di conseguenza potrebbero allungarsi i tempi per una soluzione.
La seconda riunione del gruppo di lavoro, inizialmente prevista la settimana prossima, non è ancora stata fissata. Perdipiù nella seduta di ieri mattina è emersa la volontà della città di coinvolgere i comuni della cintura. Comuni che però non risulta siano stati contattati, così come non è noto chi si assumerà la responsabilità di coordinare la commissione. Nel frattempo il Municipio sta comunque quantificando le spese previste per le due o tre soluzioni che proporrà nelle riunioni del gruppo di lavoro. Proposte fra cui figura ancora il Maglio di Canobbio, luogo considerato idoneo, con i necessari interventi di risanamento ( insonorizzazione, sistemazione dell’edificio dal punto di vista della sicurezza e della polizia del fuoco). Nel il centro sociale sgomberato su ordine del CdS, la città lancia una frecciata al governo e lo richiama ad un maggior impegno per risolvere un problema che lui stesso ha provocato.
Dalla seduta di ieri è pure emersa una certa irritazione del Municipio nei confronti delle attività che il Molino ha spostato dall’ex sede al Maglio di Canobbio alle strade e alle piazze. Il percorso del gruppo di lavoro si annuncia così irto di ostacoli, anche perché se ogni accordo raggiunto dovesse passare dal Legislativo di Lugano, come è stato chiesto dalla Lega, avrebbe poche possibilità di essere accolto.

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