Siamo sicuri che le politiche giustificate dai governi, che particolarmente in Ticino hanno portato il 13,5% della popolazione a vivere sotto la soglia di povertà, 1/3 a necessitare di aiuti statali e invece 384 famiglie a possedere 5,2miliardi di sostanza,cioè il 21% della sostanza imponibile del cantone, siano politiche giuste ed inevitabili? Guardiamoci in faccia e quando viene affermato che siamo in periodo di crisi e che non si sa più dove andare a prendere i soldi per far fronte alle spese (o come contenerle) alla luce dei fatti esposti prima,dovrebbe scapparci una grassa risata.
Invece le “lungimiranti”persone a capo di questo paese continuano a votare crediti per l’esercito, basando la loro politica sulla repressione e la violenza; soldi per i trasporti promuovendo una politica dell’inquinamento e del non rispetto della salute e della volontà popolare; continuano sistematicamente a favorire le classi più abbienti (abolizione della tassa di successione, sgravi fiscali,…); continuano a perpetuare la pesante discriminazione basata sull’avere.
Ma finalmente ci si sta accorgendo che dietro a tutto quello che si ostinano a chiamare sistema democratico si nasconde invece la barbarie capitalista, lo sfruttamento,l’oppressione,l’ingiustizia. Miliardi di persone in tutto il mondo sognano un mondo diverso e hanno scelto di mettersi in gioco in prima persona, basta prendere coscienza che abbiamo il diritto di essere attori/attrici delle nostre esistenze, di decidere autonomamente senza subire le logiche dei potenti, senza diventare schiavi/e del consumismo e senza delegare le decisioni che ci concernono e che come abbiamo visto ci hanno portato a situazioni insostenibili e profondamente disparitarie. Basta con le destre,basta con le istituzioni,basta con i padroni e i servi del neoliberismo usurpatore. L’alternativa esiste e il mondo può diventare quello che noi stessi vogliamo costruire. Un mondo dove al lavoro salariato, allo sfruttamento padronale,al precariato si oppongono forme di lavoro autorganizzato,passando dalla cooperativa di lavoro alla fabbrica autogestita (prendiamo l’esempio della Bruckman, industria tessile,in Argentina,dove le lavoratrici ed i lavoratori stessi hanno preso in mano la produzione, dopo l’abbandono da parte dei padroni in seguito alla crisi), dall’autorganizzazione sindacale all’autoproduzione artigianale,così da creare una rete economica alternativa e valida che possa mettere in crisi quella in corso. Un mondo dove la cultura sia effettivamente di tutti, dove la scuola possa veramente dirsi libera e libertaria, dove ognuno dal basso possa dare il proprio contributo. Un mondo dove nasce e cresce una nuova coscienza collettiva,dove ci sia propositività , dove le assemblee di quartiere e le discussioni popolari siano pratiche correnti.
Costruiamo assieme questo nuovo mondo! Non lasciamo nelle mani di pochi il futuro di tutti/e! Nei quartieri,nelle fabbriche,nelle scuole, scegliamo nuove forme di democrazia di base e di autorganizzazione popolare quali spazi per costruire assieme una reale alternativa. Adesso dobbiamo cominciare a lottare davvero!

IL 3 DICEMBRE TUTTI/E A BELLINZONA in MANIFESTAZIONE
partecipate al blocco libertario!
L’UNICO TAGLIO POSSIBILE E’ QUELLO CON IL SISTEMA ATTUALE

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