L'IDEA?!
L'Idea
è il pensiero, la passione, l'azione, degli individui
tesi a distruggere ogni forma di coercizione e a costruire una condizione
di reale eguaglianza e libertà: l'ANARCHIA.

L'Idea
e anche uno dei modi per conoscere il pensiero, l'azione e gli individui
lanciati nella sfida all'ordine costituito.
L'Idea è una biblioteca,
nata circa sette anni fa dall'incontro d'individualità anarchiche
interessate a rendere fruibile il materiale (libri, opuscoli, periodici,
manifesti, ecc.), raccolto nell'Archivio Internazionale di Controcultura
del Movimento Operaio, prima gestito individualmente, e che nel
corso di quest'esperienza si è arricchito di molto altro materiale.
Non abbiamo dato vita ad un gruppo politico, ma consideriamo questa nuova
realtà, gestita collettivamente secondo il principio dell'unanimità,
interna al movimento anarchico del quale custodisce parte del patrimonio
storico/culturale.
Siccome non rispondiamo certo alla figura professionale di "bibliotecari"
(non ci piacciono le specializzazioni), in quest'ambito da anni distribuiamo
materiale anarchico e libertario autoprodotto. è nelle nostre intenzioni
pubblicare degli opuscoli che servano a far conoscere testi attualmente
di difficile reperibilità.
Precisiamo che la biblioteca è completamente autofinanziata
sia con le quote di chi è all'interno del progetto sia attraverso
la diffusione.
Invitiamo coloro che sono interessati alle attività della biblioteca
o che abbiano proposte di passare durante i giorni d'apertura del martedì
e venerdì dalle ore 16.00 a Via Braccio da Montone 71-71\A
oppure scrivere a biblidea@bastardi.net.
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SERATA A SOSTEGNO DELLE ATTIVITA' DELLA BIBLIOTECA Sabato 17 marzo 2007
alle ore
21
Mega polentata Vegan / Concerto con Antonio Mainenti e Nicola Briulo / Video su Matteo Salvatore

CINERASSEGNA/marzo2007
ogni Martedì
alle ore
21.30
dopo la cena vegan

CACA ad ARTE CHE COnCIneMA
Biblioteca l’Idea
Via Braccio da Montone 71- 71/a, Roma
Rassegna settimanale MARZO 2007
Alle 21.30 ogni martedi dopo la cena vegan
PSICHIATRIA ANNIENTAMENTO DELL’INDIVIDUALITA’
6 MARZO
QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO
Regia di Milos Forman, 1975, 133 minuti. Con Jack Nicholson, Louise
Fletcher, William Redfield, Will Sampson, Brad Dourif, Michael Berryman,
Peter Brocco, Dean R. Brooks, Scatman Crothers, Mwako Cumbuka,
Christopher Lloyd, Danny DeVito, William Duell, Josip Elic, Lan Fendors, Nathan
George, Ken Kenny, Mel Lambert, Sydney Lassick
Candle Mc Murphy, arrestato per piccoli reati, viene portato in una
clinica psichiatrica: tenta di fingersi pazzo per sfuggire al carcere. Ma
le sbarre sono anche lì, dove l’autorità, rappresentata da una
sadica infermiera, non pensa la recupero, ma alla mortificazione del
malato. Qui viene a contatto con gli altri pazienti dei quali diventa presto
il beniamino: si prende gioco delle sedute di psicoanalisi, si
improvvisa telecronista, organizza una piccola gita in barca. Scombina i
giochi, riconsegna un pò di dignità ai reclusi, ne fa una comunità
semi-libera, diventando il pericolo numero uno.
13 MARZO
EUROPA 51
Regia di Roberto Rossellini, 1951, 110 minuti.
Con Ingrid Bergman, Alfred Brown, Sandro Frachina, Ettore Giannini,
Alexander Knox, Giulietta Masina, Teresa Pellati, William Tubbs
Dopo la morte del figlio non ancora adolescente (suicidatosi perché si
sentiva trascurato), la moglie di un diplomatico decide di dedicare la
sua esistenza ad alleviare le sofferenze del prossimo. La sua solerzia
si spinge al punto di far fuggire un ricercato: il gesto, però, le
costa la libertà. Il marito, pur du soffocare lo scandalo, las fa
internare inuna clinica per malati di mente, dove la donna, che si è
ribellata ad ogni compromesso, rimarrà fino alla morte.
20 MARZO
IL CORRIDOIO DELLA PAURA
Regia di Samuel Fuller, 1963, 101 minuti.
Con Philip Ahn, Ray Baxter, James Best, Peter Breck, John Craig, Paul
Dubov, Gene Evans, Frank Gerstle, John Mathews, Larry Tucker.
Un giornalista di nome Johnny Bennet che spacciandosi per un maniaco
sessuale con fantasie incestuose dirette verso la sorella, si1fa
internare in un manicomio per scoprire l’autore di un delitto che ha avuto
luogo al suo interno, non prima di essersi scrupolosamente preparato a
interpretare la parte del folle aiutato dal direttore del giornale presso
il quale lavora e da uno psichiatra. Il tutto, ed è questa la
motivazione che spinge Bennet a tale passo, è il desiderio di conquistare il
premio Pulitzer. L’esperienza è terribile. Senza uscita. Girato
esclusivamente in interni, è un allucinate “a porte chiuse” che punta
sull’emozione più che sul ragionamento.
27 MARZO
IL MANICOMIO (LIA)
Regia di Alberto Grifi, 1977, 32 minuti.
L’intervento di Lia durante un’assemblea di movimento della metà
degli anni ’70, riguardo la sua esperienza coatta vissuta
all’interno degli istituti psichiatrici.
DEGENTI TRIESTE
Nel ’73-’74 l’ospedale psichiatrico di Trieste era diretto da
Franco Basaglia (quello della legge che chiude i manicomi), all’inizio
filmava i degenti per motivi di studio e a un certo punto decide di
lasciare liberi di girare i ricoverati stessi. Ognuno può scegliere di
girare all’interno o all’esterno… che dire? Sono film uguali agli
altri, mostrano in maniera “lampante” che l’unica follia è quella
del potere.
Per esempio, quando i nazisti stigmatizzano e isolano gli Ebrei, quella
è persecuzione; quando gli Americani fanno la stessa cosa con i loro
concittadini che hanno la pelle nera o antenati giapponesi, anche questa
è persecuzione. Ma quando della gente, in tutto il mondo, condanna e
isola dei parenti o dei vicini che si comportano in un modo che alla
maggioranza non piace, e quando questa condanna viene perseguita per mezzo
di condanne e segregazioni pseudomediche, allora viene generalmente
accettata non come una persecuzione, ma come psichiatria.
Thomas Szasz
LA BIBLIOTECA E’ APERTA OGNI MARTEDI E VENERDI DALLE 17.00
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come arrivare alla biblioteca:
una lista di Bus e tram utili:
La biblioteca è
aperta tutti i
martedì e venerdì dalle ore 17.00 |
IL DUBBIO...
L'IDEA CADUTA NELLA RETE?!
Ecco quindi anche la Biblioteca
L'Idea, proiettata nel mondo virtuale; in un'epoca come questa, popolata
da sostenitori convinti dell'indispensabilità di Internet, ci si
potrebbe chiedere:" tutto 'sto tempo pe'fa' un sito?"(locale
cadenza e usanza romana). In realtà la posticipazione della nostra
entry telematica è da ricondurre più alle perplessità
espresse da alcuni di noi che ad una mancanza di strumenti o di capacità
tecniche per la realizzazione di un sito. Tali perplessità tuttora
rimangono inalterate: riguardano la tipologia dello strumento; la qualità
delle relazioni intraprese tramite esso; la critica generale alla tecnologia-progresso
e ai meccanismi perversi di potere fisico e psicologico a cui è
da sempre connessa; il controllo sbirresco facilitato dall'uso, spesso
anche inconsapevole, di certi strumenti.
E' constatabile quanto i rapporti e le esternazioni di pensiero
in rete spesso non abbiano riscontro d'azione nella realtà sia
per la distanza fisica che separa i soggetti coinvolti sia per quella
d'intenti che si danno per scontati teoricamente ma non hanno poi rispondenza
nella pratica. Succede anche che, in contrasto ( o proprio a causa di
) la strabiliante velocità a cui viaggiano le notizie, ci si incagli
tra i milioni di byte di botte e risposte, non sapendo più "a
chi da' i resti" sfoderando i toni più accesi che rischiano
di tradursi in portentose elucubrazioni intellettuali che dal computer
difficilmente migrano per misurasi sul pratico e generare effettiva incisività
di radicale cambiamento sociale. Ovviamente a tali asserzioni si contesterà
il fatto che da parte di alcuni o molti è conseguito l'obiettivo
di una conoscenza diretta successiva al primo approccio su una mailing
list , che ha portato ad un consolidamento o all'estinzione dei rapporti.
Rapporti che in ogni caso sono falsati, in quanto una conoscenza ravvicinata
e personale comporta del tempo di approfondimento e di verifica di affinità,
in cui l'aspetto pratico della frequentazione continuativa e l'esperienza
comune è fondamentale, nella ricerca di percorsi rivoluzionari,
sennò si ricalca il modello antico del penfriend chattando per
compensare illusoriamente la solitudine prodotta da questa merda di società
basata sulla coercizione e la competitività.
Quanto una persona a distanza, con un vissuto completamente
diverso dal nostro, può comprendere ciò che noi stessi viviamo,
in un contesto sociale ad essa estraneo, soprattutto in un momento in
cui il potere recupera tutto, proprio sotto forma di antagonismo, in cui
le medesime parole, un tempo rivoluzionarie, sono usate per occultare
concetti estremamente differenti e il significante è in netta contraddizione
con il "nuovo" significato?
Questa corsa alla tecnologizzazione, a munirsi degli strumenti
più aggiornati (upgrade mania), o anche il riciclaggio e l'uso
di free software ( che per lo meno tentano di contrastare il monopolio
dei sistemi proprietari e il controllo coadiuvato di multinazionali e
stati), la richiesta di estensione per "pari opportunità"
ai paesi che non "godono" di tale "stadio evolutivo"
non rispecchiano però una concezione liberante valida per tutti.
Ci sono ancora individui e popoli radicati alla terra e che in armonia
con essa vogliono vivere, così come i loro predecessori, senza
considerare l'energia elettrica fattore determinante per la propria sopravvivenza
, i Mapuche ad esempio individuandone la sua potenzialità distruttiva
si stanno opponendo, nella più complessiva resistenza all'invasione
delle multinazionali, alla costruzione di nuove centrali idroelettriche
che finirebbero di distruggere le loro terre d'origine.
La possibilità di usare certi strumenti non comporta quindi conseguentemente
la liberazione degli individui, il più delle volte produce ulteriore
assoggettamento, sfruttamento di risorse ed esseri viventi, distruzione
della natura (umani compresi). Questo secolo (scorso) sarebbe stato forse
"illuminante" per chi tra i rivoluzionari ottocenteschi , anche
anarchici, confidava nel progresso e nella scienza, come via emancipatrice
dei popoli…………
Dopo aver esposto neanche esaustivamente alcune delle nostre
perplessità sulla scelta di assitarci ed aver inevitabilmente suscitato
l'astio dei superliberatecnoconvinti è evidente che abbiamo optato
per l'uso anche di questo strumento di divulgazione dell'esistenza della
biblioteca e di alcuni materiali informativi, per "stimolo alla conoscenza"
(di Sé o di Che) motivo meno popularovvio della circolazione dei
Saperi (da Chi per Che?).
E' nostra volontà mantenere come forme di comunicazione quelle
tradizionali e più dirette possibili, invitiamo perciò chi
ci vuole contattare a farlo postalmente o meglio personalmente così
ci ammorberemo in maniera sia intensiva che estensiva senza farci consumare
gli occhi dallo schermo ma inebriandoci la vista e i sensi dalla palpabilità
delle nostre reciproche presenze.
CHE L'IDEA SI DIFFONDA NELLA RETE, SENZA IMPIGLIARVISI
NE FUORIESCA E SI PRATICHI NELL'AZIONE LIBERA E ANARCHICA |