Aggiornato il 09-03-2007

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L'IDEA?!

  L'Idea è il pensiero, la passione, l'azione, degli individui tesi a distruggere ogni forma di coercizione e a costruire una condizione di reale eguaglianza e libertà: l'ANARCHIA.

Revolt!!

  L'Idea e anche uno dei modi per conoscere il pensiero, l'azione e gli individui lanciati nella sfida all'ordine costituito.

  L'Idea è una biblioteca, nata circa sette anni fa dall'incontro d'individualità anarchiche interessate a rendere fruibile il materiale (libri, opuscoli, periodici, manifesti, ecc.), raccolto nell'Archivio Internazionale di Controcultura del Movimento Operaio, prima gestito individualmente, e che nel corso di quest'esperienza si è arricchito di molto altro materiale.
Non abbiamo dato vita ad un gruppo politico, ma consideriamo questa nuova realtà, gestita collettivamente secondo il principio dell'unanimità, interna al movimento anarchico del quale custodisce parte del patrimonio storico/culturale.
Siccome non rispondiamo certo alla figura professionale di "bibliotecari" (non ci piacciono le specializzazioni), in quest'ambito da anni distribuiamo materiale anarchico e libertario autoprodotto. è nelle nostre intenzioni pubblicare degli opuscoli che servano a far conoscere testi attualmente di difficile reperibilità.
  Precisiamo che la biblioteca è completamente autofinanziata sia con le quote di chi è all'interno del progetto sia attraverso la diffusione.
Invitiamo coloro che sono interessati alle attività della biblioteca o che abbiano proposte di passare durante i giorni d'apertura del martedì e venerdì dalle ore 16.00 a Via Braccio da Montone 71-71\A oppure scrivere a biblidea@bastardi.net.

 

 

SERATA A SOSTEGNO DELLE ATTIVITA' DELLA BIBLIOTECA
Sabato 17 marzo
2007


alle ore
21
Mega polentata Vegan / Concerto con Antonio Mainenti e Nicola Briulo / Video su Matteo Salvatore

CINERASSEGNA/marzo2007

ogni Martedì alle ore 21.30
dopo la cena vegan

CACA ad ARTE CHE COnCIneMA
Biblioteca l’Idea
Via Braccio da Montone 71- 71/a, Roma
Rassegna settimanale MARZO 2007
Alle 21.30 ogni martedi dopo la cena vegan

PSICHIATRIA ANNIENTAMENTO DELL’INDIVIDUALITA’

6 MARZO
QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO
Regia di Milos Forman, 1975, 133 minuti. Con Jack Nicholson, Louise
Fletcher, William Redfield, Will Sampson, Brad Dourif, Michael Berryman,
Peter Brocco, Dean R. Brooks, Scatman Crothers, Mwako Cumbuka,
Christopher Lloyd, Danny DeVito, William Duell, Josip Elic, Lan Fendors, Nathan
George, Ken Kenny, Mel Lambert, Sydney Lassick

Candle Mc Murphy, arrestato per piccoli reati, viene portato in una
clinica psichiatrica: tenta di fingersi pazzo per sfuggire al carcere. Ma
le sbarre sono anche lì, dove l’autorità, rappresentata da una
sadica infermiera, non pensa la recupero, ma alla mortificazione del
malato. Qui viene a contatto con gli altri pazienti dei quali diventa presto
il beniamino: si prende gioco delle sedute di psicoanalisi, si
improvvisa telecronista, organizza una piccola gita in barca. Scombina i
giochi, riconsegna un pò di dignità ai reclusi, ne fa una comunità
semi-libera, diventando il pericolo numero uno.

13 MARZO

EUROPA 51

Regia di Roberto Rossellini, 1951, 110 minuti.
Con Ingrid Bergman, Alfred Brown, Sandro Frachina, Ettore Giannini,
Alexander Knox, Giulietta Masina, Teresa Pellati, William Tubbs
Dopo la morte del figlio non ancora adolescente (suicidatosi perché si
sentiva trascurato), la moglie di un diplomatico decide di dedicare la
sua esistenza ad alleviare le sofferenze del prossimo. La sua solerzia
si spinge al punto di far fuggire un ricercato: il gesto, però, le
costa la libertà. Il marito, pur du soffocare lo scandalo, las fa
internare inuna clinica per malati di mente, dove la donna, che si è
ribellata ad ogni compromesso, rimarrà fino alla morte.

20 MARZO

IL CORRIDOIO DELLA PAURA

Regia di Samuel Fuller, 1963, 101 minuti.

Con Philip Ahn, Ray Baxter, James Best, Peter Breck, John Craig, Paul
Dubov, Gene Evans, Frank Gerstle, John Mathews, Larry Tucker.

Un giornalista di nome Johnny Bennet che spacciandosi per un maniaco
sessuale con fantasie incestuose dirette verso la sorella, si1fa
internare in un manicomio per scoprire l’autore di un delitto che ha avuto
luogo al suo interno, non prima di essersi scrupolosamente preparato a
interpretare la parte del folle aiutato dal direttore del giornale presso
il quale lavora e da uno psichiatra. Il tutto, ed è questa la
motivazione che spinge Bennet a tale passo, è il desiderio di conquistare il
premio Pulitzer. L’esperienza è terribile. Senza uscita. Girato
esclusivamente in interni, è un allucinate “a porte chiuse” che punta
sull’emozione più che sul ragionamento.

27 MARZO

IL MANICOMIO (LIA)

Regia di Alberto Grifi, 1977, 32 minuti.

L’intervento di Lia durante un’assemblea di movimento della metà
degli anni ’70, riguardo la sua esperienza coatta vissuta
all’interno degli istituti psichiatrici.

DEGENTI TRIESTE

Nel ’73-’74 l’ospedale psichiatrico di Trieste era diretto da
Franco Basaglia (quello della legge che chiude i manicomi), all’inizio
filmava i degenti per motivi di studio e a un certo punto decide di
lasciare liberi di girare i ricoverati stessi. Ognuno può scegliere di
girare all’interno o all’esterno… che dire? Sono film uguali agli
altri, mostrano in maniera “lampante” che l’unica follia è quella
del potere.



Per esempio, quando i nazisti stigmatizzano e isolano gli Ebrei, quella
è persecuzione; quando gli Americani fanno la stessa cosa con i loro
concittadini che hanno la pelle nera o antenati giapponesi, anche questa
è persecuzione. Ma quando della gente, in tutto il mondo, condanna e
isola dei parenti o dei vicini che si comportano in un modo che alla
maggioranza non piace, e quando questa condanna viene perseguita per mezzo
di condanne e segregazioni pseudomediche, allora viene generalmente
accettata non come una persecuzione, ma come psichiatria.

Thomas Szasz

LA BIBLIOTECA E’ APERTA OGNI MARTEDI E VENERDI DALLE 17.00

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come arrivare alla biblioteca:

NOI SIAMO QUI!!

una lista di Bus e tram utili:autobus, tram e treni  che vi possono avvicinare parecchio

La biblioteca è aperta tutti i
martedì e venerdì dalle ore 17.00

IL DUBBIO...

L'IDEA CADUTA NELLA RETE?!

  Ecco quindi anche la Biblioteca L'Idea, proiettata nel mondo virtuale; in un'epoca come questa, popolata da sostenitori convinti dell'indispensabilità di Internet, ci si potrebbe chiedere:" tutto 'sto tempo pe'fa' un sito?"(locale cadenza e usanza romana). In realtà la posticipazione della nostra entry telematica è da ricondurre più alle perplessità espresse da alcuni di noi che ad una mancanza di strumenti o di capacità tecniche per la realizzazione di un sito. Tali perplessità tuttora rimangono inalterate: riguardano la tipologia dello strumento; la qualità delle relazioni intraprese tramite esso; la critica generale alla tecnologia-progresso e ai meccanismi perversi di potere fisico e psicologico a cui è da sempre connessa; il controllo sbirresco facilitato dall'uso, spesso anche inconsapevole, di certi strumenti.
  E' constatabile quanto i rapporti e le esternazioni di pensiero in rete spesso non abbiano riscontro d'azione nella realtà sia per la distanza fisica che separa i soggetti coinvolti sia per quella d'intenti che si danno per scontati teoricamente ma non hanno poi rispondenza nella pratica. Succede anche che, in contrasto ( o proprio a causa di ) la strabiliante velocità a cui viaggiano le notizie, ci si incagli tra i milioni di byte di botte e risposte, non sapendo più "a chi da' i resti" sfoderando i toni più accesi che rischiano di tradursi in portentose elucubrazioni intellettuali che dal computer difficilmente migrano per misurasi sul pratico e generare effettiva incisività di radicale cambiamento sociale. Ovviamente a tali asserzioni si contesterà il fatto che da parte di alcuni o molti è conseguito l'obiettivo di una conoscenza diretta successiva al primo approccio su una mailing list , che ha portato ad un consolidamento o all'estinzione dei rapporti. Rapporti che in ogni caso sono falsati, in quanto una conoscenza ravvicinata e personale comporta del tempo di approfondimento e di verifica di affinità, in cui l'aspetto pratico della frequentazione continuativa e l'esperienza comune è fondamentale, nella ricerca di percorsi rivoluzionari, sennò si ricalca il modello antico del penfriend chattando per compensare illusoriamente la solitudine prodotta da questa merda di società basata sulla coercizione e la competitività.
  Quanto una persona a distanza, con un vissuto completamente diverso dal nostro, può comprendere ciò che noi stessi viviamo, in un contesto sociale ad essa estraneo, soprattutto in un momento in cui il potere recupera tutto, proprio sotto forma di antagonismo, in cui le medesime parole, un tempo rivoluzionarie, sono usate per occultare concetti estremamente differenti e il significante è in netta contraddizione con il "nuovo" significato?
  Questa corsa alla tecnologizzazione, a munirsi degli strumenti più aggiornati (upgrade mania), o anche il riciclaggio e l'uso di free software ( che per lo meno tentano di contrastare il monopolio dei sistemi proprietari e il controllo coadiuvato di multinazionali e stati), la richiesta di estensione per "pari opportunità" ai paesi che non "godono" di tale "stadio evolutivo" non rispecchiano però una concezione liberante valida per tutti. Ci sono ancora individui e popoli radicati alla terra e che in armonia con essa vogliono vivere, così come i loro predecessori, senza considerare l'energia elettrica fattore determinante per la propria sopravvivenza , i Mapuche ad esempio individuandone la sua potenzialità distruttiva si stanno opponendo, nella più complessiva resistenza all'invasione delle multinazionali, alla costruzione di nuove centrali idroelettriche che finirebbero di distruggere le loro terre d'origine.
La possibilità di usare certi strumenti non comporta quindi conseguentemente la liberazione degli individui, il più delle volte produce ulteriore assoggettamento, sfruttamento di risorse ed esseri viventi, distruzione della natura (umani compresi). Questo secolo (scorso) sarebbe stato forse "illuminante" per chi tra i rivoluzionari ottocenteschi , anche anarchici, confidava nel progresso e nella scienza, come via emancipatrice dei popoli…………
  Dopo aver esposto neanche esaustivamente alcune delle nostre perplessità sulla scelta di assitarci ed aver inevitabilmente suscitato l'astio dei superliberatecnoconvinti è evidente che abbiamo optato per l'uso anche di questo strumento di divulgazione dell'esistenza della biblioteca e di alcuni materiali informativi, per "stimolo alla conoscenza" (di Sé o di Che) motivo meno popularovvio della circolazione dei Saperi (da Chi per Che?).
E' nostra volontà mantenere come forme di comunicazione quelle tradizionali e più dirette possibili, invitiamo perciò chi ci vuole contattare a farlo postalmente o meglio personalmente così ci ammorberemo in maniera sia intensiva che estensiva senza farci consumare gli occhi dallo schermo ma inebriandoci la vista e i sensi dalla palpabilità delle nostre reciproche presenze.

  CHE L'IDEA SI DIFFONDA NELLA RETE, SENZA IMPIGLIARVISI NE FUORIESCA E SI PRATICHI NELL'AZIONE LIBERA E ANARCHICA

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