Il rapporto tra individuo e collettivo in un ambito di solidarietà, autogestione e resistenza: una risposta concreta ed alternativa al dualismo privato – statale. Crediamo sia utile confrontarci, attraverso dei laboratori di scambio (workshop) e di condivisione del sapere per ritrovarsi, ritrovandoci. Uno spazio ed un tempo che ci permetteranno di affrontare sia tematiche tecniche, come i sistemi informatici aperti, sia momenti di interazione e dibattito. Giornate capaci di coagulare dinamiche di gruppo, giochi di ruolo e presentazioni di realtà concrete, per sviluppare nuove progettualità.

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solo apparentemente le maglie del
sistema sono impenetrabili

Ci rendiamo conto di vivere in un periodo storico difficile ed oscuro, dove gli autoritarismi del mondo globalizzato si riaffacciano alla finestra della storia. Un’epoca però anche ricca di possibilità e cambiamenti. Trasformazioni che ci vedono coinvolti* direttamente. Per questo sentiamo il bisogno di incontrarci attorno a temi che ci coinvolgono quotidianamente: i nostri biSogni e le nostre rEsistenze, in quanto movimento di individui critici e riBelli.

attori ed attrici protagonist* di radicali mutamenti sociali
La rivoluzione informatica, la globalizzazione capitalista con la conseguente crisi degli stati nazione e la guerra permanente, ripropongono con forza concetti quali autonomia ed autogestione. Per questo non vogliamo considerarci passiv* osservator* della realtà ma attori e attrici protagonist* di radicali mutamenti sociali.
Ci piace immaginarci come spore capaci di produrre rotture generatrici di nodi di resistenza. Costruire fra le maglie del sistema una rete di libere associazioni, ritrovarsi negli anfratti dell’economia informale per generare conflittualità, organizzare sfere pubbliche liberate dal capitalismo, evidenziare i monopoli che il liberismo produce. Vorremmo insomma, attraverso le contraddizioni di questa società globale, disertare l’assimilazione, fluire come acqua attraverso gli spiragli del sistema, riannodando il legame con la terra. Creare nuove relazioni sociali, condividendo saperi ed esperienze.

la nostra riflessione: autogestione
È caduta l’illusione che lo stato garantisca alla popolazione il rispetto dei diritti fondamentali e l’equa ridistribuzione, oggi lo stato si limita ad amministrare il controllo e la violenza repressiva per conto dei potenti e delle corporation. Vista la nostra cultura e la realtà storica in cui lottiamo, riteniamo necessario uscire dal confronto statale/privato senza per questo considerarci fuori dalle lotte contro le privatizzazioni.

ci interessa “fare società”
Scegliendo l’autogestione, ci preme costruire la cultura del condivisibile, realtà sempre più evidente dell’agire in rete. Ci sentiamo parte di un movimento che non vuole più delegare la gestione della propria esistenza a ‘professionist* ed espert*’, che non vuole più delegare ai politici gli aspetti del comune, ritenendoli proprietà dell’umanità intera.
Riprendiamoci il ruolo di soggetti storici attraverso un agire reticolare che porta alla nascita di organizzazioni autonome, di persone e gruppi con interessi comuni che discutono, creano ed agiscono!
Sacche di resistenza, imprescindibili, nell’agire emancipante della condivisione.

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