CANOBBIO – Questa mattina alle 6.15 la Polizia cantonale ha proceduto, conformemente alla risoluzione governativa del 16 ottobre scorso, allo sgombero dell’ex Grotto al Maglio di Canobbio.

“Per misure di sicurezza e di igiene – si legge in un comunicato stampa del Cantone diramato poco dopo mezzogiorno – sono stati allontanati, oltre agli autogestiti (una trentina tra svizzeri e italiani), anche una cinquantina di cittadini dell’Ecuador (fra cui figurano parecchie donne e bambini). A quest’ultimi è stato dato conveniente alloggio, nonché una prima assistenza presso la struttura della protezione civile di Vacallo. L’operazione, che si è svolta senza incidenti e nella calma, ha comportato l’impiego di circa 80 agenti. Nella fase dì perquisizione, che è ancora in corso, sono per ora stati rinvenuti piccoli quantitativi dì sostanze stupefacenti. Nei prossimi giorni si procederà, attraverso misure strutturati, a rendere inaccessibile l’edificio dell’ex Grotto al Maglio che nel frattempo sarà sorvegliato, unitamente ad altri stabili a rischio di occupazione abusiva, ad opera delta Polizia della città di Lugano”.

“L’intervento odierno della Polizia cantonale all’ex Grotto al Maglio di Canobbio – si legge ancora nel comunicato – si è reso necessario per il mancato rispetto, da parte degli occupanti, del divieto comunicato dal Consiglio di Stato, proprietario dell’immobile, di organizzare e promuovere manifestazioni di richiamo pubblico sino al ripristino di una situazione che potesse garantire la sicurezza dei partecipanti e il rispetto dell’ordine pubblico”.

Cronistoria recente

Il Consiglio di Stato lo scorso 28 maggio approvava il piano operativo di gestione “Dossier ex Grotto ai Maglio” nell’ottica innanzitutto di ristabilire entro breve termine una situazione di legalità. In questo senso il Governo incaricava un gruppo di funzionari, coordinato dal Cancelliere dello Stato, con il compito di allestire un catalogo delle attività e situazioni per le quali occorreva un intervento al fine di renderle conformi alla legge nell’ipotesi di gestione temporanea o definitiva dell’ex Grotto al Maglio. Tale gruppo nel corso dei successivi mesi ha proseguito il suo lavoro di approfondimento, in particolare per indicare una lista di priorità per l’eventuale rilascio di autorizzazioni e permessi.

Nel frattempo, con lettera del 25 giugno 2002, il Municipio di Canobbio ribadiva all’indirizzo del Consiglio di Stato la sua richiesta di ripristinare la legalità, fissando un termine al 31 agosto. Scaduto quel termine il Municipio dì Canobbio avrebbe rassegnato le dimissioni con effetto immediato.

Nella riunione del 21 agosto 2002 il Consiglio di Stato prendeva conoscenza del rapporto del gruppo di lavoro del 20 agosto 2002, in particolare il Governo rilevava l’esistenza di situazioni e condizioni logistiche, igienico-sanitarie problematiche, ciò che comportava un pericolo sia per chi risiedeva all’ex Grotto al Maglio, sia in particolare per chi partecipava a manifestazioni di richiamo di pubblico, oltre a situazioni dì immissioni foniche che andavano oltre la rispettosa convivenza con la popolazione. Per evitare che tali situazioni di pericolo potessero concretamente manifestarsi il Governo disponeva che all’ex Grotto al Maglio non avrebbero più potuto avere luogo attività dì richiamo di pubblico fino alla regolarizzazione della situazione.

Nella seduta del 4 settembre il Consiglio di Stato, dopo aver incontrato il 27 agosto il Municipio di Canobbio, decideva un piano di intervento per regolarizzare la presenza dì un “Centro autogestito” all’ex Grotto al Maglio. Questo lavoro doveva pure comportare l’adozione, entro il 31 dicembre 2002, di provvedimenti minimi di carattere logistico, igienico-sanitario e di sicurezza, nonché l’attuazione di un periodo di prova dì 6 mesi per collaudare i risultati dei provvedimenti tecnici e del rispetto delle regole impartite così da permettere all’autorità cantonale una presa di posizione definitiva sull’esperienza entro il 30 giugno 2003. Inoltre il Governo, sempre il 4 settembre 2002 confermava l’ordine di sospensione di manifestazioni di richiamo pubblico.

Nonostante l’ordine di sospensione, il 16 settembre 2002 con comunicato stampa gli occupanti dell’ex Grotto al Maglio annunciavano il ripristino delle attività di richiamo pubblico.

Il 2 ottobre 2002 il Consiglio di Stato prendeva conoscenza delle comunicazioni della Polizia cantonale concernenti le attività svolte all’ex Grotto al Maglio nel corso dei precedenti ultimi due fine settimana. In considerazione soprattutto dei pericoli ‘ già più volte sottolineati – per i partecipanti a manifestazioni pubbliche causati dall’inadeguatezza della struttura e dalla mancata salvaguardia dei diritti della popolazione circostante, il Governo invitava il Cancelliere dello Stato a prendere immediatamente contatto con il CSOA per comunicare che ulteriori trasgressioni alla direttiva di sospendere manifestazioni non potevano essere tollerate. Invitava quindi la Polizia cantonale a pianificare nel dettaglio gli interventi necessari per ottenere il rispetto delle decisioni prese.

18/10/2002 12:45

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