Non funziona. Non funziona proprio la misura adottata dal Consiglio di Stato per ripristinare la legalità al Maglio (leggi sospensione delle attività di forte richiamo di pubblico). Il centro sociale, che peraltro non la rispetta, continua a causare disturbo alla popolazione del Comune, soprattutto di notte. A dirlo è un gruppo di cittadini di Canobbio, che ieri sera ha convocato una conferenza stampa per ribadire la propria rabbia e la propria frustrazione sulla questione. E per denunciare che, dopo ormai cinque anni, « stiamo subendo una situazione insostenibile e, come se ciò non dovesse bastare, il Consiglio di Stato – è vergognoso doverlo constatare – ancora una volta si sta prendendo gioco di noi » .
Il centro sociale al Maglio è una questione su cui la popolazione del Comune, o almeno una buona parte, è molto sensibile.
Tanto che ieri sera la sala multiuso della Casa Colombaro, in cui si è svolta la manifestazione, era gremita. Da parte loro i promotori della serata si sono limitati a leggere una lettera aperta destinata ai consiglieri di Stato.
Il pubblico l’ha ascoltata e applaudita senza proporre ulteriori interventi, a parte quello del presidente del Consiglio comunale, che ha manifestato la propria delusione nei confronti del governo per come sta gestendo la problematica. Una lettera in cui si esprime preoccupazione «per la concreta possibilità di rimanere – primo ed unico comune della storia recente e passata del cantone – senza Esecutivo e senza Legislativo entro breve, a causa dell’inettitudine del Consiglio di Stato di fronte all’annosa problematica del centro autogestito del Maglio» . Il Municipio, o meglio sei municipali su sette e 23 consiglieri comunali su 29, potrebbero quindi “scongelare” le dimissioni annunciate per la fine di agosto se il governo cantonale non fosse intervenuto per risolvere la questione. Dimissioni poi congelate, ricordiamo, dopo che il CdS aveva intimato al Molino la sospensione delle attività che potessero arrecare disturbo alla popolazione. Attività che però sono proseguite. « Contrariamente all’ordine loro impartito e come era da prevedere – ha detto il portavoce del gruppo promotore della serata – negli ultimi quattro fine settimana i “ molinari” hanno continuato a fare quanto era stato loro vietato. E l’autorità cantonale cosa fa? … Nulla » .
D’altra parte, secondo il gruppo di cittadini del Comune, «è incredibile che a Canobbio l’autorità comunale, per quanto riguarda il Maglio, non abbia nessun potere. Lo stato, invece di difendere chi è nella legalità e si prodiga per mantenerla, favorisce e protegge chi fa l’esatto contrario ».E ancora: « Ma noi canobbiesi non contiamo proprio niente? siamo forse cittadini di serie B? Una realtà insignificante per il Consiglio di Stato, massimo garante delle leggi che non è in grado di farle rispettare? » . Un Consiglio di Stato, si prosegue nella lettera, « che è completamente asservito al volere degli autogestiti e che ha umiliato e delegittimato il nostro Municipio impedendogli di assolvere il suo mandato » . Una denuncia, l’ennesima, senza mezzi termini, che sarà difficile da digerire per il governo, chiamato a trovare una soluzione per la quale i margini di manovra sono davvero ristretti.
A. R.

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