Dopo avere riassunto le richieste fatte a suo tempo dal CSOA il Molino (ACT a cornaredo, Campari ora abbattuta, ex birreria Feldschlössen a Paradiso, e ex-molini Bernasconi anch’essi ora solo macerie) e la “proposta” del municipio dell’ex-gattile e prospettato centro per richiedenti d’asilo cosiddetti recalcitranti rifiutata dall’assemblea del Molino, Bignasca sostiene che sussistono alcuni problemi legati agli spazi autogestiti, in particolare durante le serate dei fine settimana quando il Molino è più frequentato, ma che questi sono da tollerare per il quieto vivere. Nonostante il municipio reputi che il Centro Sociale non rappresenti una maggioranza dei giovani, uno sgombero non è, aggiungiamo noi “per il momento”, da prendere in considerazione. “Per il momento” poiché, aggiunge Bignasca, il dossier ex macello è sul tavolo ed i tempi sono maturi per un nuovo progetto che vede coinvolti il dicastero giovani e stabilimenti comunali (Bignasca), il dicastero cultura e territorio (Masoni), ed il dicastero sport, istruzione e turismo (Cansani). Il progetto appare tuttora nebuloso, si parla di una “città dei bambini” in cui fiorirebbero le più svariate attività per avvicinare la popolazione.
Martino Rossi si dichiara solo parzialmente soddisfatto della risposta all’interpellanza. Introduce la discussione dicendo che non intende aprire un dibattimento a meno che altri non lo facciano. Considera positivo il fatto che Giovanna Brenni Masoni sia stata sconfessata dal municipio, considerando la sua osservazione in merito alla sede del Centro Sociale come intempestiva. Positivo è anche che non venga presa in considerazione l’ipotesi di uno sgombero forzato e che si ritenga opportuno affrontare il tema della sede del Molino. Aggiunge di avere letto tre volte la convenzione e di non aver trovato dei termini alla sua validità se non la clausola di un’eventuale nuova convenzione da stipulare al termine di quella attuale. Ribadisce inoltre, a proposito dell’unica proposta offerta dal municipio, che non si trattava di una sede adatta ma bensì di un progettato carcere simile a delle baracche (ex gattile già citato).
Per concludere Masoni aggiunge che il municipio non ne ha ancora parlato e che aveva già sottolineato in precedenza la sua presa di posizione come un’opinione personale.


2005, l’odissea per lo spazio continua…
Abbiamo visto cose che voi umani non potreste immaginare… navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni dell’Autogestione. E abbiamo visto i raggi B(akunin) balenare nel buio vicino alle porte dell’astronave Molino. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire? NO! È tempo di lottare!

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