COMUNICATO POST PRESIDIO DI SABATO 18 SETTEMBRE 2010 DAVANTI ALLA SEDE DELLA LEGA DEI TICINESI

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In risposta all’ennesima provocazione della Lega, che domenica scorsa è
uscita sul Mattino della Domenica con una prima pagina che invitava ad espellere e/o inviare nei campi di lavoro il popolo Rom, abbiamo invitato singoli, gruppi, ed associazioni a manifestare il proprio dissenso per questo attacco alla dignità umana attraverso il facile capro espiatorio di un popolo nomade da sempre perseguitato nel mondo intero.

Malgrado la pioggia battente sabato ci siamo trovati davanti alla sede della Lega in Via Monte Boglia per ribadire che non possiamo tollerare chi incita all’odio nei confronti del diverso ed evoca senza ritegno alcuno la persecuzione sistematica perpetrata contro i Rom durante il Terzo Reich e, in seguito, mascherata dalla patina umanitaria dell’«Opera di soccorso Enfants de la grand-route», anche in Svizzera.

Giunti sul luogo abbiamo trovato un cordone di ragazzotti nostrani (?) travestiti da guardie in divisa nera schierati assieme ad un gruppetto di leghisti a protezione dei loro tre capetti, affacciati al primo piano di un balcone a mo’ di duci. Al termine della lettura di alcune citazioni di sopravvisuti/e ai campi di concentramento abbiamo chiesto un minuto di silenzio in ricordo del porajmos*.

Minuto durante il quale è perdurato l’ululato stridente della sirena proveniente dal balcone dei leghisti, quasi a voler rievocare l’atmosfera ossessiva dei campi di lavoro.

La Lega entra in campagna elettorale spingendo sull’acceleratore dell’odio; la propaganda, sempre più esplicitamente razzista, sta con feroce banalità entrando nell’immaginario collettivo; bugie ripetute ossessivamente si trasformano in “verità” populiste. Cresce fra i suoi simpatizzanti l’idea che il Ticino sia assediato da nemici esterni ed interni, un sentimento ed un fervore che ricorda i peggiori regimi totalitari del secolo passato.

Nei discorsi da bar, fuori dalle scuole, nei posti di lavoro i messaggi veicolati ogni domenica dal settimanale leghista si trasformano in tigri di carta pronte a trasformarsi in aggressioni fisiche contro il diverso sia esso lo straniero, il migrante, il rom o chi semplicemente la pensa in modo differente.
I fatti di Mendrisio e di Pollegio sono li a ricordarcelo.

*(in lingua romani, “devastazione”, “grande divoramento”, il tentativo del regime nazista di sterminare la popolazione romani durante la Seconda guerra mondiale.)

CS()A IL MOLINO

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