Volantino distribuito dal Collettivo Zapatista durante la sagra dell’uva a Mendrisio e l’iniziativa a Lugano “Uscire dal delirio securitario dal Messico all’Europa”.

In un sistema basato sull’accumulazione sfrenata di ricchezze e sul consumismo come stile di vita non c’e’ posto per tutti. Per questo ci hanno abituato all’idea che il benessere di pochi lo devono pagare gli altri: si saccheggiano territori, vicini e lontani, e si respingono i loro abitanti quando vengono a sudarsi qualche briciola di quelle ricchezze nella Fortezza Europa.

Ma fuori dalla logiche di accumulazione e consumo c’e’ un mondo. Un mondo di valori, di reti sociali, di affetti e differenze. C’e’ l’inesplorato pianeta delle opzioni alternative allo stile di vita imposto dalla cultura occidentale. Ci sono le valli, le montagne, i boschi, gli oceani. Ci sono popoli, uomini e donne che vestono e parlano mille culture.

Fuori da queste logiche, ma dentro delle alte mura di cemento, ci sono Billy, Costa e Silvia, prigionieri dello Stato elvetico. Loro, come noi, credono che la realta’ si cambia a partire da noi stessi, dal nostro agire, e che l’umanita’ deve rifondarsi in armonia con la natura, di cui e’ parte e non padrona.

Fuori dalle logiche della devastazione e dell’esproprio ci sono anche Nina e Marianna che resistono alla costruzione dell’Alta Velocità in Val di Susa, arrestate e rinchiuse dall’affarismo mafioso dello Stato italiano.

Fuori dalle logiche del capitalismo e con lo stesso spirito d’unione con la terra e gli esseri viventi che la popolano, ci sono Alberto Patishtan, Rosario Diaz Mendez e gli altri detenuti dei “Solidarios de La Voz del Amate”, prigionieri politici in Chiapas; ci sono, nello
stesso carcere, i contadini indigeni di Mitziton; culture e pratiche condannate in blocco perche’ non comprano, non consumano, non producono secondo i diktat del Mercato ma agiscono ascoltando il ventre della Madre Terra e l’opinione dell’assemblea del proprio villaggio.

Ci sono gli zapatisti che, nonostante le aggressioni paramilitari e il dispiego delle truppe federali messicane sul loro territorio, dimostrano giorno per giorno che e’ possibile vivere senza l’intrusione dello Stato e del capitalismo. Dal basso hanno costruito scuole autonome, cliniche, cooperative, trasporti e forme di convivenza non competitive ma comunitarie. Senza grandi opere, senza centrali nucleari, senza azioni in borsa.

Fuori dalle logiche del capitalismo, esistere e’ sinonimo di resistere, cioe’ di non assimilarsi all’idea di essere una pedina dei banchieri e dei loro amministratori pubblici, i politici. Ma esistere e non assoggettarsi, per il sistema mercantile, e’ una colpa.

Per questo Alberto, Rosario, i prigionieri politici in Chiapas e quelli in Svizzera come Billy, Costa e Silvia, i migranti che sfuggono ai CIE e alle leggi del mercato, quelli che lottano negli spazi occupati, i palestinesi, le compagne arrestate in val di Susa… tutti/e siamo colpevoli perche’ tutt* siamo figli della stessa Madre Terra che
difendiamo.

MAI PIU’ IN PRIGIONE PER DELLE IDEE!
LIBERTA’ PER BILLY, COSTA E SILVIA!
LIBERTA’ PER I PRIGIONIERI POLITICI IN CHIAPAS!
LIBERTA’ PER CHI LOTTA CONTRO LE NOCIVITA’ E DIFENDE IL TERRITORIO!

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