1, 7 e 9.11.2019 - Iniziative Collettivo R-Esistiamo 19.11.2019 - I Campi d'Asilo non sono una soluzione: ManifestazioneEcco qualche informazione importante da parte di Migrant-Solidarity-Network e dal Collettivo R-Esistiamo

Molti di noi sono stati o sono tutt’ora isolati e discriminati nei campi di asilo in Libia, Grecia e in Svizzera.
Molti di noi sanno che i campi di asilo non sono una soluzione.
Invitiamo tutti coloro che condividono questa opinione a manifestare il 9.11.2019 alle 14.00 a Berna con noi.

I CAMPI DI ASILO NON SONO LA SOLUZIONE, MANIFESTAZIONE NAZIONALE

  • nessuna tortura, nessuna morte, nessuno stupro, niente schiavitù nei
    campi di asilo
    MA: vie di fuga e migrazione sicure per tutt*
  • nessun affare nei paesi di transito, ma libertà di movimento per tutt*
  • nessuna privazione di diritti e condizioni catastrofiche
  • nessuna discriminazione, ma uguali diritti, rispetto e dignità per tutt*
  • nessun isolamento e nessuna espulsione, ma pari accesso ad alloggi, lavoro, istruzione e salute per tutt*

Problemi nei campi di tortura in Libia

La guerra, la persecuzione, la violenza (di stato), ma anche la povertà, la crisi climatica e altre ragioni possono portare all’abbandono della casa precedente.
Nella ricerca della sicurezza e di una prospettiva i migranti (in fuga) devono affrontare un pericolo ancora maggiore.
In Libia, le persone in fuga vengono trattenute nei campi, torturate, violentate e ridotte in schiavitù.
L’Europa e la Svizzera tollerano questi campi e addirittura li finanziano attraverso l’OIM e Frontex.

Problemi nei campi negli Stati di transito

Sotto la pressione dell’Europa e della Svizzera, sempre più Stati di transito partecipano all’isolamento dell’Europa.
In Turchia, Tunisia, Marocco, Nigeria e Ruanda, ai migranti (in fuga) viene impedito attivamente di attraversare l’Europa venendo quindi bloccati nei campi.
Se i governi o i regimi di questi Paesi dichiarano la loro disponibilità a partecipare all’isolamento dell’Europa, riceveranno denaro e sostegno/riconoscimento politico.
Quando si parla di accordi migratori, si parla di accordi sporchi.

Problemi nei campi di crisi alla frontiera UE:

Poiché le vie di fuga attraverso il Mediterraneo sono mortalmente pericolose a causa della politica europea, molti stanno attualmente cercando di raggiungere l’Europa attraverso il Mar Egeo. Sulle isole greche, vengono infilati nei cosiddetti campi Hotspot. Poiché il governo greco e l’Europa non hanno intenzione di provare a migliorare la situazione, i campi Hotspot si ritrovano costantemente sovraffollati. Ci sono problemi di igiene e spesso carenza d’acqua e cibo. Le persone vivono in tende troppo calde d’estate e troppo fredde d’inverno. C’è stato ad esempio un incendio a Moria, in cui sono morte delle persone soprattutto a causa del sovraffollamento (tende ravvicinatissime, che prendono fuoco facilmente, una dopo l’altra).
Inoltre l’accesso a una procedura di asilo formalmente corretta non è garantita negli Hotspot.

Problemi nei campi federali d’asilo:

I rifugiati che arrivano in Svizzera sono i primi a essere isolati nei grandi campi d’asilo federali.
Lì devono aspettare una decisione d’asilo o la loro espulsione.
I campi si trovano di solito in luoghi remoti come ex caserme, bunker, ospedali o altri edifici che causano loro sentimenti di insicurezza e disadattamento. I campi federali di asilo sono organizzati come delle prigioni: centinaia di persone vivono in un piccolo spazio senza privacy (ad esempio nel bunker di Camorino vi sono camerate da 30
persone e solo 3 docce a disposizione); c’è un obbligo di presenza che limita la libertà, la vita viene filmata, controllata e monitorata.
La polizia può arrestare le persone in qualsiasi momento, con qualsiasi pretesto.
Gli amici delle persone alloggiate in questi campi federali d’asilo, o le organizzazioni per i diritti umani, hanno poca o nessuna possibilità di accesso a questi campi.
Coloro che non seguono queste rigide regole vengono severamente puniti.

Problemi nei campi di asilo nei vari Cantoni:

Coloro che non hanno ancora ricevuto una decisione d’asilo dopo 140 giorni di soggiorno nei campi federali d’asilo o che non sono stati espulsi, vengono trasferiti in un campo cantonale.
Molti Cantoni stanno attualmente inasprendo le condizioni nei loro campi d’asilo.
Soprattutto i campi di soccorso d’emergenza, dove i rifugiati respinti devono vivere, stanno diventando sempre più disumani.
Il Cantone di Berna avrebbe voluto, per esempio, accogliere tutti i rifugiati in un ex carcere minorile, ma solo grazie alla resistenza dei migranti con l’aiuto delle organizzazioni per i diritti umani, le autorità sono state fermate.
Nel Cantone di Zurigo ai rifugiati respinti non è consentito entrare in determinate zone (esclusione) o uscire da altre determinate zone (restrizione).
Nel Canton Svitto, i rifugiati sfrattati devono testimoniare la loro presenza ben tre volte al giorno, nei campi in cui erano alloggiati. Ma allo stesso tempo tra le 9.00 e le 17.00 non sono autorizzati ad entrare in questi campi.
Nel Canton Ticino è la stessa cosa, devono presentarsi più volte al giorno, ma dalle 9.00 alle 18.00 non possono entrare nel bunker in cui alloggiano, ricevono pochi soldi, sufficienti a malapena per comprare un panino e una bottiglietta d’acqua.
Molti migranti (rifugiati) devono vivere in tali campi per anni.
Molti sono dunque frustrati, traumatizzati o diventano aggressivi proprio per tutto ciò che hanno vissuto nel loro Paese, così come durante il viaggio; e per le condizioni subite nei vari campi d’asilo, esteri e svizzeri.

Dunque:
NO ALLA DISCRIMINAZIONE, SÌ ALL’UGUAGLIANZA DEI DIRITTI, AL RISPETTO E ALLA DIGNITÀ PER TUTT.
NO ALL’ISOLAMENTO E ALLE ESPULSIONI, SÌ ALL’UGUAGLIANZA PER L’ALLOGGIO, AL LAVORO , ALL’EDUCAZIONE E ALLA SANITÀ PER TUTT.

Tanti rifugiati (respinti) hanno difficoltà a pagare il biglietto del treno per arrivare alla manifestazione, se volete potete fare una donazione.
Vogliamo che tutti partecipino all’evento.
Ecco perché vogliamo organizzare degli autobus dalle grandi città per permettergli di partecipare all’evento.
Per finanziare questi bus, chiediamo a tutti coloro che hanno la possibilità di dare un contributo di solidarietà ALLA CASSA SOLIDALE ANTIRAZZISTA (COLLETTIVO R-Esistiamo) che si occuperà di acquistare i biglietti di andata e ritorno per le persone migranti.

PER IL TICINO
COLLETTIVO R-Esistiamo

PER RISERVARE I POSTI SUL BUS SCRIVERE A:
r-esistiamo@riseup.net

conto bancario per il contributo finanziario:
SOLE- CASSA SOLIDALE ANTIRAZZISTA
VIGANELLO
NUMERO CONTO: 15-339892-4
IBAN: CH07 0900 0000 1533 9892 4
CAUSALE: 9.11.2019 TICINO

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