LUGANO – “Ci sono state un sacco di proposte negli ultimi anni ma nessuna si è mai concretizzata. Ci sembrava giunto il momento di offrire un’alternativa concreta che facesse fronte a dei bisogni reali”. Dopo la proposta di riqualifica, tramite la raccolta di oltre 4mila firme, che vuole trasformato l’ex Macello nella sede di una nuova Scuola Media, Martino Rossi, in una conferenza stampa indetta dal PS a Lugano chiede “soluzioni più idonee” che salvaguardino, oltre che l’aspetto esteriore della struttura, anche i suoi spazi interni caratteristici, “difficilmente piegabili alle esigenze di un Istituto scolastico moderno”.

“La destinazione d’uso all’insegnamento è una sparata priva di fondamento – ha aggiunto l’architetto Attilio Panzeri -. Creiamo invece un importante centro culturale. Penso ad atelier per artisti, sale prova per dei musicisti o un piccolo teatro. E per quanto riguarda gli autogestiti voglio dire una cosa: ma perché continuiamo a demonizzarli? Smettiamola. Pensiamo di essere grandi ma con questo comportamento siamo rimasti alla società contadina”.

Sulla salvaguardia dell’ex Macello ha puntato anche Cristina Zanini Barzaghi: “È un esempio di archeologia industriale, è urgente intervenire. Lo stabile è sì in emergenza, ma sicuramente non è idoneo per inserire in quei luoghi una sede scolastica. Invece è molto più concreta la proposta della mozione: creare un vero progetto culturale”.

Di recente l’ex-Macello aveva visto la concessione di circa un terzo dei suoi spazi al Centro sociale autogestito (CSOA), tramite una convenzione stipulata nel dicembre del 2002 fra il Consiglio di Stato, il Comune di Lugano e il CSOA. In seguito il PS aveva proposto un riuso dell’ex-Macello che vertesse verso un indirizzo “di tipo sociale e/o culturale definito, coinvolgendo e valorizzando i molti enti di utilità pubblica che si muovono in città senza fini commerciali in ambito sociale e culturale, CSOA compreso”.

“Tavolino Magico”, “VestiTivesto”, la mensa sociale di Fra Martino e delle ACLI, Casa Astra di Mendrisio, e il “Gattile” di Lugano, ora, sono alcune delle idee che Rossi vede come proponibili per il riuso della struttura. Ma l’idea, proposta oggi tramite una mozione, è pure quella di offrire rifugio a persone che soffrono di “disagio sociale grave, di indigenza, isolamento ed esclusione tendenziale”, siano essi giovani o meno giovani, svizzeri, stranieri, residenti e non.

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