Ieri l’autorità comunale ha fornito copia della convenzione sottoscritta il 18 dicembre scorso dalle parti ( ricordiamo che del gruppo di lavoro preposto a individuare una soluzione all’autogestione fanno parte rappresentanti del Consiglio di Stato, del Municipio di Lugano e dell’Assemblea del Centro sociale Il Molino) nella quale sono contenuti i termini di “ locazione” dello stabile di viale Cassarate. La premessa al documento – firmata da Patrizia Pesenti e Giampiero Gianella per il Governo, Giorgio Giudici per la Città, Matteo Casellini e Massimo Foletti per lo Csoa – è che « l’autogestione è sinonimo di autonomia decisionale nel rispetto della libertà di pensiero, di autodeterminazione, di struttura organizzativa e nella quale ogni tentativo di ingerenza esterna su questa esperienza snaturerà il concetto stesso di autogestione » .
La conseguenza è che il Municipio di Lugano autorizza « la messa a disposizione gratuita di alcuni locali dello stabile ex Macello » e che « l’utilizzo di altri spazi sarà concordato con segnalazioni tempestive e secondo le modalità in vigore, a seconda della disponibilità » .
Proprio all’indomani della firma alla convenzione, i rappresentanti del Centro si sono rimboccati le maniche per sistemare lo spazio e adibirlo alle attività socioculturali. « Stiamo ultimando i lavori e nei prossimi giorni dovremmo completare la sistemazione dell’area » , commentano, soddisfatti per il raggiunto accordo, gli autonomi. Il Municipio ha di fatto autorizzato i necessari interventi strutturali e logistici atti a rendere agibili gli spazi; in cambio ha ottenuto la garanzia che all’ex Ma- cello non si svolgeranno « attività di forte richiamo » , non si registreranno pernottamenti e si manterrà « l’ordine e la pulizia » .
Quanto alla validità della convenzione, non sono indicate date precise. L’articolo 5 recita che « il gruppo di lavoro si impegna a presentare l’elenco delle proposte in merito alla sede definitiva del centro sociale autogestito entro il 15 gennaio e a discuterle entro fine gennaio 2003 » . Le parti hanno tuttavia « preso atto che il Municipio di Lugano intende poter disporre dell’intero sedime dell’ex Macello entro il 30 giugno 2003, in modo da poter dar seguito concreto ai contenuti previsti nel messaggio municipale concernente il recupero e la ristrutturazione dell’area » .
Ma se da una parte è diffuso il sentimento di soddisfazione, dall’altra continua la polemica.
In una lettera inviata ieri all’Esecutivo cittadino il consigliere comunale Paolo Sanvido ( Ppd) sostiene che « Lugano non può sottrarsi alle procedure e ai regolamenti comunali » . In sintesi, sostiene Sanvido, per trasformare i locali dell’ex Macello « la domanda deve essere pubblicata all’albo comunale » . Come dire, “ ricorrerò”.
F. T.

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