“Anche il peggior architetto della città direbbe che non è idoneo”, sostiene l’architetto Attilio Panzeri

LUGANO – L’ex Macello da qualche giorno si trova, suo malgrado, stritolato dentro un tritacarne. “Lì sorgerà la nuova sede della Scuola media 1” inneggiano alcuni, “Non sia mai” rispondono altri e “Agli autogestiti chi ci pensa” replicano da lontano. Insomma, le medie su quel sedime s’hanno da fare? “Assolutamente no, sarebbe il caos! Anche il peggior architetto della città direbbe che non è idoneo”, sostiene l’architetto Attilio Panzeri. “Gli edifici scolastici – continua – per essere approvati devono soggiacere a molte regole e disposizioni. Per trasformare e mettere a norma l’ex Macello i costi sarebbero faraonici. La nuova sede va costruita in un altro luogo, a prescindere che la Scuola media è cantonale e spetta al Cantone decidere dove edificarla. Sarebbe giunto il momento, una volta per tutte, dire seriamente cosa si farà su quel sedime”.

Già, ma come dare nuova vita alla zona? Il nostro interlocutore mette molta carne sul fuoco. “Premetto che quella è una struttura storica, va conservata. Data la morfologia e la tipologia dell’edificio si potrebbe pensare a un centro multifunzionale. Si potrebbe collocare in quegli spazi atelier d’artisti, aree gastronomiche o altre attività culturali. Penso anche al teatro alternativo, quello che non troverà spazio al Lac. Le rappresentazioni di questo genere di spettacoli sono sempre presentate dentro a locali fatiscenti, ecco che l’ex Macello potrebbe fungere da dimora anche per il teatro”.
Nell’idea dell’architetto non è prevista nessuna mannaia. “La struttura va mantenuta. A Lugano abbiamo demolito tutto, anche la storia della città. Adesso bisogna mettere un freno. Non dico che tutto ciò che è vecchio va conservato, ma tutto quello che è storico e ha un valore simbolico sì”. C’è però chi ventila che qualcuno stia architettando un piano alla Ponzio Pilato per far sloggiare gli autogestiti. “Se questo è lo scopo, e l’ho già sentito dire, ci sarebbe da vergognarsi – afferma Panzeri –. Non ci sono cittadini di serie A o di serie B. Anche i molinari sono persone di tutto rispetto, cosa fanno di male solo Dio lo sa”. Di certo l’affaire Macello farà scuola.

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