Atipiche e colorite conferenze stampa sono state tenute congiuntamente in mattinata a Basilea, Berna e Chiasso. A Basilea 3 attivisti no global travestiti da ufficiali di polizia di Francia, Germania e Svizzera hanno dichiarato l’intenzione di « mantenere pulito il WEF».A Berna una decina di contestatori del Forum, pure mascherati come per carnevale, ha occupato per alcuni minuti la Direzione generale delle dogane. Infine a Chiasso rappresentanti del centro sociale luganese Molino e dei no global di Como hanno presentato il ritrovo di venerdì prossimo alla frontiera di Ponte Chiasso per partire verso Davos, che sarà anche occasione, hanno detto, di manifestare pacificamente.
Servizi alle pagine 9 e 21

MANIFESTAZIONE I no global occupano la Direzione generale delle dogane
Una decina di attivisti anti- globalizzazione ha occupato ieri gli uffici della Direzione generale delle dogane ( DGD) a Berna. I dimostranti hanno così voluto protestare contro i divieti di entrata nella Confederazione imposti nell’ambito del Forum economico mondiale di Davos. Manifestazioni anche a Chiasso ( cfr. articolo a pagina 21) e Basilea. I no global, vestiti con abiti da carnevale, hanno fatto irruzione in alcuni uffici della DGD invocando la « globalizzazione della solidarietà » . Dopo circa un quarto d’ora i manifestanti hanno lasciato i locali e la polizia li ha fermati per controllarne i documenti ( nella foto Key). La Direzione generale delle dogane sporgerà denuncia per violazione di domicilio. « Non possiamo tollerare che gli oppositori al WEF commettano una violazione di domicilio per far sentire le loro preoccupazioni » , ha detto Walter Pavel, responsabile del servizio informazioni della DGD. Infine a Basilea tre oppositori al Forum mascherati si sono spacciati in una conferenza stampa improvvisata per ufficiali di polizia di Germania, Francia e Svizzera affermando di voler « mantenere pulito il WEF
». ( Ats)

CHIASSO APPUNTAMENTO IN DOGANA VENERDÌ PROSSIMO
Andare tutti a Davos
L’obiettivo dei contestatori del WEF
■ Vogliono attraversare la frontiera tutti insieme, a Chiasso, venerdì prossimo. I contestatori del Forum economico mondiale ( WEF) di Davos provenienti dal Ticino e dalla vicina Italia si sono dati appuntamento alle 17, alla dogana di Chiasso- strada.
La loro intenzione è quella di raggiungere la località turistica grigionese, ma anche quella di manifestare, al valico, il dissenso per le misure di sicurezza previste in occasione del Forum. Gli « autonomi » ( rappresentanti del Centro sociale luganese Molino, del Como social forum e del Laboratorio in movimento di Como) hanno ribadito i loro obiettivi ieri a Chiasso in una conferenza stampa tenuta proprio sul confine. Contemporaneamente un’analoga conferenza stampa era condotta a Basilea da 3 no global mascherati da ufficiali di polizia, mentre una decina di altri attivisti, pure mascherati, faceva irruzione negli uffici della Direzione generale delle dogane a Berna ( cfr. articolo a pagina 9). Gli anti WEF stigmatizzano in particolare le misure di sicurezza che toccherebbero la libera circolazione delle persone ( vedi riquadro a sinistra). Contestano inoltre le « milionarie » misure di sicurezza ( corredate da un ingente spiegamento di forze, tra poliziotti e militari) approntate a Davos senza un « contrappeso » per esempio nella disponibilità, per i manifestanti, di sedi della Protezione civile o di altre infrastrutture per il pernottamento. A questo proposito, i « molinari » hanno annunciato che offriranno gli spazi a loro disposizione, privi però di riscaldamento. I contestatori della globalizzazione sottolineano anche quella che considerano un’incongruenza nello slogan del WEF di quest’anno con il recente passato. Il motto del Forum è « Ricostruire la fiducia attorno ai processi economici che hanno caratterizzato gli ultimi decenni » .
Ma questi processi « smantellano la sicurezza sociale » secondo i contestatori i quali sostengono che « per ammissione degli stessi organizzatori del Forum, non hanno permesso una riduzione della soglia di estrema povertà » .
Una critica è indirizzata anche all’autorizzazioneamanifestare a Davos: i no global parlano di « finta apertura, dettata non da motivi politici, ma pratici » , cioè dalle pressioni esercitate dalla Città di Zurigo per il timore che i manifestanti possano ripiegare sulla capitale economica. A Chiasso si vuole manifestare in modo « pacifico, creativo e comunicativo » . Per esempio esibendo in frontiera evidenti facsimile di carta d’identità con « libero cittadino del movimento Stop WEF » al posto delle generalità e un disegno di Mafalda anziché la fotografia.

Francesco Somaini
APONTE CHIASSO 100 AGENTI IN PIÙ

Uno Stato maggiore monitora la situazione in vista della protesta
Uno Stato maggiore di condotta sta « analizzando e pianificando » , sotto l’egida del Centro comune di cooperazione di polizia e doganale, eventuali interventi delle forze dell’ordine per i risvolti chiassesi del Forum economico mondiale ( WEF) di Davos.
Così il comandante delle Guardie di confine del IV circondario Fiorenzo Rossinelli, interpellato su particolari misure di sicurezza in vista della manifestazione in programma venerdì alla dogana di Chiasso- strada, in occasione del ritrovo dei no global ticinesi e italiani diretti a Davos. Quest’anno, diversamente da quanto era accaduto nel 2001, Berna non ha disposto il respingimento in blocco dei contestatori della globalizzazione diretti a Davos. L’ingresso nel nostro Paese sarà impedito unicamente alle persone classificate come « indesiderate » ( un centinaio a detta degli « autonomi»).I contestatori del WEF criticano aspramente anche una limitazione della libera circolazione delle persone di questo tipo, « stabilita su basi puramente arbitrarie – sostengono – e che si rifà a una logica di guerra preventiva » . In proposito, Rossinelli assicura di non avere ricevuto alcuna lista di persone da respingere. Le autorità italiane hanno dal canto loro deciso di potenziare gli effettivi, disponendo in servizio a Ponte Chiasso fino a 100 uomini oltre la norma: non impediranno comunque alle persone con i documenti in regola di lasciare l’Italia. Se non riuscirà loro di varcare il confine, i no global manifesteranno sabato, dalle 9, a Como.

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