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Cosa sarà dell’ex macello? Oggi ne hanno discusso i municipali che hanno fatto un sopralluogo negli spazi nei pressi del centro sociale il Molino

LUGANO – Di fronte a una nutrita schiera di giornalisti il Municipio di Lugano (presenti i tre municipali leghisti Marco Borradori, Michele Foletti, Lorenzo Quadri), nella sua conferenza stampa settimanale, ha illustrato i punti salienti discussi dall’esecutivo nella giornata odierna.

 

Dopo una breve introduzione del Sindaco Marco Borradori, la parola è passata al responsabile del Dicastero Finanze Michele Foletti, che ha annunciato la richiesta di quattro crediti quadro per la gestione, la pianificazione e la organizzazione di controllo efficace e coordinata per l’acquisto di apparecchiature informatiche e tecniche, per la standardizzazione degli spazi amministrativi attraverso un nuovo mobilio, (gestito dalla logistica), l’acquisto di attrezzature specifiche per i pompieri, e di apparecchiature come per esempio i parchimetri.

Il concorso per lo sviluppo territoriale

Marco Borradori ha informato che il Municipio parteciperà al concorso promosso dalla Confederazione dell’ARE per lo sviluppo territoriale, che ha come scopo la promozione di progetti innovativi per un uso del territorio innovativo, la promozione di spazi naturali e soluzioni per l’alloggio. Borradori ha dichiarato l’intenzione di trovare “proposte puntuali per riequilibrare il mercato dell’alloggio al fine di evitare il trasferimento di fasce di popolazione nelle regioni periferiche e promuovere progetti non speculativi. Il Municipio guarda a Cornaredo con la promozione di alloggi a pigione moderata.

Il sopralluogo al Macello

Il Municipio ha visitato questa mattina gli immobili dell’ex macello comunale dove oggi trova spazio anche il centro sociale “Il Molino”. “Gli spazi sono molto interessanti” ha detto Borradori, spiegando che non c’è stato un incontro con i “molinari”, ma ci si è limitati a un sopralluogo. “7-800 metri quadri potrebbero essere usati in modo pertinente” – ha aggiunto Quadri – che ha parlato della necessità di ulteriori interventi strutturali per la ristrutturazione del tetto.

Sull’uso che se ne potrà fare di questi spazi, Lorenzo Quadri, (questa mattina era presente anche il direttore della Sotell, Claudio Chiapparino), ritiene necessario preservare una testimonianza architettonica industriale importante in città e valorizzarla per eventi di aggregazione, che possano rappresentare un punto di incontro per tutti i cittadini, sul modello di rivalorizzazione industriale come avviene a Morges o in altre città europee.

Anche Foletti ritiene importante aprire questi nuovi spazi, attraverso lo stanziamento di fondi limitati, per attività aggregative che generino reddito come, per esempio, piccoli mercatini coperti o eventi organizzati da associazioni o gruppi locali. “Il Macello è un bene prezioso e protetto dall’Ufficio dei beni culturali. Con relativamente pochi mezzi, ma con un investimento di idee si potranno fare grandi cose. Il tema “Macello” dovrà tornare all’ordine del giorno”. Un progetto che potrebbe convivere, in tutti i casi, con la presenza dei “molinari” ha detto Borradori.

Per quanto riguarda il progetto di scuola media al Macello richiesto attraverso una petizione, la questione si fa molto difficile, se non improbabile. Innanzitutto perché gli immobili sono tutelati a livello architettonico e poi vi sono diversi problemi di natura pianificatoria che complicano le cose e allungherebbero di parecchio i tempi. Venerdì 14 marzo ci sarà un incontro con Manuele Bertoli, il direttore del DECS, sul da farsi. Il Decs vorrebbe costruirla in zona parco Ciani, ma il Municipio non è d’accordo. E quindi vi sono diverse proposte, tra le quali il concorso pubblico o la costruzione sull’ex terreno AIL in via Lambertenghi, sedime di proprietà della città.

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