Quale sede definitiva per i “ molinari”? Il nodo è stato, è e sembra destinato a rimanere gordiano. Per la verità pare che nessuno ci abbia messo la necessaria buona volontà per scioglierlo. Nessuna delle controparti, per intenderci. Non ce l’ha fatta ( o non ce l’ha voluta fare) il Municipio, il quale se lo è ritrovato nelle mani come una patata bollente dopo che il Cantone, intervenendo sulle reiterate lamentele di Canobbio, aveva ordinato lo sgombero del Maglio.
Nulla hanno ottenuto il Consiglio comunale mediante alcune interpellanze più o meno robuste nei loro contenuti e nel loro tenore improntati ad un “ auspicato” decisionismo, o ricorrendo alla proposta di far votare il popolo. Non ha inciso più di quel tanto la funzione intermediaria del Governo cantonale stesso quando si è trattato di decidere dove trovare una sede adeguata rivendicata dagli autonomi dopo quella provvisoria all’ex Macello. E così la Città, pilatescamente lasciata al suo destino, si è trovata a dover fare concessioni e dilazionare, lasciando dove sono ( l’ultima scadenza è stata fissata al 30 ottobre) i ragazzi del CSOA, i quali hanno già fatto conoscere, in un corposissimo documento, quali sono i loro desiderata e le loro condizioni. Tradotto in parole semplici: “ il posto ideale per un Centro autogestito è l’ex Macello, ristrutturato e tutto per noi”.
Ma ora la storia – lo si è saputo ieri – si arricchisce di un altro capitolo. In buona sostanza, un nuovo tentativo per vedere di prendere una decisione che non è detto debba necessariamente sciogliere il nodo di cui sopra. Qualcuno si è risolto di lanciare una petizione, da inviare al Municipio di Lugano, dal titolo eloquente “ Centro autogestito nella Nuova Lugano: decida la popolazione!”. Una petizione che chiede « di indire una votazione consultiva popolare sulla permanenza in territorio luganese di un centro autogestito ( ora all’ex Macello pubblico) » . L’ha promossa un gruppo di persone residenti non solo in Città ma anche nei Comuni viciniori, attive, e non, a livello politico. Eccole: Umberto Marra e Marzio Taddei ( consiglieri comunali UDC), Michele Foletti e Lorenzo Quadri ( Lega), Elio Bollag ( PLR), Paolo Sanvido ( PPD), Giuliano Bignasca ( municipale della Lega dei Ticinesi), Raniero Gonella, Mario Borradori, Patrick Lamoni, Mattia Annovazzi, Ulisse Capelli, Libero Tunesi ( consigliere comunale PPD a Pregassona). La raccolta di firme verrà lanciata, pare, su appositi tagliandi che appariranno sulle colonne del “ Mattino della Domenica”. « Per quanto riguarda l’eventuale allestimento di una bancarella, non abbiamo ancora deciso – dichiara Umberto Marra che più di tutti ha spinto perché si intraprendesse questa azione – Tengo, comunque, a sottolineare che non abbiamo nulla contro i “ molinari”. Ci sembra giusto, piuttosto, che in una decisione di questo genere la gente debba democraticamente dire la sua » . Non foss’altro che per “ dare un’indicazione”, con l’eventuale forza del suo giudizio, al potere decisionale, visto che una petizione ha valore puramente consultivo. Ma non è tutto: Marra, in merito alla permanenza dilazionata degli autonomi all’Ex Macello, solleva una questione legale: « Ricordo che qualche tempo fa la struttura era stata dichiarata “ inabitabile” dallo stesso Esecutivo, in quanto mancano i necessari requisiti di sicurezza. Eppure è stata concessa lo stesso! » .
(PELLE)

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