Pare proprio debba esserci a momenti. Anche perché restare a lungo tra l’incudine e il martello non contribuirebbe di certo a rafforzare la credibilità e l’immagine del Municipio.
Oggi, infatti, l’Esecutivo – così raccontano gli spifferi da cui fuorescono sussurri e grida della stanza dei bottoni – sarebbe chiamato a far suo un aut-aut (o mangi sta’ minestra o salti sta’ finestra, per dirla volgarmente) e ad proporlo a loro (i giovani e non giovani di cui sopra) i quali, per intrinseca, strutturale vocazione (già, il DNA è anarcoide), sono refrattari a qualsiasi… imposizione. I Magnifici Cinque, insomma, avrebbero irreversibilmente deciso di proporre il cosiddetto ex centro bassa soglia. O i “molinari” accettano il luogo già occupato dagli asilanti recalcitranti o non se ne fa nulla, con tutti i rischi che quel nulla comporta. Alternative non se ne vedono, dopo che sotto la pressione di fattori dinanzi ai quali l’homo politicus (abituato a calcolare il suo particulare) risulta estremamente sensibile, è caduta l’avventata opzione ex Macello.
Il Municipio. La soluzione ex centro bassa soglia sarebbe ideale poiché il posto, a Cornaredo nei pressi del fiume, risulterebbe più adeguato di altri per organizzarvi manifestazioni senza troppo turbare la quiete pubblica. E siccome il Cantone accetterebbe di “ospitare” i recalcitranti nell’ex Maglio, l'”arrocco” tornerebbe doppiamente utile alla Città.
Il martello, ossia gli autogestiti. Dopo essere stati “sloggiati” dal Maglio per assecondare le reiterate richieste di Canobbio di far rispettare la legalità, gli autonomi si sono riversati nelle strade e nelle piazze della Città, diventando una spina nel fianco per il Municipio. Loro (leggi GdP di ieri) sono convinti di tornare ora al tavolo delle trattative cavalcando ancora la soluzione ex Macello, sicuri anzi che «ci sarà la firma di una convenzione per l’utilizzo dell’infrastruttura quale sede provvisoria per le nostre attività». Ciò significa che se non otterranno quello che s’aspettano torneranno a scendere in piazza?
L’incudine, ossia il Consiglio comunale. L’idea dell’ex Macello è caduta perché i “molinari” hanno contestato il Casinò. Una spiegazione – quella ufficiale data dal Municipio – che non avrebbe convinto nemmeno se non ci fosse stata la levata di scudi (disertata solo dal gruppo PS) dei membri del Legislativo. I quali, in ogni caso, hanno fatto capire di interpretare sentimenti e pensieri della popolazione e di essere pronti a “impallinare” chiunque con quel minaccioso «sul centro autogestito sarebbe bene andare a votare».(pelle)

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