Diritto di restare, ora!
Per una politica d’asilo più umana

Sabato 6 giugno 2009 alle ore 21.00 presso il CSOA Molino di Lugano, è prevista una serata dedicata ai movimenti di solidarietà con i migranti e alle lotte politiche dei sans papiers in Svizzera.

Alla tavola rotonda parteciperanno alcuni sans papiers e alcuni attivisti, appartenenti a diverse organizzazioni locali impegnate nella difesa dei diritti dei migranti. Come introduzione al dibattito verrà proiettato un breve documentario sull’occupazione della chiesa del Predicatore (Predigerkirche) di Zurigo, avvenuta il 19 dicembre 2008 e protrattasi per più di due settimane. In quell’occasione circa 150 tra sans papiers e sostenitori lanciarono un segnale di protesta, rivendicando delle modifiche alla sempre più disumana politica d’asilo. La revoca del divieto di lavoro per coloro a cui viene negato l’asilo politico, la richiesta di una modifica al regolamento di legge relativo ai cosiddetti ”casi di rigore” e la regolarizzazione dello status di residenti per tutti i sans papiers furono e rimangono le loro principali domande.

Tra il 2007 e il 2008 il diritto d’asilo in Svizzera ha subito diversi inasprimenti. Nonostante le nuove leggi abbiano incontrato resistenza da parte dei migranti e dei loro sostenitori, le condizioni di vita delle persone colpite sostanzialmente non sono cambiate. Attualmente tutti i richiedenti d’asilo a cui viene negata l’accoglienza possono vedersi esclusi dall’assistenza pubblica. Ad essi viene riconosciuto solamente il diritto ad aiuti di tipo emergenziale, la cui valutazione e definizione spetta ai Cantoni. Nel caso del Canton Zurigo coloro che rientrano in tale provvedimento debbono cavarsela con 60 franchi a settimana, elargiti in forma di buoni acquisto della catena di supermercati Migros. Alcuni di loro vengono inoltre costretti a trasferirsi settimanalmente da un centro di accoglienza ad un altro. Anche per quanto riguarda la politica dei cosiddetti “casi di rigore” Zurigo non sembra volere allentare la morsa. Il regolamento dei “casi di rigore” permette ai migranti senza documenti, che vivono in Svizzera da almeno 5 anni e si sono integrate con un certo successo, di presentare istanza per la concessione di un permesso di soggiorno. Gli Uffici cantonali dell’immigrazione verificano le istanze e possono poi inoltrarle all’Ufficio Federale della Migrazione (UFM). Tuttavia il Canton Zurigo per l’approvazione di tali istanze richiede dei requisiti particolarmente severi e nel 2008 non ha inoltrato alcuna singola istanza all’UFM.

Andando oltre il caso specifico, le problematiche legate al fenomeno dei flussi migratori sono una realtà palpabile non solo in Svizzera bensì in tutta Europa. Il razzismo, l’emarginazione e le violazioni dei diritti umani in quest’ambito, riproducono meccanismi sociali simili in tutti i paesi europei. Limitarsi a respingere i migranti con l’aiuto di politiche basate sulla sicurezza e di leggi repressive, significa affrontare il problema in modo superficiale, aumentandone di conseguenza la portata. Non saranno i muri e nemmeno gli apparati di sorveglianza a fermare coloro che cercano di salvarsi la vita o di costruirsi un futuro migliore nei nostri paesi. Gruppi e movimenti che lottano per una politica d’asilo più umana puntano a soluzioni che vanno alla radice del problema. In questo senso una riflessione attorno alle cause delle migrazioni è necessaria e doverosa, per poter assumere un ruolo attivo nel cambiamento dei rapporti tra nord e sud. Finché i paesi ricchi continueranno a depredare quelli poveri e a sostenere i governi antidemocratici per difendere i propri interessi, le persone costrette a emigrare saranno sempre più numerose. Occorre agire intessendo nuove relazioni economiche e politiche a livello globale, optando per nuovi modelli d’integrazione basati sulla convivenza pacifica e la solidarietà tra i popoli.

Invitiamo perciò tutte le persone interessate a queste tematiche a partecipare a questa serata di discussione e confronto. Ricordiamo inoltre che in occasione della giornata del rifugiato, il 20 giugno 2009, a Zurigo avrà luogo una grande mobilitazione nazionale.

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