L’Organizzazione cristianosociale si è riunita in mattinata nella sala Aragonite a Manno sul tema dei contratti di lavoro. Hanno parlato Meinrado Robbiani, segretario cantonale, Giovanni Scolari, responsabile del settore industria e artigianato, e Paolo Locatelli, responsabile del settore edilizia (‘ indietro non si torna!’, ha detto riferito alle spinte sempre più forti per flessibilizzazioni e peggioramenti del quadro lavorativo). Presenti circa 400 persone. Gli interventi sono stati introdotti dal presidente Ocst, Romano Piazza Governo, Bellinzona ( Ti- Press) Rossi, che ha ricordato l’importanza del dialogo tra le parti sociali per ottenere il meglio per i lavoratori e che il Primo Maggio ha un valore particolare: « È la Pasqua dei lavoratori e quindi significa rinascita, speranza per un futuro più roseo » .
Quattrocento anche le persone che hanno sfilato nel pomeriggio dalla stazione a palazzo governativo, a Bellinzona. Qui si sono succeduti gli interventi di Loredana Schlegel, di Giuseppe Sergi, di Werner Carobbio, di Saverio Lurati, di Angelo Zanetti e di Petra Demarchi. Le critiche più severe sono state indirizzate all’operato della consigliera di Stato Marina Masoni, la cui politica fiscale per un decennio ha favorito i redditi elevati e le società accrescendo la precarietà quando non la povertà nei vasti strati della popolazione di ceto medio e medio- basso. Salari fermi, potere d’acquisto in regressione, premi di cassa malati che aumentano e cassa pensione che diminuisce, Avs a 67 anni, lavoro domenicale espanso, prestazioni Ai da ridurre del 20 per cento: « Si sta ponendo l’uomo al Ocst a Manno ( Ti- Press) servizio dell’economia quando l’economia dovrebbe essere al servizio dell’uomo ’, ha detto ad esempio Werner Carobbio. Da tutti l’invito a votare due sì l’ 8 maggio per far tornare a pagare le imposte chi può pagarle. Per concludere con Petra Demarchi: « Chi semina miseria raccoglie rabbia » .
Infine nel tardo pomeriggio la tradizionale manifestazione dei socialisti a Rovio ove è intervenuta la consigliera di Stato Patrizia Pesenti e il presidente del Ps Bertoli. Pesenti in particolare si è chiesta, in tema di votazioni fiscali e di paventate delocalizzazioni: « C’è da chiedersi dove andranno a pagare meno imposte perché in un confronto tra 161 regioni europee ( Bak Basilea, 2004) il canton Ticino è ai primi posti ( ottavo) per onere fiscale più basso delle aziende. Le altre piazze finanziarie in Svizzera hanno una fiscalità complessivamente più alta »

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