mercato 20130223Sabato 23 febbraio – dalle 11:00 alle 19:30

Credi è così se ti rapporterai alla problematica
gli spazi troverai
analizza il ruolo e la globalità
gratificazioni e conflittualità
Mangia insieme a Noi!
Sai non c’è un granché
siedi dove vuoi, un minestrone c’è
il formaggio è là, pepe non ce n’è
prendi il vino dai! E bevi un altro po’ insieme a Noi
Ricky Gianco, 1976

12:00
PRANZO VEGAN

15:00
LABORATORIO DI
CARTAPESTA PER
BAMBIN*

20:00
CENA POPOLAR-BETTOLARA

Dalle 17:00 Riunione organizzativa dei Mercatari Clandestini, con presentazione del
film GENUINO CLANDESTINO
.

Con il collettivo
Nicola Angrisano, InsuTv

IL MERCATO DELLA BETTOLA

Prodotti tradizionali, naturali, auto-prodotti, dall’agricoltura contadina, dai piccoli produttori e dagli artigiani.

Una pratica da costruire insieme.
Per comprare a prezzo equo e trasparente, per scambiare e acquistare prodotti di qualità: sani, a chilometraggio ridotto, rispettosi dei lavoratori e dell’ambiente,
per incontrare e conoscere i produttori locali,
per far vivere i territori,
per difendere e attivare uno spazio nella « città frattale »,
per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzione,
per il consumo critico e perché la spesa sia un momento di incontro e di socialità.

L’idea di un mercato popolare che si muova e cammini nella testa e sulle gambe di tutt* ha bisogno di confronto, sperimentazione e incontro. Per questo rilanciamo e sosteniamo questa idea all’interno di un Centro Sociale Autogestito. Perché crediamo che sia basilare ripartire dalla capacità di organizzazione dal basso, offrendo opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra piccoli produttori, contadini, artigiani, attenti alla qualità dei loro prodotti e alle relazioni (umane, ambientali, sociali). Con questo terzo appuntamento vi invitiamo quindi a partecipare, non solo con i vostri prodotti, ma anche con le vostre idee. In primo luogo, perché pensiamo che questo sia un modo per garantire una spesa di qualità, che possa offrire un degno corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dai grandi circuiti commerciali. In secondo luogo, vogliamo recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone. Se per il primo aspetto esiste già la possibilità di usufruire di circuiti ridotti e certificati come la ComproBio, per quanto riguarda la dimensione relazionale e sociale del mercato, ribadiamo la necessità di un luogo di sperimentazione altro, in grado di spezzare le dinamiche escludenti e alienanti delle nostre città. Un mercato come cortile di una socialità liberata, di costruzione di relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto. Liberando gusti, sapori e relazioni che appaiono sempre più omologati, standardizzati e riposti serialmente all’interno degli scaffali delle città supermarket.

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