lugano okk

IL MOLINO NON SI TOCCA!!!
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Dal pomeriggio
Live painting by Disegni Matti Crew

Ore 20
Presentazione del libro “Rave New World”, con l’autore Tobia D’Onofrio

Ore 21:30, concerti punk HC:
Zona D’Ombra
Madness Waves

Ore 23:30, acid tekno tribe live & dj sets:
Anomala – Bad Unionz – DoggoD – Jungle Riot – Pyramid Head Crew – SabotaZ Crew
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Visual Arts by TreeBoo Dissidance
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Sound System powered by Pyramid Head Crew
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ChillOut Zone & Info S.O.S.tanze by L.A.B.57 & InfoShock

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UNA SERA COME TANTE… O FORSE NO

Quella di Sabato 30 Gennaio 2016 è stata una serata come tante altre al centro sociale il Molino.
Una festa di musica elettronica con alcuni artisti provenienti dal nord Italia e tanti frequentatori interessanti all’evento, attorno alle 300 persone.
Due dj che avevano partecipato attivamente alla serata benefit per gli arrestati della manifestazione NoExpo del 1 Maggio a Milano non verranno più in Svizzera per un bel po’.
Non per razzismo ma per costrizione, dato che la polizia comunale di Lugano li ha fermati durante la notte mentre se ne andavano dal centro sociale e, col pretesto del “regolare controllo di polizia”, ha di fatto imbastita una spedizione macho-squadrista volta a intimorire il Molino ed i suoi
frequentatori.
I due dj sono stati fermati in un luogo isolato, dove i poliziotti potessero agire indisturbati.
Durante il tentativo di fermo, i poliziotti hanno circondato l’auto e hanno puntato le pistole in faccia al conducente ed al passeggero senza alcun motivo.
Dopo di che, sono stati letteralmente strappati fuori dall’abitacolo e scaraventati prima con la faccia
al muro, poi ammanettati e “lanciati” di peso dentro la pattuglia della polizia.
Nel tragitto per andare in centrale, hanno continuato a malmenarli, a insultarli e a minacciarli perché (testuali parole) erano stati a mettere la musica “in quel posto di froci”.
Arrivati nel parcheggio sotterraneo della centrale, li hanno spogliati completamente e sono stati perquisiti. Già che c’erano, hanno aggiunto qualche altro schiaffone a quelli che avevano dato prima.
I due sono stati infine a Pambio-Noranco dove lamentandosi con alcuni agenti della polizia cantonale per il trattamento ricevuto, è stato detto loro che sostanzialmente la polizia comunale di Lugano è solita adottare questi metodi.
Questa era solo la parte finale della serata, perché non è cominciata così.
Durante l’orario di cena una pattuglia della Comunale di Lugano ha cominciato a girare attorno al Centro sociale, entrando con l’auto nel prato e puntando un faro all’interno dello spazio adibito a zona di ristorazione in cui i frequentatori del centro stavano cenando.
Questa è solo la prima provocazione della serata.
Verso le 3 del mattino, a seguito di una presunta segnalazione, un paio di “eroici” agenti dell’ordine
(sempre della polizia comunale) hanno perquisito alcuni giovani all’entrata del centro sociale senza nessuna (nemmeno apparente) motivazione valida.
Dal momento che qualche individuo ha provato a chiedere spiegazioni di tale situazione le risposte degli agenti sono state dapprima frasi molto amichevoli quali “fatti i cazzi tuoi e tornatene dentro” che sono subito diventate spintoni e aggressioni fisiche nei confronti dei loro interlocutori fino ad
estrarre i famelici manganelli.
Tutto ad un tratto un manipolo di “Rambo” accorre in supporto dei propri colleghi caricando le persone e cercando di fermarle violentemente.
Sul momento, per la sicurezza dei frequentatori dello spazio, era stato scelto di rifugiarsi all’interno del piazzale del centro sociale e di chiudere il cancello cercando di difendersi dall’aggressione ed opponendo della resistenza in modo che nessun’altro venisse malmenato.
A questo punto i poliziotti si sono radunati nei parcheggi adiacenti al centro sociale raggiunti da molti loro colleghi. La situazione di tensione e violenza si è placata ed il cancello del centro sociale è stato riaperto. Uno dei ragazzi fermati e perquisiti precendemente si è recato in direzione dei
poliziotti per richiedere la restituzione del proprio portafoglio e dei propri documenti, come risposta è stato ammanettato e caricato in auto senza che vi fosse alcuna prova di un reato commesso.
I giornali parlano di alcune denunce nei suoi confronti che in realtà sono inesistenti.
Rivendichiamo l’autogestione che abbiamo conquistato in lunghi anni di lotta come ne rivendichiamo la difesa.

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