PAGIANNUNZ DI NUOVO SOTTO ATTACCO (19 mila metri quadri di centro commerciale, 3500 mq di servizi e 10mila di residenziale) | Il ” nuovo piano Essedue ” VA FERMATO

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Si rinnova l’attacco a base di cemento e speculazione a scapito di una delle aree più simboliche per il territorio metrolombardo.

Nonostante la devastazione a colpi di ruspe e idrovore di Essedue e Contini l’area umida del Pagiannunz sta rigenerandosi lentamente, ma inesorabilmente.
Natura e mobilitazione popolare hanno dimostrato qual è la vera destinazione d’uso di quella porzione di territorio: UN PARCO GIARDINO NATURALE. Un’oasi naturale alle porte della città di Abbiategrasso. Una piccola preziosa porzione di territorio, divisa da una strada, dove l’uomo e la natura si riprendono terra e storia: da una parte un giardino comunitario e un bosco di salici; dall’altra un’area umida – habitat ideale per specie animali e vegetali anche in via d’estinzione.

Ora la proprietà alza il tiro. Dopo aver presentato un piano faraonico rigettato dall’amministrazione per la presenza dell’area umida, dopo aver cercato di prosciugare l’area umida senza riuscirci, dopo aver finto di coltivare l’area senza risultati degni di qualsiasi standard agricolo, dopo la richiesta di un nuovo piano attuativo nell’estate del 2014 rigettato di nuovo dalla giunta Arrara, dopo tutto questo consegna presso gli uffici un altro piano attuativo scellerato.

L’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso ha 90 giorni (a partire dal 7 agosto, data in cui è stata depositata la richiesta della proprietà) per dare una risposta negativa ai signori del cemento. Ci auguriamo che da parte dell’amministrazione Arrara ci sia la forza e il coraggio di fare questo, ci auguriamo un cambiamento sostanziale rispetto all’atteggiamento possibilista.

Il consueto silenzio straniante dell’assessorato Colla accompagnato dalle recenti dichiarazioni del sindaco di Abbiategrasso, dell’assessore all’urbanistica Brusati e del consigliere di maggioranza Sfondrini, secondo i quali l’area umida non esiste più e sono pronti a trattare e a valutare la possibilità di incassare 15 milioni di euro di oneri di urbanizzazione,  ci preoccupano.

Chiediamo un NO DECISO e CHIARO da parte dell’amministrazione abbiatense. Chiediamo una messa in campo di tutte le risorse tecniche, legali e politiche per bloccare questo piano di Essedue srl

Chiediamo, di nuovo, un cambio di rotta radicale dell’assessorato all’ambiente (ci vuole un nuovo assessore più competente e battagliero).

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I CEMENTIFICATORI DEL TERRITORIO DEL PARCO DEL TICINO‏

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L’estate 2015 sarà ricordata come la stagione in cui si darà il via libera alla devastazione del territorio, della biodiversità, dell’agricoltura, di parte del creato che vive oggi nel Parco del Ticino? Chi saranno i responsabili della cementificazione?

Dopo 14 anni sta per arrivare nella sede di approvazione definitiva (il CIPE) il progetto Vigevano-Malpensa che attraverserà il Parco del Ticino. Anni di lotte, ricorsi, manifestazioni e petizioni, saranno asfaltati. E con esse saranno cementificati il patrimonio naturale unico e irripetibile, il reticolo irriguo che per secoli ha alimentato le nostre campagne. Sarà compromesso il patrimonio di bellezza e unicità che è gemmato lungo le sponde del Naviglio Grande, tra Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio. Con buona pace dell’eredità e degli studi di Leonardo da Vinci, delle Ville di Delizia, dei contadini che con fatica hanno curato e preservato questa fertile terra, questa preziosa porzione, una delle poche rimaste, della mezza luna fertile che abbraccia la provincia di Milano.

Il ministro Delrio, nella sua recente visita a Vigevano in sostegno del candidato sindaco del Partito Democratico, ha fatto cadere il velo di ipocrisia degli attori che negli ultimi mesi hanno cercato di dissimulare le loro responsabilità: il Governo Renzi porterà avanti il progetto ANAS. Il sottosegretario De Caro (PD) ha confermato in sede istituzionale che si procederà come da progetto ANAS.

Ma la responsabilità politica di quanto sta per accadere non è certo da imputare al solo ministro o al sottosegretario. La responsabilità politica risiede anche e soprattutto nei rappresentanti locali presso il Parlamento della Repubblica come l’On. Prina (PD), ex sindaco di Corbetta, che ha frequentato per anni il movimento NO Tangenziale, sfilando con la fascia da sindaco, ma che evidentemente oggi abbassa la testa di fronte agli ordini di partito, e l’On. Cova (PD), che ha più volte rassicurato i cittadini di questo territorio rispetto all’inesistenza dei finanziamenti, forse solo per lisciare il pelo all’opposizione che contrasta questa opera devastante alla vigilia elettorale.

Poi, ovviamente, ci sono i sindaci di Abbiategrasso, Magenta e Robecco sul Naviglio. Arrara, Invernizzi e Barni (con le maggioranze che li sostengono) che metteranno la loro firma sull’atto di morte del nostro territorio. Anche se alcuni lo faranno nascondendo la mano.

Arrara, che oltre ad essere il sindaco di Abbiategrasso riveste anche la carica di Consigliere della Città Metropolitana, manifesta posizioni ambigue seguendo la collaudata vecchia scuola democristiana, ma nella sostanza, con atti e pareri ufficiali, certifica che Abbiategrasso la superstrada Vigevano-Malpensa la vuole.

Invernizzi, nonostante una storia amministrativa del centrosinistra Magentino di tutt’altro segno e la presenza di alcune forze politiche presenti ai cortei No Tangenziale, si limita a firmare lettere (con gli altri sindaci del SI) per chiedere alcune modifiche.

Barni, che in anni recenti, prima di diventare sindaco di Robecco, presenziava alle assemblee di Castellazzo de’ Barzi che osteggiavano il progetto ANAS, condannerà Robecco sul Naviglio ad una trasformazione drammatica, devastando con cavalcavia, svincoli e raccordi il territorio di una delle più belle perle del Naviglio Grande, portandosi in casa un mostro d’asfalto gigantesco per risolvere un problema di attraversamento che richiederebbe una semplice circonvallazione.

Tra i responsabili dello scempio imminente, accanto al PD, abbiamo i rappresentanti della “Lega Nord – Noi Con Salvini”, che urlano slogan evergreen come “padroni a casa nostra” e “giù le mani dalle nostre terre”, ma promuovono le colate di cemento sulla terra “lumbarda”. Come il governatore Maroni che recentemente ha presentato il suo piano dossier di 320 km di nuove autostrade per la Lombardia, consegnandolo al ministro Delrio alla presenza del sindaco di Vigevano Sala, fresco di rielezione con la lista la Strada verso Milano (che si ferma nella campagna di Albairate).

Infine, non si può certo dimenticare, il Parco del Ticino, con il suo presidente Beltrami, completamente silente e inadeguato nel ruolo di tutelare la riserva della biosfera UNESCO dalle minacce che a breve potrebbero concretizzarsi.

Eccoli dunque tutti gli attori responsabili della devastazione che sarà il progetto di collegamento Vigevano—Malpensa, tassello della ancor più devastante TOEM, la Tangenziale Esterna Ovest Milanese. Per chi ancora non si è reso conto di cosa cambierà e come cambierà, consigliamo un viaggio sulla TEEM e scegliere uno a caso tra i comuni attraversati da quel nastro d’asfalto.

E’ possibile fermare la mano che perpetrerà questo delitto ai danni del territorio e delle prossime generazioni? Si! Basterebbe un atto politico chiaro e pulito: stralciare il progetto dalla Legge Obiettivo e partire con un progetto di mobilità che punti su trasporto pubblico locale, sulla sistemazione delle strade esistenti e sulla risoluzione dei nodi e degli intoppi che creano code e disagi.

Chi ha il potere di farlo non ha che da decidere di farlo. Il resto sono solo chiacchiere da mestieranti ipocriti della politica. Ma le maschere di cera si stanno già sciogliendo al sole.

#NOTANGENZIALE

CAMBIAMO ABBIATEGRASSO

ECOLOGISTI DEL TICINO

ASSEMBLEA DEL 2 APRILE

SALVIAMO IL PAESAGGIO DIFENDIAMO I TERRITORI Lombardia

OFF TOPIC

ATTITUDINE NO EXPO

LA TERRA TREMA

ECO-ALBA ONLUS ALBAIRATE

RIMAFLOW

FED. NAZIONALE VERDI

LEONCAVALLO SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO

ANTISPECISTI ANTIFASCISTI MILANO

COMITATO TUTELA TERRITORIO E FONTANILI DI MILANO

ASS. INFORMAZIONE IN MOVIMENTO LEGNANO

AMICI DI CUIRONE VERGIATE – VA

ROSS@ MILANO

 SOY MENDEL

PRC MAGENTA

PARTITO COMUNISTA D’ITALIA LOMBARDIA

ASSOCIAZIONE PER IL PARCO SUD MILANO 

LISTA CIVICA RISPETTIAMO GUDO VISCONTI

SINISTRA DI SEDRIANO

L’ALTRA VIGEVANO A SINISTRA

COMITATO OCCHI APERTI DI ROZZANO

per adesioni al documento da parte di altre realtà e singoli cittadini:

cambiamoabbiategrasso@gmail.com 

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MANIFESTAZIONE DEL 28 MARZO 2015 | NO TANGENZIALE

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TAVOLO DI LAVORO
per una mobilità sostenibile dell’Ovest Milano

Sabato 28 Marzo 2015

corteo popolare a piedi, in bici e con i trattori da Albairate a Abbiategrasso

NO TANGENZIALE

COLTIVIAMO PAESAGGIO SRADICHIAMO CEMENTO

CANCELLIAMO PER SEMPRE IL PROGETTO ANAS
USCIAMO DALLA LEGGE OBIETTIVO
SI A SOLUZIONI DI MOBILITA’ CONDIVISE

Il progetto ANAS “Collegamento tra la SS n.11 – Padana Superiore – a Magenta e la tangenziale Ovest di Milano” inglobato nella Legge 443/2001, più nota come Legge Obiettivo, si avvia a compiere 14 anni. Merita una particolare attenzione approfondire quella che, con grandissima enfasi, era stata presentata come la soluzione per il rilancio
infrastrutturale del Paese attraverso il “superamento di particolarismi e localismi esasperati”.

L’intervento si configura come prosecuzione della Malpensa-Boffalora/A4 e, nell’ambito dei collegamenti per Malpensa, si pone come asse viario esterno alla tangenziale Ovest di Milano finalizzato a favorire i collegamenti tra Milano, l’Ovest Milanese e la A4 in corrispondenza della superstrada Malpensa-Boffalora. Il Progetto si divide in 3 tratte:

Tratta A: da Magenta ad Albairate;
Tratta B: da Albairate a Milano (collegamento con la tangenziale Ovest);
Tratta C: da Albairate a Vigevano (variante di Abbiategrasso e adeguamento in sede fino al nuovo Ponte sul Fiume Ticino).

A seguito della riduzione di 65 milioni di euro operata dal Ministero delle Infrastrutture e il venir meno di risorse previste dalla Regione Lombardia, i finanziamenti disponibili per l’intervento sono scesi da 281 milioni a 212,8 milioni. Ciò ha comportato a metà del 2013 il riavvio da parte di ANAS della progettazione definitiva di uno stralcio funzionale dell’opera (Tratta A e Tratta C) che deve essere inviata al Ministero delle Infrastrutture per l’approvazione del CIPE.

Ad oggi non abbiamo traccia di dove sia il Progetto Stralcio Funzionale e non c’è più traccia neanche del finanziamento di 212,8 milioni. Il solo pregio che ha avuto la Legge Obiettivo ed il Progetto Anas è stato quello di connettere progettualità virtuose nei nostri territori, persone diverse che nei vari ambiti hanno lavorato per mantenere vive le caratteristiche delle Terre dei Navigli. Nel settore agricolo, ma anche in quello artigianale e amministrativo dei Comuni sensibili alla difesa dei Beni Comuni si è lavorato, fianco a fianco con tante associazioni, con i comitati e le forze politiche per far sì che la nostra terra non venisse snaturata e omologata al ruolo di periferia della grande metropoli.

La trasmissione di Presa Diretta andata in onda su Rai 3 domenica 15 Febbraio ha messo in luce le enormi contraddizioni tra il tema Nutrire il pianeta e l’enorme consumo di suolo agricolo che una distorta interpretazione di Expo ha indotto; le immagini della Teem e il destino segnato di una terra fertile e produttiva non possono non lasciare traccia anche nei più accesi sostenitori delle infrastrutture stradali come veicolo di sviluppo e di ricchezza.

L’intento è ancora una volta quello di informare, proporre alternative e invitare al dialogo enti e istituzioni per trovare soluzioni sostenibili e condivise proponendo il seguente percorso:

- cancellazione del progetto ANAS
- uscita dalla Legge Obiettivo
- istituzione di un tavolo di lavoro tra i comuni del territorio per definire un nuovo progetto di mobilità dell’ovest milanese:

> recuperando dove possibile le strade esistenti;
> potenziando e migliorando il trasporto pubblico;
> realizzando una rete di piste ciclabili di interconnessione tra i Comuni;

i Sindaci e i Cittadini dell’Ovest Milano hanno il diritto di essere informati su quanto sta accadendo nel loro territorio. I Sindaci e i Cittadini hanno il diritto di decidere il futuro del proprio territorio. In Lombardia e in Italia sono troppe le opere inutili e i soldi sprecati o peggio intercettati dalle organizzazioni malavitose. Cemento e asfalto che impattano sui territori peggiorano la qualità dell’aria e della vita dei Comuni coinvolti.

Quello che è avvenuto con Brebemi, Pedemontana, Teem e tutta l’urbanizzazione che Expo sta producendo sono uno
tsunami da fermare. Con le 14.000 firme raccolte a suo tempo, i vari ricorsi al TAR, la petizione depositata presso l’Unione europea, vi aspettiamo per la

MANIFESTAZIONE PUBBLICA 28 MARZO

Concentramento ore 9.00 in Piazza del Mercato ad Albairate (MI)

 

 

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La giunta Arrara dice NO al centro commerciale, ma dice SI a piccole struttere commerciali, cineteatro e altro cemento

PAGIANNUNZ. La giunta di Abbiategrasso ha deciso di non adottare anche la seconda proposta di piano attuativo presentata dal legale rappresentante della società Essedue poichè non conforme agli strumenti urbanistici vigenti. La richiesta della proprietà è di realizzare due strutture medie per complessivi 4.000 metri quadrati, più una grande struttura di vendita di 15mila metri quadrati. La giunta Arrara rigetta il piano, ma apre ad Essedue la disponibilità a discutere la costruzione di una piccola area commerciale, strutture sportive,culturali, un cinemateatro…Questa apertura, a nostro avviso, è rischiosa per il futuro di quell’area che rischia di essere cementificata. L’abbiamo sempre detto e lo ribadiamo con forza, natura e mobilitazione popolare hanno dimostrato qual è la vera destinazione d’uso di quella porzione di territorio: UN PARCO GIARDINO NATURALE. Un’oasi naturale alle porte della città di Abbiategrasso. Una piccola preziosa porzione di territorio, divisa da una strada, dove l’uomo e la natura si riprendono terra e storia: da una parte un orto giardino comunitario e un bosco di salici; dall’altra un’area umida – habitat ideale per specie animali e vegetali anche in via d’estinzione. IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA!

Assemblea del 2 Aprile per la Difesa del Territorio

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NO A QUALSIASI PROGETTO di TANGENZIALE

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All’assemblea pubblica di venerdì 19 settembre sulla grande opera Vigevano-Abbiategrasso-Magenta, a parer nostro, oltre al solito teatrino politico e alla messa in scena dal 90% delle istituzioni presenti, una cosa importante è emersa ben chiara dagli interventi dell’assesore Regionale leghista Garavaglia: ” la strada la facciamo perchè l’amministrazione di Abbiategrasso è favorevole. Se ci sarà un parere sfavorevole di Abbiategrasso la tangenziale non la faremo e non forzeremo con la legge obbiettivo”.Quindi la questione, politicamente e strategicamente, è semplice : BISOGNA CHE L’AMMINISTRAZIONE DI ABBIATEGRASSO PRENDA UNA POSIZIONE CHIARA CONTRO LA TANGENZIALE. In ogni caso, anche se la regione spinge per realizzare il progetto, sarà difficile per il partito del cemento oltrepassare un movimento deciso, unito, insieme alle amministrazioni, con una posizione determinata per il NO A QUALSIASI PROGETTO DI STRADA.

Solo così c’è la possibilità di fermare il mostro di asfalto e cemento. Il resto, a parer nostro, è roba vecchia (e decadente), scambio di favori, fumo negli occhi e interessi personali. Ci auguriamo pressioni determinate e senza sconti da parte dei movimenti, dei sindacati agricoli e dalle opposizioni sedute in consiglio. Pressioni senza sconti alla giunta Arrara. Sconti che spesso fanno i conti con altre questioni discusse e concertate in altre sedi, non pubbliche.

Fino ad oggi la posizione dell’amministrazione Abbiatense è una posizione mascherata da poca chiarezza e dal temporeggiare in attesa “di un nuovo progetto “(che doveva arrivare a maggio, poi ad Agosto e venerdì l’assssore Garavaglia ha detto che arriva a Novembre!)

Il Sindaco Arrara ha dichiarato che aspetta il progetto definitivo per dire la sua e aprire un confronto con la città, ma il nostro sindaco non ha forse calcolato che una volta che arriva il progetto i margini di revisione sono risicatissimi.

Di fatto, questa posizione, è un SI al collegamento Vigevano-Magenta con “un nuovo progetto infrastrutturale”.

In questo quadro, che apre comunque un’occasione e una responsabilità, ci sembra pericoloso “il comitato del forse e del parliamone”. Sembrerebbe crescere l’idea che la super strada va bene se poco impattante, con incroci a raso o altre mitigazioni. L’abbiamo detto e lo ribadiamo : IL COMITATO DEL FORSE è quello più pericoloso. E’ quello che puo’ consentire la realizzazione di quest’opera.

A tal proposito non ci risulta chiara l’apertura del Sindaco di Albairate Pioltini che si dichiara né per il SI né per il No e invita al dialogo le due posizioni.

A nostro avviso fare un’apertura del genere ci sembra un errore strategico. L’unico tavolo a cui i sindaci devono andare è quello della riqualificazione dell’esistente. Ma forse è questo quello che intendeva Pioltini e noi ci siamo sbagliati. Attendiamo un chiarimento e un ritorno del sindaco di Albarate a un NO deciso accantonando l’infelice uscita “né per il si, né per il no”.

NO TANGENZIALE | NO A QUALSIASI PROGETTO di TANGENZIALE.
Chiediamo che le risorse economiche pubbliche siano utilizzate per riqualificare le strade esistenti, per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare moderno, per superare la crisi economica e sociale crescente.

Invitiamo i movimenti e i comitati a portare il NO TANGENZIALE malpensa-magenta-abbiategarsso- vigevano a Milano l’11 ottobre al CORTEO NO GRANDI OPERE | NO EXPO 2015

L’Assemblea del 2 Aprile per la Difesa del Territorio

 

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PAGIANNUNZ DI NUOVO SOTTO ATTACCO | FERMIAMO SUBITO il ” nuovo piano Essedue”‏‏

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Abbiategrasso, 25 km da Milano

Abbiamo appreso dai giornali che l’immobiliare Essedue srl ha presentato al Comune di Abbiategrasso una nuova richiesta di un piano attuativo sui terreni del Pagiannunz (Parco Giardino dell’ Annunciata).
I palazzinari vorrebbero realizzare 15 mila metri quadri di centro commerciale e altri 5 mila di negozi e residenziale.
Si rinnova l’attacco a base di cemento e speculazione a scapito di una delle aree più simboliche per il territorio metrolombardo.

Nonostante le continue incursioni distruttive di Essedue e Contini l’area umida del Pagiannunz sta rigenerandosi in modo sorprendente.

Rinvigorito dalle piogge continue e da oltre un anno di battaglie dal basso: cortei, presidi, turni a protezione dell’area, un rigenerarsi di socialità, comunicazione nazionale, studi, ricerche, rilevamenti.

Natura e la mobilitazione popolare hanno dimostrato qual è la vera destinazione d’uso di quella porzione di territorio: UN PARCO GIARDINO NATURALE. Un’oasi naturale alle porte della città di Abbiategrasso. Una piccola preziosa porzione di territorio, divisa da una strada, dove l’uomo e la natura si riprendono terra e storia: da una parte un orto giardino comunitario e un bosco di salici; dall’altra un’area umida – habitat ideale per specie animali e vegetali anche in via d’estinzione.

Ora la proprietà alza il tiro. Dopo aver presentato un piano faraonico rigettato dall’amministrazione per la presenza dell’area umida, dopo aver cercato di prosciugare l’area umida senza riuscirci, dopo aver finto di coltivare l’area senza risultati degni di qualsiasi standard agricolo, dopo tutto questo consegna presso gli uffici un altro piano attuativo scellerato. Essedue srl vuole acquisire il via libera alla devastazione prima della revisione del PGT.

Nel corso di un anno e più cittadini/e, associazioni locali e non, numerosi/e compagni/e anche da altre città hanno scelto di mettersi in gioco per impedire che una devastante colata di cemento potesse cancellare una porzione di territorio così di pregio. Siamo certi che continueranno a battersi per impedire il “nuovo piano Essedue”. Ma oggi più che mai chiediamo che siano le istituzioni a giocare un ruolo decisivo e coraggioso.

L’Amministrazione Comunale di Abbiategrasso ha 90 giorni per dare una risposta negativa ai signori del cemento. Ci auguriamo che da parte dell’amministrazione Arrara ci sia la forza e il coraggio di fare questo, ci auguriamo un cambiamento sostanziale rispetto all’atteggiamento degli ultimi mesi.

Il silenzio straniante dell’assessorato Colla accompagnato dalle recenti dichiarazioni del sindaco di Abbiategrasso, Arrara, secondo il quale l’area umida non esiste più.

Chiediamo un cambio di rotta radicale dell’assessorato all’ambiente (ci vuole un nuovo assessore più competente e battagliero).

Al Sindaco Arrara consigliamo di infilarsi gli stivali e di andar a verificare di persona lo stato dell’area umida che nonostante i tentativi di prosciugamento con ruspe, trattori e pompe continua a pulsare di vita.

SARA’ UN AUTUNNO UMIDO

NO TANGENZIALE

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA!

L’assemblea del 2 aprile per la difesa del territorio

 

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GRANDI OPERE e MEGAEVENTI | LIBERIAMOCENE | 11 e 12 ottobre 2014 Milano

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Le cronache e le inchieste delle ultime settimane hanno rivelato un quadro di corruzione e malaffare che lega tra loro mega-eventi e grandi opere, da Expo al TAV, passando per Mose e la ricostruzione post sisma de L’Aquila.
Le lotte territoriali e i movimenti non hanno avuto bisogno dei tribunali per svelare questo legame, da anni denunciamo che dietro questi grandi progetti che devastano i territori che attraversano e drenano risorse dalle casse dello Stato, esiste un filo comune di logiche e soggetti che speculano e guadagnano.

Nonostante le evidenze, la macchina va avanti, ineluttabile destino che prescinde dalla volontà politica. Ed ecco come per magia che spuntano commissari speciali e leggi ad hoc, mentre qualche testa salta. Ma come sempre l’incantesimo svanisce e tutto torna come prima, criminalizzazione e repressione delle lotte comprese.

Milano, proiettata verso Expo2015, è l’esempio di questo.

L’impotenza del supercommissario Cantone e del sindaco Pisapia di fronte a quanto accade sono segnali chiari: i lavori della via d’acqua ancora appaltati alla corrotta Maltauro sono pronti a ripartire nelle periferie ovest di Milano e stanno scatenando le nuove reazioni dei comitati No Canal. Proteste e blocchi contrastano la costruzioni di nuove inutili autostrade e superstrade previste per Expo, secondo un modello di mobilità che ha già consumato milioni di mq di aree agricole e parchi di cintura attorno a Milano e che sembra non avere fine.

Le migliaia di posti di lavoro promessi si sono tradotti per lo più in stage sotto pagati e volontariato, ossia lavoro a gratis, sfruttamento. Con sempre più decisione, però, cresce nel mondo del lavoro precario, esterno e interno, alla confederazione Cgil-Cisl-Uil e nel mondo studentesco l’opposizione agli accordi su volontariato e lavoro, firmati tra i sindacati ed Expo Spa.

In una Milano sempre più da consumare e meno da vivere, vengono sgomberati a colpi di manganelli spazi occupati della città e abitazioni, esperienze di autogestione e riappropriazione nate per soddisfare quei bisogni che una città abbandonata a pavidi imprenditori non considera degni e a cui risponde con la repressione e l’immaginario della città vetrina (Eataly, Porta Vittoria, Expo).

Allo stesso modo i megaeventi diventano i canali comunicativi favoriti per riaffermare la dicotomia di genere, funzionale ad un sistema di crisi. Si normalizzano corpi, identità, favolosità, al solo scopo di creare fette di mercato “pink”, invece che decostruire ruoli ed identità statiche. Attraverso l’istituzionalizzazione di una gay street in via Sammartini a Milano, viene strumentalizzata la presenza di soggetti lgbtq per coprire con il pinkwashing il disegno comunale di pulizia della città, pensando che aprire le porte al turismo omosessuale ricco, maschile e bianco possa essere sufficiente.

Il modello per cui grandi opere ed eventi agiscono è lo stesso e mira all’arricchimento di pochi, a scapito di una collettività varia e molteplice: la corruzione dietro agli appalti, la speculazione sui terreni, l’incontrollabilità del settore edilizio come bacino di arricchimento, gentrificazione di interi quartieri e cementificazione di parchi ed aree agricole sono gli ingredienti che alimentano quel filo comune che lega Expo e Tav, Expo e Mose, Muos e Dal Molin.

Sarebbe ingenuo, quindi, non vedere che questo legame ne sottende un altro: quello della repressione contro ogni forma di dissenso rispetto a queste maxioperazioni. I recenti arresti di tre compagni di Milano incarcerati con pesanti accuse, in continuità con quelli del 9 dicembre scorso e in concomitanza con l’offensiva estiva del movimento NoTav; i provvedimenti repressivi attuati contro centinaia di attivisti del movimento per il diritto all’abitare: tutti questi sono segnali che, tristemente, ne costituiscono ulteriore conferma. Assistiamo ad una tensione sempre crescente sul piano sociale e politico che è solo l’anticipo di quello che sarà l’autunno a livello nazionale. Ci troveremo infatti nel pieno del semestre italiano di presidenza Ue, le riforme autoritarie e liberiste del governo Renzi saranno in fase di realizzazione e a Milano comincerà la volata finale verso i sei mesi di Expo che si inaugurerà il 1° Maggio 2015. Il capoluogo lombardo diventerà, nostro malgrado, capitale italiana ed internazionale dello “sviluppo”, con il suo corollario di ricette e soluzioni per uscire dalla crisi: Expo2015 dovrebbe rappresentare tutto questo, un enorme contenitore dove c’è spazio per tutti e la cui modernità riguarda tutti. Ma noi abbiamo da tempo imparato a riconoscere e smascherare le menzogne, leggendo dietro gli slogan e la propaganda la continuità di quelle politiche economiche e sociali e di austerity che sventrano territori, privatizzano l’esistente, precarizzano vite, sfrattano corpi negando possibilità alternative di governo del territorio, risparmiano sul costo del lavoro e azzerano lo stato sociale.

La sintesi del nuovo modello di società che ci aspetta si regge su tre pilastri: debito, cemento e precarietà in quantità sempre crescenti, e di questo Expo e le grandi opere diventano volano e simbolo, attraverso l’utilizzo di risorse pubbliche per profitti privati.

Non solo. Cresce la consapevolezza che dietro lo slogan vuoto “nutrire il pianeta” si confermino quelle politiche agroalimentari che negano accesso al cibo e all’acqua, impongono OGM e modelli alimentari utili solo alle multinazionali, tra i primi sponsor dei sei mesi dell’evento Expo 2015.

Un altro dei maggiori finanziatori del mega-evento mostra in questi ultimi giorni il suo vero volto: lo Stato israeliano, che da settimane bombarda e devasta Gaza facendo strage della sua popolazione. Pensiamo che non sia un caso che usi ogni mezzo, apparato e utile occasioni per mistificare la sua natura di Stato occupante e terrorista, in affari con governi ed istituzioni incapaci di imporre alternative alla distruzione/allo sterminio di un popolo.

L’anno che è appena trascorso ha segnato una crescita importante per il movimento NoExpo e in generale per i movimenti sociali di opposizione, non solo per i passi in avanti realizzati, ma soprattutto per la consapevolezza e la capacità di iniziativa di quelle fasce sociali sempre più colpite ed escluse. Smontare e rompere il meccanismo di Expo è un’altra importante tappa cui tutti sono chiamati, proprio per il carattere nazionale dei processi che Expo nasconde: la devastazione, il saccheggio e l’impoverimento dei territori. Ci rivolgiamo a tutti i movimenti, i comitati e i singoli, a chi resiste e a quelli che vogliono costruire una nuova ‘equonomia’ capace di riportare al centro i bisogni delle persone e di fermare la crescente disuguaglianza sociale, per ricomporre le molteplici lotte e costruire insieme un’azione ancora più efficace.

Vogliamo avviare un percorso che porti al 1° maggio 2015 e che vada oltre, lasciando il segno, perchè Expo arriva, devasta e passa, mentre noi viviamo e presidiamo in modo permanente il territorio valorizzandolo con pratiche, partecipazione e alternative concrete.

Sensibili all’agenda politica discussa e uscita negli incontri nazionali tenutisi in ValSusa in queste settimane, i soggetti e le realtà della Rete Attitudine NoExpo hanno deciso di avviare la settimana comune di iniziative con l’appello per una due giorni di mobilitazione contro Expo a Milano, partecipando con lo spezzone territoriale NoExpo al corteo che si terrà il successivo sabato 18 ottobre,nell’ambito della giornata nazionale dei territori resistenti “Stop Evictions – Take the city”.

In particolare convochiamo per sabato 11 ottobre un corteo a Milano, corteo a cui invitiamo tutti i compagni, gruppi,comitati, collettivi,realtà e percorsi vicini alla battaglia politica contro Expo2015 e che in vario modo si sono intrecciati con essa in questi anni, contaminandosi e contaminandola, dentro e oltre la metropoli.
Al corteo di sabato seguiranno domenica 12 ottobre due iniziative: assemblea di incontro, discussione e dibattito per decidere e avviare insieme le fasi della mobilitazione verso il 1° maggio 2015 e nei sei mesi del mega-evento; il secondo incontro sarà su “sovranità alimentare e sovranità sociale dei territori” a RiMaflow.Vogliamo ribadire in questo modo che la mobilitazione non finisce il 1° maggio néil 31 ottobre (data di fine dell’Esposizione), ma si pone l’obiettivo di valorizzare, sedimentare e portare avanti le diverse lotte per il Diritto alla Città contro e oltre Expo.

I compagni e le compagne della Rete Attitudine NoExpo

per info: noexpo@autistici.org

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Il Pagiannunz di Roma: “Parco subito, lago per tutti e cemento per nessuno!”

Un evento speciale dedicato al lago della Snia, il primo lago naturale di Roma, l’unico di acqua risorgiva, un lago nato lì dove c’era la fabbrica della Viscosa, in mezzo ai palazzi di via Prenestina e via Portonaccio, dove i costruttori venti anni fa truccarono le carte, cambiando la destinazione dell’area da non edificabile a edificabile e cercando di realizzare un grande centro commerciale. Ma questa volta i palazzinari di Roma hanno trovato una resistenza inaspettata, la natura si è ribellata, durante gli scavi, quando già erano pronti tre piani sotto il livello della terra e tre piani sopra ecco che le ruspe colpiscono la falda di un fiume sotterraneo, un fiume che porta l’acqua bulicante, famosa a Roma, che dopo una lunga battaglia contro le ruspe riesce a formare un lago di 10.000 metri quadrati con la nascita di migliaia di piante creando un nuovo ecosistema con la presenza di uccelli e animali dell’acqua che diventano il nuovo polmone di una zona ad alta densità di popolazione e altissimo tasso di inquinamento. Tutti gli abitanti dei quartieri intorno alla zona hanno amato subito il lago e ne hanno fatto una battaglia per farlo vivere e diventare pubblico: “Parco subito, lago per tutti e cemento per nessuno!” risuona per le strade ormai da dieci anni.
Il 14 agosto scade il termine dell’esproprio per realizzare il parco desiderato. Ora il sindaco di Roma Marino deve decidere cosa fare: dare il lago alla città, facendo vincere la Roma viva, naturale e meticcia, la Roma del futuro o ucciderlo per fare posto a 4 grattacieli come vuole il costruttore proprietario della zona.
E’ una storia bellissima di resistenza e nuovo ecosistema. Questo lago dobbiamo aiutarlo a vincere perché vogliono rubarcelo, e abbiamo poco tempo.

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NO TANGENZIALE | Le peggiori tradizioni di Agosto

ANAS e SEA con la complicità di molte amministrazioni del territorio stanno procedendo nell’elaborazione di un progetto che probabilmente verrà presentato in piena estate ( ad agosto come nelle migliori delle tradizioni- il mese delle porcate) . Il progetto è l’ennesima inutile colata di cemento e asfalto che devasterà il territorio che attraverserà, non solo da un punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista economico e sociale. La costruzione di una tangenziale-super strada dal PONTE DI VIGEVANO a MAGENTA è una vergogna. Dal Governatore Maroni al sindaco di Vigevano financo al sindaco Arrara di Abbiategrasso si sono spesi (ognuno focalizzandosi sui propri interessi particolari) per cercare di dare sostanza progettuale a questo sciagurato progetto. Nientemeno ad Abbiategrasso si è anche costruito un fantomatico comitato del Sì tangenziale: presidente Castoldi (BCS,imprenditore) e primi firmatari Ceretti, Fossati e Albetti (gli ultimi tre sindaci di Abbiategrasso). Chiediamo che questo progetto venga fermato immediatamente e che le risorse economiche vengano utilizzate altrove. Per migliorare radicalmente la linea ferroviaria Milano-Mortara e per modernizzare la strada provinciale Milano-Baggio.
Chiediamo che le risorse economiche pubbliche
siano utilizzate per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare
moderno, per superare la crisi economica e sociale crescenteNO TANGENZIALE | IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | IL TERRITORIO e’ DI CHI LO ABITA E NON DI CHI LO VUOLE DISTRUGGERE DALL’ALTO con POLITICHE DEVASTATRICI

Le cittadine e i cittadini dell’ASSEMBLEA DEL 2 APRILE

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3 luglio 2014: resoconto incontro Comitati in Regione Lombardia

In data 3 luglio 2014, presso gli uffici tecnici del settore Viabilità e Traffico di Regione Lombardia si è tenuto un incontro informativo sullo stato di fatto del progetto ANAS relativo alla superstrada che coinvolge il territorio dell’abbiatense/magentino.
L’incontro è stato realizzato grazie ai buoni uffici del consigliere regionale Stefano Buffagni, del Movimento 5 Stelle, e ha avuto come interlocutori l’ing. Aldo Colombo di Regione Lombardia, i rappresentanti dei Comitati No Tangenziale, i sindaci e gli amministratori di Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Ozzero, Robecco sul Naviglio e Cusago.
L’incontro è stato estremamente interessante poiché il tecnico regionale ha chiarito in modo esaustivo lo stato di fatto e i termini del “PROGETTO”della Regione.
Viene confermato che ANAS e SEA stanno procedendo a uno “stralcio funzionale” del vecchio progetto ANAS del 2009. Lo stralcio consiste nell’eliminazione della tratta ALBAIRATE – TANGENZIALE OVEST MILANO, mentre rimane identico nel tracciato e nella tipologia di costruzione stradale nella tratta che va dal PONTE DI VIGEVANO a MAGENTA.
Potrebbero esserci degli interventi minimali o piccole modifiche non significative al progetto originario, poiché modifiche sostanziali dovrebbero ripercorrere tutta la trafila della Valutazione di Impatto Ambientale e Strategica (VIA + VAS) e riportare il progetto al punto di partenza.
Il tecnico ha ipotizzato che il progetto potrebbe essere presentato a fine agosto o nel corso del mese di settembre. A quel punto l’assessore regionale convocherà le amministrazioni comunali e le istituzioni interessate per presentare il nuovo progetto, sul quale però non potranno però intervenire in modo significativo.
Si prevede che le gare d’appalto verranno espletate entro il 2015, mentre i cantieri potrebbero partire nella seconda metà del 2016.
ANAS si sarebbe impegnata a realizzare l’opera con circa 212-220 milioni di Euro.
La considerazione dei Comitati No Tangenziale è che i fondi a disposizione, considerato il preventivo risalente al 2009, non basteranno a completare l’opera o costringeranno l’Impresa a lavorare in economia e a non realizzare tutte le prescrizioni e mitigazioni ambientali previste per la realizzazione del progetto.
Questo incontro è servito a chiarire in modo definitivo che le varie dichiarazioni rilasciate in questi anni dalle amministrazioni pro-superstrada, in merito alla realizzazione di un’opera “ambientalmente sostenibile”, erano pura fantasia non supportata da fatti.
Il fatto è che si tratta del vecchio famigerato progetto ANAS da cui è stata eliminata la tratta da Albairate a Baggio.

Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano.

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3 luglio 2014: comunicato del Comitato NoTangenziale

Con il voto contrario alla mozione presentata in Consiglio Comunale il 23 giugno, dal gruppo Cambiamo Abbiategrasso, che proponeva la revoca del parere favorevole al progetto Anas votato all’unanimità nel maggio del 2009, il Consiglio Comunale di Abbiategrasso torna a esprimersi sull’argomento e lo fa in maniera inequivocabile.
Eppure gli assessori Brusati e Colla, interpellati e sollecitati a esprimersi nei mesi scorsi durante le assemblee organizzate dal Comitato No Tangenziale o in sede di tavoli di lavoro per la revisione del pgt, descrivevano scenari di dibattito interno alla maggioranza e alla giunta, dove niente era stato deciso.
Così come nei giorni di presentazione del lavoro di KCity, dove la città era stata coinvolta a esprimere un modello futuro da cui ripartire, le parole ricorrenti erano città neo-rurale, sostenibilità, piste ciclabili, cultura. Evidentemente i sostenitori del sì hanno convinto tutti (o quasi tutti visti gli esiti della votazione nel consiglio comunale, dove un esponente del PD, Paolo Porati, è uscito dall’aula), che quell’infrastruttura porterà sicurezza nelle strade, riduzione delle polveri e lavoro, contribuendo a difendere il territorio e l’ambiente.
Come se nelle tangenziali a due corsie per senso di marcia non si morisse di velocità e imprudenza. Si omette, poi, che il collegamento con l’A4 veicolerà nuovo traffico, di auto e di TIR, specie se la tratta sarà gratuita; e cosa dire del fatto che questo progetto, disegnato da nord a sud, potrebbe diventare il primo tratto di quell’idea di Tangenziale Esterna che a est di Milano ha già consumato campagne, boschi e territori? Infine, perché non si dice che attorno alle strade inevitabilmente sorgono complessi commerciali che uccidono il commercio locale e alimentano forme di lavoro precario?
Con il voto contrario, questo Consiglio Comunale, come quelli precedenti, dimostra di non avere a cuore le decine di ettari di territorio fertile su cui l’agricoltura locale sta investendo.
Quella votazione ha finalmente chiarito schieramenti e posizioni. Il programma elettorale a cui l’Amministrazione si appella, in realtà è un sì a tutti gli effetti al progetto Anas che non è strutturata per costruire innocue strade locali ma superstrade. È grave che i consiglieri e gli assessori possano dare il loro assenso a un progetto che non potranno in alcun modo controllare e decidere.
Il Comitato No Tangenziale, per l’ennesima volta, come già fatto nel corso di tutti questi anni, chiede di accantonare questo progetto per poter finalmente discutere serenamente dei problemi di viabilità che conosciamo e non abbiamo mai inteso sottovalutare.

Comitato NoTangenziale Abbiategrasso

 

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PAGIANNUNZ: LA NATURA DELLE COSE

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Abbiategrasso ha uno storico e importante imprenditore, l’ingegner Castoldi, presidente della storica e importante azienda BCS. L’ingegner Castoldi in queste settimane si è esposto a favore della tangenziale Vigevano-Albairate e ha messo in discussione il valore simbolico e reale del Pagiannunz.
L’ingegner Castoldi ha fatto a questo proposito un appello “al senso di correttezza, alla verità”.
Nei tempi opportuni avremo modo di intervenire sulla questione tangenziale dicendo subito solo una cosa: questa inutile colata di cemento e asfalto devasterà questo territorio non solo da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale.

Sulla questione Pagiannunz proviamo invece a raccogliere l’appello al senso di correttezza e verità dell’ingegnere adoperandoci nell’esporre in modo oggettivo alcune questioni per noi importanti. Cercheremo quindi di correggere alcune delle inesattezze tecniche apparse sull’ultimo numero del settimanale “Ordine&Libertà”.
Per correttezza e verità partiamo da due punti:

Il primo. La risposta alla domanda che l’ingegner Castoldi pone ai Comitati. L’ingegnere chiede: “non sarà mica che i comitati vogliono difendere l’area umida per impedire la costruzione del centro commerciale?” La risposta è sì, certo. Difendiamo l’area umida perché siamo contrari a qualsiasi progetto immobiliare sul Pagiannunz sia questo un centro commerciale, un residenziale, sia logistica, capannoni, multisala, commerciale.

Il secondo. Per amor di correttezza e verità il Presidente Castoldi dovrebbe dire che una parte dei terreni del Pagiannunz appartiene alla BCS e che una delle idee del gruppo BCS è proprio costruire dei capannoni per ospitare terziario, artigianato e commercio.

Quindi per amor di correttezza e verità riteniamo plausibile esplicitare questa domanda: Non è che il presidente della BCS dice che l’area umida non ha nessun valore ambientale, paesaggistico e sociale perché non vuole avere vincoli che ostacolerebbero la costruzione di centri commerciali, capannoni, case e cemento sui terreni di proprietà della BCS?

Per amor di correttezza e verità veniamo a riproporre altre dichiarazioni di questi giorni a cui (contrariamente per quanto avvenuto per le esternazioni del Castoldi ingegnere) è stata riservata poca visibilità o ne è stato travisato il senso nonostante l’importanza.
Il responsabile della roggia Cardinala, Ettore Perini, con una nota alla stampa ha smentito categoricamente le dichiarazioni dell’avvocato della proprietà Essedue srl e tutti coloro che la pensano come lui. Perini scrive in modo chiaro che sono stati fatti degli atti illegittimi per prosciugare l’area umida. Perini dice una cosa corretta e di valore, il suo è un parere tecnico e professionale (chi meglio di lui conosce la Cardinala!?!), perché le sue dichiarazioni potrebbero mettere in discussione la sentenza del TAR (qua dovrebbe essere l’amministrazione a prendere la palla al balzo) e soprattutto perché queste dichiarazioni confermano quello che da oltre un anno sostengono i comitati.
Prima di queste dichiarazioni si dava per scontato (soprattutto per la stampa e per i tribunali) che Contini NON aveva fatto atti illegittimi per far defluire l’acqua e che i suoi interventi fossero agricoli. Ora arriva il responsabile della Cardinala e dice chiaramente da un punto di vista tecnico e di responsabilità che gli interventi dell‘ESSEDUE srl su quell’area SONO ILLEGITTIMI: “sono state create delle incisioni negli argini (senza il consenso dei responsabili della Cardinala) per prosciugare l’area umida del Pagiannunz.”
Siamo consapevoli che ci voglia molto coraggio e un supporto politico per approfondire e dare concretezza alle dichiarazioni del responsabile della roggia Cardinala. Dichiarazioni, lo ribadiamo, che hanno una rilevanza importante giuridicamente, civilmente e socialmente. Sappiamo che è molto difficile affrontare tali responsabilità. L’esseduesrl gli abbiatensi hanno imparato a conoscerla… per questo esprimiamo massimo rispetto e stima per il signor Perini.
Nel frattanto Contini continua a fare canali di scolo e triturare nell’area umida, ma non riesce nonostante i mezzi tecnici a disposizione, dopo un anno, ad averla vinta sulla natura.

Sì perché nonostante tutto l’area si rigenera, è viva, è ancora umida.

Infine veniamo all’articolo apparso sulla Libertà di questa settimana. Articolo che contiene inesattezze tecniche, storiche e geologiche.
Nell’articolo si dà per scontato che quella sia un’area destinata ad attività agricola senza far distinzioni su che tipo di attività agricola. È ormai assodato che l’agricoltura non sia un bene di per sé. È stato già già detto e lo ribadiamo: l’agricoltura che Contini sta facendo nei terreni del Pagiannunz è l’agroindustria peggiore che si possa fare. L’agroindustria è un processo produttivo che ha cancellato parecchie feconde specificità contadine avvelenando i terreni e compromettendo la biodiversità dei singoli territori nel pianeta e favorendo irrimediabilmente il degrado ambientale.
L’agroindustria effettuata nei terreni dell’Essedue srl è fatta di sorgo e mais per biomasse: agroindustria che non produce cibo per l’alimentazione umana e nemmeno valorizza le specificità esistenti o potenziali dell’agricoltura abbiatense.
Nell’articolo inoltre si dà enfasi alla NON naturalità dell’area umida del Pagiannunz alludendo ad una presunta artificialità dell’area. Questa tesi è a nostro avviso fuorviante dalla questione Pagiannunz e piena di malintesi grossolani.
L’agricoltura è il primo intervento urbanistico che ha cambiato il paesaggio e la natura dei luoghi. Per i primi sei milioni di anni dell’esistenza ominide la società fu organizzata intorno alla caccia e alla raccolta, poi arrivò l’orticoltura e infine l’agricoltura contadina. L’agroindustria meccanica (coi trattori, le ruspe, i trattamenti chimici e le monocolture) è cosa recentissima- del ’900- nella storia dell’uomo. Oggi abbiamo anche la bioingegneria.
Veniamo all’area umida. In quella specifica porzione di territorio se l’uomo NON interviene con mezzi meccanici si crea naturalmente un’area umida (grazie alle acque delle roggie , della falda e delle piogge. Acqua, lo spiegano anche nelle scuole, che è trattenuta dal terreno tipicamente padano argilloso e poco filtrante). Se l’uomo interviene con trattori, ruspe e benne (facendo canali di scolo, arando, posizionando montagne di terra) l’area umida NON si crea.
La domanda che giriamo alla cittadinanza è dunque: quale delle due situazioni è artificiale e quale è naturale?

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA. NO ALLA TANGENZIALE

L’assemblea del 2 aprile per la difesa del territorio

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DICHIARAZIONE IMPORTANTISSIMA DEL RESPONSABILE DELLA ROGGIA CARDINALA‏

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Relativamente all’articolo “Pagiannunz il conto lo pagano gli abbiatensi” vorrei precisare che l’allagamento dell’area non è dovuto in alcun modo allo spagliamento delle acque della roggia Cardinala semplicemente perchè il livello dei terreni circostanti è più alto, come è noto “l’acqua la va al bas”. Infatti la rottura degli argini operata ILLEGITTIMAMENTE è servita a far defluire le acque dai terreni nella roggia in modo da prosciugarli.

Ettore Perini, Responsabile della Roggia Cardinala

 

Questa dichiarazione importantissima è apparsa, nascosta tra le lettere, sulla free press “Eco della Città” senza che gli sia stata data la giusta rilevanza. E’ una dichiarazione SHOCK che smentisce le fandonie dell’avvocato Salvi e della proprietà sull’operato di Contini.
E’ probabile che questa lettera abbia anche rilevanza in sede processuale (ma poco importa). Riteniamo fondamentale far circolare questa dichiarazione e chiediamo soprattutto alle forze politiche e agli amministratori di dare visibilità a questa importantissima precisazione.
Chiediamo all’ Assessora Colla, all’Assesore Brusati, al Sindaco Arrara, al Parco del Ticino, alle Associazioni, alle forze politiche,ai comitati, ai cittadini, alla stampa e ai media di dare visibilità alle dichiarazioni del responsabile della roggia Cardinala

Assemblea del 2 aprile per la Difesa del Territorio

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ANCORA RUSPE NELL’AREA UMIDA DEL PAGIANNUNZ

ABBIATEGARSSO, 11 GIUGNO 2014
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In un momento di ripresa rigogliosa per l’area umida, le ruspe rientrano per distruggere, annientare, privare la città di una meravigliosa e viva porzione di territorio. LE ISTITUZIONI PREPOSTE DEVONO TUTELARE L’AREA splendida e fiorente in questi giorni. Che questa area naturalmente si autorigeneri, che da sola si riprenda i suoi spazi non giustifica il silenzio, l’assuefazione, la sottomissione, la remissività negli uffici, nelle case, nelle botteghe!

L’area umida DEVE ESSERE SALVAGUARDATA da tutti/e! Il Pagiannunz è vivo!

 

Comunicato della lista civica Cambiamo Abbiategrasso
Di nuovo le ruspe nell’area umida del PAGIANNUNZ
L’assessora Colla dov’è, cosa dice, cosa fa?
Stamattina le ruspe sono tornate nell’area umida del Pagiannuz.
In un momento di ripresa rigogliosa per l’area umida, splendida e fiorente in questi giorno, le ruspe rientrano per distruggere, annientare, privare la città di una meravigliosa e viva porzione di territorio.
L’allarme era stato lanciato proprio una settimana fa, dai comitati e dai cittadini: “l’area umida si sta rigenerando invitiamo soprattutto l’Amministrazione comunale di Abbiategrasso a riprovare a mettere in campo qualsiasi azione per tutelare l’area che in pochi mesi tornerà al suo splendore se Essedue srl/Contini non torneranno con le loro ruspe e trattori. Invitiamo il Parco del Ticino a prendere parola, a monitorare, a produrre ricerche. Invitiamo la Provincia, le Istituzioni e tutti i cittadini ad attivarsi per impedire la devastazione ambientale, economica e sociale. Invitiamo tutti a prendere spunto dal Pagiannunz e lottare per il proprio territorio”.
Quell’appello è caduto nel vuoto. Nessuna risposta. È rimasto inascoltato.
Perso nell’abulia della politica abbiatense.
Come gruppo consigliare Cambiamo Abbiategrasso troviamo questo silenzio grave, controproducente.
Inaccettabile che l’Assessore all’Ambiente non riesca, in questa vicenda, a mettere in campo alcuna azione per contrastare l’operato di Essedue.
Non una dichiarazione, non una conferenza stampa, non una presa di posizione, non un approfondimento.
Solo silenzio e un accanito trincerarsi dietro burocrazia e procedure cavillose.
In questi anni abbiamo imparato a conoscere il modus operandi dell’Assessore Colla, concentrata su altro, volta a rincorrere progettualità che vedono la cultura e l’assessorato di riferimento completamente slegato dall’ambiente e dal bene collettivo e comune.
L’Assessora tace non solo sul Pagiannunz, ma anche sulla minaccia del progetto di superstrada che dovrebbe collegare Vigevano ad Albairate, cancellando una buona porzione di territorio agricolo con asfalto e cemento.
L’Assessora Colla, troppo occupata a definire i particolari del progetto di Alta Cucina all’Annunciata con Cracco o forse a programmare il prossimo Tabù Festival, è sorda alle istanze di chi chiede che l’ambiente venga tutelato. Non fornisce risposte. E’ immobile, impantanata nell’oasi del Pagiannunz.
Decisi a non accettare l’evidente disinteresse, continuiamo, insieme a comitati e cittadini a
CHIEDERE CHE LE ISTITUZIONI PREPOSTE SI PREOCCUPINO DI TUTELARE L’AREA.
E ribadiamo con forza la nostra richiesta di dimissioni dell’a signora Colla, inadatta a ricoprire il ruolo di assessore all’Ambiente e alla Cultura.
Il fatto che quest’area naturalmente si autorigeneri, che da sola si riprenda i suoi spazi non giustifica il silenzio, l’assuefazione, la sottomissione, la remissività negli uffici, nelle case, nelle botteghe!
L’area umida DEVE ESSERE SALVAGUARDATA da tutti/e! Il Pagiannunz è vivo!

 

Comunicato Associazione Humus in Fabula
Ancora ruspe sull’area umida del Pagiannuz.
Gli speculatori hanno scavatori, arroganza e un’unica idea: centro commerciale.
L’amministrazione Comunale, sindaco, assessori, consiglieri comunali di maggioranza, non hanno muscoli e tanto meno idee, o così vogliono far credere. I giornali locali capicono soltanto la legge del capitale e del privilegio di pochi a scapito delle comunità. In questo vuoto assoluto è disarmante vedere lasciati soli i tantissimi cittadini che quell’area la vogliono verde e senza interventi, nemmeno agricoli, perché da anni dà rifugio alla flora e alla fauna del territorio, nel disinteresse di tutti.
Abbiategrasso sveglia o domani sei come Trezzano.

 

Comunicato Legambiente Terre di Parchi
Anche la nostra associazione non accetta più l’inerzia e il silenzio delle istituzioni. A un anno esatto dall’aggressione all’area umida, durante tutto questo tempo abbiamo dimostrato che ci sono specie e habitat da tutelare, con relazioni inoppugnabili, abbiamo documentato e denunciato, abbiamo ottenuto un vincolo di tutela assoluta e invece continua a vincere la farsa del campo agricolo coltivato da un’immobiliare, forte di una sentenza assurda del TAR che non si è brigato di credere alla vera realtà (sarebbe bastato guardare solo una qualsiasi immagine delllo stagno…) o di leggere le relazioni scientifiche… o di recepire il vincolo della Provincia che ha posto il vincolo che chiedevano anni fa il Parco del Ticino e il Corpo Forestale… E ora addirittura la richiesta di danni al Comune per un campo agricolo che non c’è mai stato né esiste tuttora. Noi andremo avanti con le denunce, senza però cadere nella trappola di alzare la posta in gioco: il prezzo di questa battaglia non devono pagarla i cittadini di Abbiategrasso ma l’immobiliare. E il Comune deve assolutamente opporsi al TAR (e non solo perché non deve pagare i danni, ma anche perché deve dimostrare di credere alle proprie ordinanze) così come deve denunciare alla Procura quanto è avvenuto oltre ad accelerare l’approvazione della variante del PGT (attrezzandosi adeguatamente di avvocati questa volta). E poi il Parco… nonostante le dichiarazioni del suo Presidente, sappiamo che può fare ancora molto. Ed ora non può più tirarsi indietro.

 

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COMUNICATO | IL PAGIANNUNZ PULSA DI VITA e NON E’ SOLO UN RICORDO

In questo anno abbondante ESSEDUE srl ha continuato ad entrare in una parte cospicua del PAGIANNUNZ (Parco Giardino dell’Annunziata), nell’area umida e in alcuni terreni circostanti, con l’obbiettivo di spianare il campo all’ennesimo progetto immobiliare (se non sarà centro commerciale sarà residenziale, se non sarà residenziale sarà logistica e capannoni oppure tutto di un po’).

Nonostante queste continue incursioni distruttive l’area umida del Pagiannunz sta rigenerandosi, in modo sorprendente.
La natura, da sola, sta dimostrando qual è la vera destinazione d’uso di quella porzione di territorio:

UN PARCO GIARDINO NATURALE.

Un’oasi naturale alle porte della città. Il Pagiannunz  appariva così, da una decina d’anni a questa parte, a chi arrivava ad Abbiategrasso, cittadina di 30mila abitanti e a 25km dalla metropoli Milano. Una piccola preziosa porzione di territorio, divisa da una strada, dove l’uomo e la natura si riprendevano la terra e la storia: da una parte un orto giardino comunitario e un bosco di salici; dall’altra un’area umida – habitat ideale per talpe, ricci, volpi, lepri, pipistrelli, germani reali, gallinelle d’acqua, aironi cenerini e bianchi, cavalieri d’Italia, nitticore, garzette, tritoni crestati e punteggiati, raganelle e rane verdi.

Un luogo simbolico, emblematico, un’area pulsante di vita.

Nonostante Contini/Essedue srl, nonostante la devastazione di ruspe, i trattori e il sorgo per le biomasse.
Sorgo per biomasse: la peggior agroindustria che non produce cibo per nutrire il pianeta e nemmeno valorizza le specificità esistenti o potenziali dell’agricoltura abbiatense, le specificità produttive e gastronomiche, discreditandone la qualità e tutto il potenziale turismo e economia. A tale proposito sarebbe interessante sapere le varietà di semi piantati in quei terreni, da quali aziende semenziere vengono acquistate (Monsanto? Bayer? Basf? Syngenta?) e quali e quanti trattamenti vengono fatti sulle coltivazioni (fitofarmaci? diserbanti chimici? dissecanti?) .

L’area umida si rigenera nonostante le panzane dell’avvocato Salvi che si ostina a raccontare in giro che è tutto secco e non ci sono specie protette. Nonostante il TAR. Nonostante i provvedimenti della provincia e dell’amministrazione inefficaci. L’AREA UMIDA del PAGIANNUNZ è tutt’altro che prosciugata e pulsa di vita.

La stampa locale ad oggi non ha voluto raccontare tutto questo e continua ad ostinarsi a non dare voce ai movimenti, ai comitati e a tutti i cittadini che continuano a difendere il territorio dal cemento, dall’asfalto e dalla speculazione. Invitiamo l’informazione locale a invertire questa tendenza, a raccontare, verificare, approfondire e valorizzare un patrimonio pubblico comune.

Invitiamo soprattutto l’Amministrazione comunale di Abbiategrasso a riprovare a mettere in campo qualsiasi azione per tutelare l’area che in pochi mesi tornerà al suo splendore se Essedue srl/Contini non torneranno con le loro ruspe e trattori. Invitiamo il Parco del Ticino a prendere parola, a monitorare, a produrre ricerche. Invitiamo la Provincia, le Istituzioni e tutti i cittadini ad attivarsi per impedire la devastazione ambientale, economica e sociale. Invitiamo tutti a prendere spunto dal Pagiannunz e lottare per il proprio territorio.

La lotta parte dal Pagiannunz e attraversa tutto il territorio, per arrivare ad affermare con forza NO ALLA TANGENZIALE

 

L’AREA UMIDA è VIVA. IL PAGIANNUNZ non SI TOCCA.

 

ASSEMBLEA DEL 2 APRILE

PER LA DIFESA DEL TERRITORIO

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Altro cemento su Abbiategrasso | Altro terreno regalato alla speculazione

Abbiategrasso (Milano).
Sulla strada per andare a Ticino.
Altra schifezza, altro cemento, altro terreno regalato alla speculazione…

basta usare un po’ di verde nelle planimetrie e tutto è piu’ bello e sostenibile…


Vedrete come saranno verdi le planimetrie della superstrada vigevano-albairate che presenteranno la giunta Arrara e vari sindaci del “si mitigato”

 

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IL PAGIANNUNZ E’ VIVO e SI STA RIGENERANDO

Forse la Essedue ha cambiato idea e ha incaricato Contini di rimuovere i cumuli di terra che impedivano all’acqua di arrivare all’area umida del Pagiannunz, forse il Parco del Ticino è intervenuto per tutelare un’area di sua competenza e di pregio ambientale, forse il PTCP della Provincia ha avuto i suoi effetti o forse l’amministrazione Comunale Abbiatense ha deciso di intervenire con fermezza, o forse semplicemente le pioggie di questo periodo e la FORZA DELLA NATURA CHE SI RIPRENDE QUELLO CHE GLI E’ STATO TOLTO…L’AREA UMIDA DEL PAGIANNUNZ RESISTE!
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AVVOCATO SALVI – NUOVE SPARATE SUL PAGIANNUNZ‏

LA ESSEDUE, dopo la sentenza del TAR del 7 maggio,  per mano del suo avvocato Matteo Salvi si sente sicura e pronta a proseguire nel raggiungimento del suo obbiettivo: CANCELLARE definitivamente l’area umida del PAGIANNUZ per poi regalare CENTINAIA di TONNELATE di CEMENTO sopra un’area NATURALE RIGENERATASI SPONTANEAMENTE, un luogo simbolico ed emblematico, un’area pulsante di vita. Un’area dall’alto valore sociale e paesaggistico che la ESSEDUE SRL vuole mettere a profitto, destinare alla speculazione, con la realizzazione di un centro commerciale, appartamenti o un cinema multisala. Nonostante a pochi metri di distanza sorga una delle tante aree dismesse e vi siano, sparse in tutta la città, centinaia di case sfitte e invendute.
Salvi fa male  a pensare che sarà così semplice…l’area ad Abbiategrasso è UMIDA

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA

ASSEMBLEA DEL 2 APRILE

PER LA DIFESA DEL TERRITORIO

NO TANGENZIALE

di MATTEO SALVI *
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Con decisione della Quarta Sezione del TAR Lombardia1189 del 7 maggio 2014, è stato accolto il ricorso presentato dalla famigerata ESSEDUE srl avverso l’Ordinanza sindacale contingibile e urgente n. 35 del 19 giugno 2013, emessa a tutela di un inesistente ed indimostrato habitat naturale. La decisione da atto della circostanza che: “L’area di cui si discute, che non risulta in alcun modo assoggettata a vincolo ambientale è integralmente ricompresa dal PGT vigente di Abbiategrasso nell’ambito di trasformazione A.T.S.”, che contempla le destinazioni residenziale, terziaria e commerciale, anche di grande distribuzione, e ove l’attività agricola è libera”; “Il sito, che in concreto era stato sempre destinato all’attività agricola è stato interessato nella parte oggetto dell’ordinanza impugnata (…) da uno spagliamento incontrollato della Roggia Cardinala e dalla rottura di una parte degli argini – di proprietà del ricorrente – di un canale di irrigazione (il cui canone è versato da soggetto terzo che ne ha l’esclusiva disponibilità) che la attraversa, sia ad opera di corrosione provocata dalle nutrie che dall’azione dolosa di ignoti”; “l’allagamento del sito non ha, dunque, origini naturali”. A me si poteva ascrivere di essere un bugiardo prezzolato dalla spietata ESSEDUE, ma al TAR…! Quanto all’ordinanza sindacale, il TAR afferma che “le doglianze della ricorrente colgono nel segno innanzitutto in relazione alla denunciata carenza dei presupposti per l’adozione di ordinanze contingibili e urgenti” e che “l’ordinanza non risulta preceduta da alcun concreto accertamento circa l’effettiva esistenza di un imminente pericolo per le specie protette, la cui presenza non viene neppure individuata e la cui presenza è affermata soltanto in termini di probabilità. Né risultano allegati documenti da cui sia possibile una idonea istruttoria al riguardo a comprova della valenza naturalistica ed ambientale dell’area”, con buona pace della dotta relazione del professorone, depositata in giudizio. Si è in attesa della decisione relativa al ricorso del signor Contini che, verosimilmente avrà identici contenuti.Con riferimento alla ordinanza del Dirigente del Settore Sviluppo Economico e Cultura del Territorio, n. 68 che imponeva la rinaturalizzazione dell’area ed il divieto di qualsivoglia attività, anche agricola, sulla medesima il TAR, con decisioni nn. 174 e 175/2014 ha affermato “la piena fondatezza delle doglianze dell’istante, con particolare riferimento ai dedotti travisamento, difetto assoluto dei presupposti, FALSITA’ ed erroneità della motivazione e difetto assoluto di istruttoria”, atteso che l’attività svolta dall’agricoltore era unicamente quella agricola (ai tempi non si parlava di colate di cemento?) che “non è sottoposta a restrizioni nell’ambito di trasformazione ATS2 del vigente strumento urbanistico”.Ma non è tutto, con riferimento alla imposizione del vincolo nel P.T.C.P., in ragione della quale qualche “ignoto” ha esultato, il TAR ha avuto modo di confermare quanto da me anticipato nell’ultima mia lettera inviata al Suo giornale e cioè che le prescrizioni del P.T.C.P. “volte a preservare le aree umide esistenti, non possono riguardare quella in questione che, al momento dell’emissione dell’ordinanza oggetto della presente impugnazione, era completamente prosciugata e destinata all’attività agricola”.Caro lettore, questa volta è stato il TAR a descrivere l’ingiusta, fallimentare e falsamente motivata attività svolta dal Comune nei confronti di due soggetti che altro non hanno fatto che operare nel pieno rispetto della legge, con un inutile dispendio di energie e di denaro pubblico, cioè, il Suo.Dimenticavo! Ciascuna Sentenza condanna il Comune alla rifusione delle spese legali, nella misura di € 1.000 di onorari più oneri di legge (I.V.A. e cassa forense) e restituzione del contributo unificato (€ 650).In buona sostanza, circa € 2.000 per sentenza, di cui sarà Lei, cortese lettore, a voler, cortesemente, farsi carico.

* Legale rappresentante di Essedue e Contini

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IL PAGIANNUNZ e IL NO TANGENZIALE alla MAYDAY 2014

IL PAGIANNUNZ e IL NO TANGENZIALE (Milano-Malpensa-Vigevano)
il 1 MAGGIO SARANNO ALLA MAYDAY DI MILANO INISIEME A TANTI AMICI, COMPAGNI e LOTTE DEL TERRITORIO METROLOMBARDO RESISTENTE.

MAYDAY CON TANTE SORPRESE.
Contro il paradigma del debito, cemento e precarietà

The NED 2, 3 4 maggio: una tre giorni di incontri, confronto e azione per dichiarare alla Città e al Paese che questo è solo l’inizio.

 

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PER LA DIFESA DEL TERRITORIO | IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | NO TANGENZIALE

Il 2 aprile 2014 ad Abbiategrasso si è svolta una bella e partecipata
assemblea pubblica in difesa del territorio Abbiatense: Cittadine/i di
Abbiategrasso, Albairate, Cusago, Gaggiano, Robecco, Corbetta,
Cassinetta, Milano, aderenti ai comitati no tangenziale di Albairate e
Abbiategrasso, soci di Legambiente, tesserati FAI, i/le Presidenti
della Consulta Ecologica, della Consulta Stranieri, della Consulta
Giovani, Consiglieri di maggioranza e di minoranza, Folletti e Fate.

Si è discusso delle minacce che potrebbero abbattersi su queste terre e
del panorama di mobilitazioni nazionali a difesa e resistenza dei/nei
territori.
Si dice a proposito che Expo 2015 sarà occasione per l’abbiatense ma la
sostanza è fatta di cemento, asfalto, multinazionali del cibo, chef
stellati e agroindustria, in nome dell’agricoltura contadina e locale sì
dirà.
C’è una tendenza devastatrice che fa perdere, ogni anno, in Italia 25
mila ettari di terreno agricolo, boschi, parchi e aree naturali.
Ma c’è, soprattutto, un’opposizione decisa e consapevole a questo
modello di sviluppo, un’opposizione che immagina e costruisce un altro
futuro, anche ad Abbiategrasso, anche nelle immediate vicinanze di
questa città.

Dopo più di un anno di battaglie il Pagiannunz è fortemente compromesso.
Nonostante i vincoli della Provincia i trattori e le ruspe di Contini
commissionati dalla ESSEDUE srl continuano ad entrare nell’area umida
con lo scopo di cancellarla definitivamente, spianando il campo
all’ennesimo progetto immobiliare (se non sarà centro commerciale sarà
residenziale, se non sarà residenziale sarà logistica e capannoni oppure
tutto di un po’).

Una minaccia più lontana, ma che da anni continua a riproporsi è la
realizzazione della superstrada Milano-Malpensa-Vigevano.
Dal Governatore Maroni al sindaco di Vigevano financo al sindaco Arrara
di Abbiategrasso si sono spesi (ognuno focalizzandosi sui propri
interessi particolari) per cercare di dare sostanza progettuale a questo
sciagurato progetto. Nientemeno ad Abbiategrasso pare costituirsi un
fantomatico comitato del Sì tangenziale: presidente Castoldi (BCS,
imprenditore) e primi firmatari Ceretti, Fossati e Albetti ( gli ultimi
tre sindaci di Abbiategrasso).

Sappiamo che i sindaci del territorio si sono incontrati, sappiamo che
presto incontreranno Maroni, ma non sappiamo che cosa si sono detti e
cosa andranno a dire.
Un silenzio pneumatico sulle volontà, gli appuntamenti, le possibilità.
E tanti saluti alla partecipazione.

Le cittadine e i cittadini chiedono di sapere come hanno intenzione di
muoversi le amministrazioni, quali progetti le istituzioni hanno
intenzione di far calare sulle nostre teste. Vogliono conoscere capire
quali sono le specifiche posizioni dei sindaci, chiedono che la città
sia messa a conoscenza in modo dettagliato del progetto.

Ad oggi le uniche posizioni chiare sono state prese dai Sindaci di
Cassinetta e di Albairate (in scadenza a Maggio) per un NO alla
Tangenziale deciso. Il resto è molto fumoso.

Non è questa la strada che porterà ad un miglioramento delle nostre
esistenze.
Non è questa la strada che porterà lavoro di qualità, sviluppo e un
futuro migliore come vogliono far credere .
Questa è la strada che porterà denaro e interessi solo ai pochi
azionisti del “partito del cemento”.

Questa cittadinanza attiva ha intenzione di proseguire e dare sostanza a
quel primo incontro assembleare.
Con la consapevolezza di non essere sola.
Questa cittadinanza attiva si attiverà per costruire ulteriori
mobilitazioni e animare nuove progettualità.

Questa cittadinanza attiva chiede che le ruspe e i trattori di Contini
vengano fermati.
Questa cittadinanza attiva chiede che le mire sulla tangenziale vengano
definitivamente abbandonate.
Questa cittadinanza attiva chiede che le risorse economiche vengano
utilizzate altrove. Per migliorare radicalmente la linea ferroviaria
Milano-Mortara e per modernizzare la strada provinciale Milano-Baggio.
Questa cittadinanza attiva chiede che le risorse economiche pubbliche
siano utilizzate per politiche virtuose, intelligenti, per un welfare
moderno, per superare la crisi economica e sociale crescente

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | NO TANGENZIALE | COSTRUIREMO NUOVE
PROGETTUALITA’ PER VIVERE IL TERRITORIO IN MODO DIFFERENTE | IL
TERRITORIO e’ DI CHI LO ABITA E NON DI CHI LO VUOLE DISTRUGGERE
DALL’ALTO con POLITICHE DEVASTATRICI

Le cittadine e i cittadini dell’ASSEMBLEA DEL 2 APRILE 2014.

 

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3 aprile 2014 | Ancora devastazione del Pagiannunz da parte di Contini per conto della ESSEDUE srl

Nonostante i vincoli di tutela della Provincia prosegue il tentativo di devastare definitivamente l’area umida del Pagiannunz. Ancora una volta le istituzioni locali, provinciali e  il Parco del Ticino  non sono stati in grado di fermare i trattori devastatori.

La Essedue srl – Contini e il “partito trasversale del cemento” pero’ non hanno fatto i conti con i cittadini che vogliono difendere quell’area e tutto il territorio da devastazioni simili.

Il 2 aprile c’è stata una bella e partecipata assemblea pubblica in difesa del territorio Abbiatense: Cittadini di Abbiategrasso, Albairate, Cusago, Gaggiano, Robecco, Corbetta, Cassinetta, compagni e amici di Milano, comitati no tangenziale di Albairate e Abbiategrasso, Legambiente, FAI, consulta ecologica, consulta stranieri, consulta giovani, consiglieri di maggioranza e minoranza, folletti e fate…

IL PAGIANNUNZ NON SI TOCCA | NO TANGENZIALE | COSTRUIREMO NUOVE PROGETTUALITA’ PER VIVERE IL TERRITORIO IN MODO DIFFERENTE | IL TERRITORIO e’ DI CHI LO ABITA E NON DI CHI LO VUOLE DISTRUGGERE DALL’ALTO con POLITICHE DEVASTATRICI

 

 

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9 APRILE 2014 | INCONTRO ORGANIZZATO DAL COMITATO NO TANGENZIALE

Notang-470x260Come Comitato No-Tangenziale di Abbiategrasso pensiamo sia il momento di convocare un incontro pubblico per provare a ripartire con le iniziative, anche e soprattutto ad Abbiategrasso: paese che sembra essere diventato uno dei capofila favorevoli allo stravolgimento del nostro territorio.  E’ quanto mai necessario sensibilizzare e informare la cittadinanza del grosso pericolo che incombe sulle loro teste.

Quello che qualcuno chiama, cercando di sminuirne l’impatto, “circonvallazione” Abbiategrasso-Vigevano, è in realtà il primo tassello della mega tangenziale ovest milanese.

Quindi, oltre al grandissimo consumo di prezioso suolo agricolo e la devastazione paesaggistica, ricordiamo i cavalcavia che dovrebbero scavalcare i due navigli, assisteremo ad un aumento esponenziale del traffico e dello smog, cui saremmo costretti a sottostare. Per avere una “bretellina”, che dovrebbe alleviare un poco il traffico interno abbiatense, si andrebbe in realtà in pochi anni ad aumentarlo a dismisura. Traffico che si sarebbe potuto fluidificare ad esempio con una rotonda a Castelletto, cui l’amministrazione abbiatense ha rinunciato insieme alla rinuncia al relativo finanziamento, e con quella all’altezza dello svincolo per Morimondo. Questi sono solo due esempi di una riqualificazione possibile che il Comitato nel recente passato ha contribuito a sviluppare.

Per tutto questo e per ridare la voce alle oltre tredicimila persone che avevano firmato l’appello contro la tangenziale, fatto ricorsi al TAR e all’Unione Europea, pensiamo sia giusto e doveroso riprendere con forza anche ad Abbiategrasso l’attività di un Comitato, che dovrà essere il più aperto e inclusivo possibile, e che dovrà avere come minimo comune denominatore le iniziative per fermare questo scellerato progetto.

L’appuntamento è per mercoledì 9 aprile alle ore 21.00 presso l’ex Convento dell’Annunciata.

Grazie a tutti e fermiamo la TANGENZIALE!!!

Comitato No Tangenziale di Abbiategrasso

abbiategrassonotang@virgilio.it

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ASSEMBLEA PUBBLICA AL FOLLETTO25603 MERCOLEDI’ 2 APRILE ORE 21

DAL PAGIANNUNZ ALLA SUPERSTRADA MILANO-MALPENSA
DIFENDIAMO IL TERRITORIO DALL’ASFALTO E DAL CEMENTO
ASSEMBLEA PUBBLICA AL FOLLETTO25603
MERCOLEDI’ 2 APRILE ORE 21

 

Perdiamo 16 ettari di terreno agricolo, boschi, parchi e aree naturali al giorno nella sola Lombardia, 70 al giorno in tutta Italia, oltre 25 mila ettari in un anno.

Abbiategrasso, il nostro territorio, è all’interno di questa tendenza devastatrice.

La politica istituzionale santifica Expo 2015 facendone rappresentazione verde e sostenibile, occasione anche per l’abbiatense, si dice, ma non si parla dei reali interessi economici di pochi gruppi di potere neanche troppo velati dietro slogan accattivanti.
Vogliono nutrire il pianeta col cemento, l’asfalto, le multinazionali del cibo e l’agroindustria, e vogliono far credere che valorizzeranno l’agricoltura contadina e locale garantendo la sovranità alimentare globale.

Fortunatamente in Italia le persone e i movimenti che si oppongono a questa devastazione sono tante, svelando le menzogne comunicative e resistendo nei propri territori.

Usciamo da più di un anno di battaglie che hanno visto centinaia di persone mobilitarsi in ogni modo per difendere il PAGIANNUNZ (il Parco Giardino dell’Annunciata).

Di questi giorni la notizia positiva (19 Marzo): come aveva chiesto Legambiente l’area umida del Pagiannunz è entrata nella Rete ecologica provinciale delle zone da tutelare e gode di un regime di protezione molto stringente che ne vieta la “soppressione nonché il divieto per qualsiasi intervento o attività che ne comprometta, ne depauperi o comunque ne danneggi il grado di naturalità”.

Ma, nel momento in cui veniva pubblicato il PTCP della Provincia, i trattori di Contini commissionati dalla ESSEDUE srl sono entrati nell’area umida del Pagiannunz per l’ennesimo sfregio. Stamane ( mercoledì 26 Marzo) nuova provocazione: le ruspe ancora all’opera hanno interrato i tubi in cemento posati quest’estate per non far arrivare l’acqua all’area umida.

Alta è anche la possibilità che ci sia un ricorso amministrativo alle prescrizioni della provincia o addirittura l’ennesima forzatura dei proprietari dell’area in un momento cruciale per la rinaturalizzazione dell’area umida del Pagiannunz.

Altra minaccia è il progetto di superstrada Milano-Malpensa, per più di dieci anni contrastata dalle mobilitazioni di migliaia di cittadini, raccolte firme, esposti e denunce all’UNESCO per la tutela del Parco del Ticino, Riserva della Biosfera, ricorsi al TAR e al Capo dello Stato da parte dei Comuni di Cassinetta di Lugagnano, Albairate e Cisliano e dei Comitati dei cittadini.
La grande opera prevista dalla Legge Obiettivo è stata definanziata dal CIPE.
Ultimamente le pressioni politiche hanno riportato sul piatto la possibilità di ripresentare il progetto devastante per il nostro territorio.
Il sindaco Arrara ha dichiarato alla stampa di essere favorevole alla super strada e il Governatore Maroni ha promesso che la superstrada si farà. Sullo sfondo sembra ricompattarsi il “partito del cemento” che chiede soldi e risorse per la realizzazione dell’ennesimo progetto che prevede tonnellate di cemento e centinaia di chilometri d’asfalto sul futuro del nostro territorio.

Tante le sollecitazioni dei cittadini per riprendere in forma collettiva dei ragionamenti su questi temi, sulle prospettive di mobilitazione e per immaginare altre progettualità.

invitiamo chiunque sia interessato

ad un’ASSEMBLEA PUBBLICA

al FOLLETTO 25603, via lattuada, parco della folletta

MERCOLEDI’ 2 APRILE ORE 21

IL PAGIANNUNZ non SI TOCCA!

NO TANGENZIALE

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Una buona notizia: area umida del Pagiannunz sotto tutela e conservazione dal Piano Territoriale della Provincia (PTCP)

 

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“Dal 19 marzo 2014, giorno di entrata in vigore del nuovo Piano territoriale (PTCP) della Provincia di Milano, la contesa area umida che si trova a cavallo di via Paolo VI ed oggetto di accese battaglie per la sua conservazione, è entrata nella Rete ecologica provinciale delle zone da tutelare e gode di un regime di protezione molto stringente che ne vieta la “soppressione nonché il divieto per qualsiasi intervento o attività che ne comprometta, ne depauperi o comunque ne danneggi il grado di naturalità”. Ciò al fine di tutelare l’ecosistema in essere, come richiesto formalmente dal circolo Legambiente Terre di Parchi alla Provincia nel settembre 2012″.

http://www.legambienteabbiategrasso.org/larea-umida-di-abbiategrasso-e-zona-protetta/

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Delle città che resistono al cemento

Un’oasi alle porte della città. Il Pagiannunz (Parco Giardino dell’Annunziata) appariva così, da una decina d’anni a questa parte, a chi arrivava ad Abbiategrasso, cittadina di 30mila abitanti e a 25km dalla metropoli Milano. Una piccola preziosa porzione di territorio, divisa da una strada, dove l’uomo e la natura si erano ripresi la terra ma anche la storia: da una parte un orto giardino comunitario e un bosco di salici; dall’altra un’area umida, habitat ideale per talpe, ricci, volpi, lepri, pipistrelli, germani reali, gallinelle d’acqua, aironi cenerini e bianchi, cavalieri d’Italia, nitticore, garzette, tritoni crestati e punteggiati, raganelle e rane verdi. Un luogo simbolico ed emblematico se pensiamo che intorno a quest’area pulsante di vita, sorgono tutt’ora: un’enorme area dismessa, un tempo azienda che produceva lavatrici e pentole smaltate; l’ex convento dell’Annunziata costruito nel ’400, oggi praticamente vuoto ma fino al 1996 abitato da una piccola comunità autosufficiente e accogliente poi sfrattata in vista dei lavori di rigenerazione; e un centro sociale, il Folletto25603 che da più di dieci anni, dall’interno della città, da un ex casello ferroviario, promuove riflessioni e progetti sul territorio e l’agricoltura e connessioni con altri luoghi, come Milano con il progetto de La Terra Trema.

Sullo sfondo

Il Pagiannunz, per i suoi abitanti, è stato luogo da osservare nelle sue trasformazioni stagionali, di cui godere per le immagini, i profumi e i colori che sapeva regalare e da scoprire per le molteplici specie animali e vegetali che lo andavano ad abitare. Oggi che questo luogo è stato quasi interamente distrutto, abbiamo la prova che per i suoi proprietari e per gli amministratori pubblici, non ha mai rappresentato tutto ciò. Per i suoi proprietari il Pagiannunz è sempre stato visto come un’area libera da mettere a profitto con la realizzazione di un centro commerciale, housing sociale o un cinema multisala. Nonostante a pochi metri di distanza sorga una delle tante aree dismesse e vi siano, sparse in tutta la città, centinaia di case sfitte e invendute. Per gli amministratori invece il valore di quest’area è sempre stato legato soprattutto alla possibilità di incassare oneri di urbanizzazione e di realizzare servizi per la città e ottenere risorse per ripianare bilanci in sofferenza. Si tratta degli ingredienti fondamentali sui quali dal dopoguerra ad oggi si è basato lo sviluppo delle città e l’economia che oggi è in crisi.

Contro un’area di alto valore paesaggistico e sociale e una comunità desiderosa di volerla salvaguardare, si sono quindi espressi interessi economici e speculativi “legittimi” ma anche, ancora una volta, un modello di sviluppo che resiste alle crisi dei mercati, incluso quello immobiliare, sostenuto da una cultura convinta che la recessione economica si possa superare solo con la ripresa del settore dell’edilizia.

Da mesi gli abitanti sono impegnati in una lunga resistenza che ha visto in parte distruggere l’area umida. Una distruzione che è avvenuta a causa di un proprietario interessato a mettere a profitto un’area libera, di un’amministrazione indecisa se adottare uno sguardo di lungo periodo o se cogliere opportunità economiche ma di respiro corto, e di una legge debolissima sul fronte della tutela dell’ambiente e del contenimento del consumo di suolo. Tre elementi comuni che ritroviamo nella metropoli Milano e in tutte le esperienze di città che resistono al cemento in Italia ma anche in Europa e nel mondo.

Oltre al Pagiannunz pensiamo ad esperienze come il Parco del Pini Oltre il Pioppeto, il Comitato La Goccia, il Giardino Argelati, la rete NoExpo, le opposizioni alle tangenziali e a tutte le opere di collegamento come TEM, Bre.Be.Mi e Pedemontana. Significativo è poi il progetto delle Vie d’Acqua, che in apparenza ammicca ad una mobilità sostenibile e lenta ma nella realtà modificherà in modo irreversibile i quattro parchi urbani della periferia ovest milanese: Parco Sandro Pertini, Boscoincittà, Parco delle Cave, e Parco di Trenno dove già ha luogo un’assemblea itinerante. Sta poi nascendo una mobilitazione contro le trivellazioni petrolifere del progetto “Melzo” nell’hinterland ad est di Milano che, secondo la Regione Lombardia, non deve nemmeno essere sottoposto a Valutazione d’Impatto Ambientale.

In ognuna di queste “città” troviamo: abitanti che si riprendono spazi di ascolto e di partecipazione sulle questioni che riguardano il futuro dei territori nei quali vivono; occasioni di confronto a livello locale che incrociano trasversalmente e in profondità la società e le istituzioni e i livelli sovralocali; persone che vengono chiamate a rispondere delle proprie responsabilità sul futuro dei luoghi, non demandando più, a un soggetto terzo, il compito di riconoscere diritti e tutelare i cosiddetti “beni comuni”. Si tratta di cambiamenti radicali sul piano delle prassi amministrative, delle leggi e delle relazioni tra poteri forti (politici ed economici). Viene discusso tutto ciò che è ritenuto ovvio, convenzionale e scontato: diritti di proprietà, vocazione “naturale” delle aree, impossibilità di convertire le destinazioni d’uso dei suoli da edificabili a verde pubblico o ad aree da tutelare, grandi progetti che sembrano tanto necessari quanto inevitabili e attori storicamente deputati a decidere sul futuro delle città. Siamo di fronte a esperienze di comunità di persone che provano a costruire nuova giurisprudenza e a tracciare nuove rotte possibili verso politiche più rispettose dell’uomo e della terra e più attente alle trasformazioni sociali e ambientali in corso.

Incontro | Venerdì 29 novembre 2013 ore 20 | Leoncavallo s.p.a. – Milano

La città che resiste al cemento

Trasformazioni urbane radicali e rapide. Grandi eventi, Expo. Mercati, rendita e speculazione immobiliare. Cementificazione. Agricoltura periurbana e politiche urbane. Resistenze.
Modera Alice Boni.
Incontro con: TerreInMoto, OffTopic, Parco Argelati, Parco del Pini Oltre il Pioppeto, Comitato La Goccia, Pagiannunz, Martesana Libera – No Triv.

Approfondimenti

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