MeditazioneTessile

Indice

in questa sezione l'ordine delle pubblicazioni è inverso (dalla prima all'ultima) rispetto al consueto (dall'ultima alla prima)

DONE Meditazione Tessile   TessituraErogena

<2017-02-01 mer 18:34>

Kabir004.jpg

colonna sonora:

  • puline oliveros - the roots of the moment
  • morton feldman - crippled symmetry
  • philip glass - dance nos. 1-5
  • deep listening band - the ready made boomerang
  • john cage - atlas eclipticalis
  • ravi shankar | philip glass - passages

sono andato dalla michela,
ma quando m'ha detto che dovevo fare degli esami
sono passato all'autoyoga per la schiena
e mi sono incamminato per la via del tantra. . .
ora faccio delle respirazioni
che mi permettono di attraversare il tempo
e di essere in più posti contemporaneamente. . .
in forma spirituale, s'intende. . .
riesco pure
a far cambiare il ritmo respiratorio di chi ho avvicinato
sino a portarlo verso stati paradisiaci o infernali. . .
spiritualmente. . . s'intende

bibliografia - alterno, secondo una mia pulsazione interna, pagine da:

  • yoga per la schiena - maurizio morelli - red edizioni
  • teoria e pratica dello yoga - b. k. s. iyengar - ed. mediterranee
  • tantra - lo yoga del sesso - omar garrison - ed. astrolabio
  • una nuova cultura dell'energia. al di là di oriente e occidente - luce irigaray - bollati boringhieri
  • il libro dei segreti - bhagwan shree rajneesh (osho) - bompiani
  • il libro arancione - tecniche di meditazione - bhagwan shree rajneesh (osho) - ed. mediterranee
  • i cinque tibetani - peter kelder - ed. mediterranee
  • lo zen - christmas humphreys - ubaldini editore
  • siva e dioniso - la religione della natura e dell'eros - ubaldini editore
  • ci-kung - le sei respirazioni terapeutiche secondo il tao e l'akasha - ed. mediterranee
  • teoria e pratica del mandala - con speciale riguardo alla moderna psicologia del profondo - giuseppe tucci - ubaldini editore
  • la psicologia del kundalini-yoga - carl gustav jung - bollati boringhieri

intanto ho finito le tessiture in ortica, che sto ora legando,
con le quali dovrei comporre un paio di "gonnaloni"
secondo il modello degli ultimi fatti di lana

om

a me sembra interessante spulciare tra le informazioni
per mettermi sul tappeto una melassa
interpretabile personalmente da me

. . . Yoga è reprimere con consapevolezza, tantra è indulgere con consapevolezza: il tantra afferma che qualunque cosa voi siate, il Supremo non è opposto ad esso. È una crescita: potete crescere fino a essere il Supremo. Non c'è opposizione tra voi e la realtà: ne fate parte. Perciò non è necessaria alcuna lotta, alcun conflitto, alcun antagonismo con la natura. Dovete usare la natura; dovete usare qualunque cosa voi siate per andare oltre. Nello yoga, per andare oltre dovete lottare con voi stessi. Nello yoga, il mondo e Moksa (Liberazione) - voi quali siete e potete essere - sono due cose opposte. Reprimete, lottate, dissolvete ciò che siete in modo da raggiungere ciò che potete essere. Andare oltre è una morte per lo yoga. . . Agli occhi del tantra lo yoga è un profondo suicidio: dovete uccidere il vostro essere naturale - il vostro corpo, i vostri istinti, i vostri desideri, ogni cosa. Il tantra dice di accettarvi così come siete. È un'accettazione profonda. Non create una frattura tra voi e il Reale, tra il mondo ed il Nirvana. Non create nessuna frattura. . . Per la vostra rinascita non é necessaria alcuna morte, ma piuttosto un trascendimento. Per questo trascendimento usate voi stessi. . . nessun credo è necessario. Basta soltanto avere audacia nello sperimentare, avere coraggio nello sperimentare; è questo il bello. . . il tantra è scienza pura. Potete essere Indù o Maomettani o Zoroastriani o qualsiasi altra cosa. . . Prendete un metodo: giocate con esso per almeno tre giorni. Se vi darà un certo senso di affinità, se vi darà un certo senso di benessere, se vi darà il senso che questo fa per voi, allora dovete diventare seri. . . Siva propone 112 metodi: questi metodi sono tutti i metodi possibili. Se nulla scatta e nulla vi dà la sensazione che questo fa per voi. . . dimenticate la spiritualità e siate felici. . .

> il libro dei segreti
> bhagwan shree rajneesh (osho)
> bompiani

oppure si può passare al libro successivo :)

> il libro arancione - tecniche di meditazione
> bhagwan shree rajneesh (osho)
> ed. mediterranee

ad esempio,
vedo che il mio orientamento potrebbe essere verso il tantra yoga
più che a quello integrale;
per il mio carattere e la mia storia
mi sento più attratto dall'idea di trascendere me stesso
più che eliminare me stesso,
partire dai miei desideri e dal mio essere concreto
(aventualmente per immaginarne una sublimazione)
piuttosto che da una lotta contro questi desideri.
direi che per me trovo più praticabile la via dell'amore
piuttosto che quella dell'abnegazione marziale del guerriero

tra l'altro mi piace l'idea di contestualizzare,
reinterpretandola, la cultura spirituale che sta dietro queste pratiche
piuttosto che orientarmi verso di essa
oppure scremarla via completamente
sino a rendere il tutto una semplice ginnastica salutistica

. . . Il tantra dice dunque di accettare qualsiasi cosa voi siate. Siete un grande mistero di molte energie multidimensionali: accettatelo e accompagnate ciascuna energia con profonda sensibilità, con consapevolezza, con amore, con comprensione. Muovetevi CON esse! In questo modo ogni desiderio diventa un veicolo per andare oltre. Allora ogni energia diventa un aiuto. Allora questo stesso mondo é il Nirvana, questo stesso corpo è un tempio - un tempio sacro, un luogo sacro. Lo yoga è negazione; il tantra è affermazione. . . Gli yogin possono anche parlare di assenza di io, ma non possono essere senza io: è proprio il loro processo a creare l'io: il loro processo è la lotta. . . Il tantra dice: niente lotta!. . . Il tantra dice di indulgere, ma di ESSERE CONSAPEVOLI. Siete arrabbiati: il tantra non dirà di non essere arrabbiati. Il tantra dirà: siate pure arrabbiati fino in fondo, ma siate consapevoli. . . se siete consapevoli, la rabbia si trasforma: diventa compassione. . .

> il libro dei segreti
> bhagwan shree rajneesh (osho)
> bompiani

ecc ecc

Proteggere i siti toccati da credenze come un territorio indispensabile per l'errare dello spirito. Gilles Clément - Manifesto del Terzo paesaggio - Sul rapporto con la società)

con 'sto mal di schiena
non so più come declinare un mio essere:
il muratore no,
il facchino no,
l' ortogiardiniere no,
il vitellone no,
boh!
vedo una qualche possibilità in una fusione tra
meditazione e tessitura. . . forse. . .
anche se è un po' pochino come figura da spacciare in giro

a proposito di CONSAPEVOLEZZA. . .

quando ho smesso di fumare
mi sono lasciato andare nella meditazione del fumo
descritta in
>>> il libro arancione - tecniche di meditazione
>>> bhagwan shree rajneesh (osho)
>>> ed. mediterranee

vi si racconta di un tipo che voleva smettere di fumare
e con questo intento interrogò osho;
dopo una lunga serie di vani tentativi
gli venne detto che non avrebbe mai smesso di fumare,
che il fumare faceva parte di lui
per cui doveva accettarlo, anzi, valorizzarlo,
esserne consapevole.
tutte le volte che fumava
doveva ascoltare il fumo che entrava, assaporarlo,
scendere insieme a lui nei polmoni
ed accompagnarlo fuori. . .
fu così che smise di fumare

quando ci provai io
è pur vero che ero già predisposto,
ma l'esperienza del fumo come veleno
fu lampante. . .
si potrebbe azzardarla come una meditazione illuminante

Conferire al Terzo paesaggio il ruolo di matrice di un paesaggio globale in divenire. (Gilles Clément - Manifesto del Terzo paesaggio - Sul rapporto con la cultura)

questa meditazione
rimanda alla prima tecnica tantrica
che shiva ha detto:
essere consapevoli del respiro,
ascoltarlo mentre entra dalle narici,
ci attraversa scendendo,
poi risale e esce.
questa semplice tecnica fu quella che fece di buddha il buddha,
gli diede l'illuminazione
e per questo motivo viene erroneamente considerata buddhista,
mentre le sue origini sono tantriche

In un'area boschiva, un prato inglese lasciato incolto dapprima diventa prato polifita naturale e poi, nello spazio di qualche decennio, ritorna bosco. . . Il paesaggio si diversifica, si fa più stabile e spesso anche meno vulnerabile alle perturbazioni. (Nancy Jack Todd, John Todd - Progettare secondo natura)

è da qualche ora che annodo fili,
con una musica piuttosto ipnotica,
intervallando di tanto in tanto respirazioni tantriche,
mi vien da pensare che una fusione tra tantra e tessitura
potrebbe essere veramente una figata?!

Meditazione Tessile!

Tantra, termine sanscrito (in scrittura devanāgarī, तंत्र: "telaio", "ordito";
ma tradotto anche come "principio", "essenza", "sistema", "dottrina", "tecnica". . .

mi piace.
l'ho sempre intuita, li, dietro un angolo della mente,
ma in questo momento la sto' facendo. . .
potrei diffonderla

La tentazione della bellezza va superata: va offerta al pubblico la tentazione del fare. (Luciano Ghersi - Arte Tessile)

Movimenti e Meditazione Tessile   TessituraErogena

<2017-02-01 mer 18:34>

volendo, ogni gesto può essere completamente significante.
volendo il pensiero può divenire un bellissimo diamante.
volendo sarò preciso:
mi muoverò all' unisono con me,
all' unisono con gli altri,
all' unisono con i ritmi di una musica universale.
volendo non mi stupirò delle dissincronie,
delle disarmonie, delle illogicità.
volendo non sarò una opposizione per i flussi
che si vogliono muovere attravero di me.
volendo non vorrò averli,
vorrò esserli completamente.
quei flussi e me medesimo la stessa cosa.
ritmicamente e melodicamente insieme.

(Silvia)

mi sembra che possa entrare in armonia vibrazionale come un mantra tantrico per la Meditazione Tessile

Mezzi & Fini   TessituraErogena

<2017-02-01 mer 18:34>

è comune nelle arti tessili,
come del resto in tutto l'agire umano,
confondere il mezzo, cioè l'oggetto finale,
con il fine, cioè il fondersi con l'atto stesso,
con il processo creativo…
*(T)*essere,
essere il karate, lo yoga, il nuoto, il giardinaggio, il sesso…
la nostra vita materiale, il nostro fare,
come strumento di intuizione spirituale,
cioè il nostro mezzo per intuire la profondità spirituale dei processi,
la loro armonia relazionale nel fluire ritmico e relazionale della vita

abbandonarsi ai gesti…
esserli…
essere li…
*(T)*essere in Divenire…
divenire tessere

Anarchismo mistico

<2017-02-01 mer 18:34>

La lotta contro il dogmatismo nella religione, nella filosofia, la
morale e la politica, ecco lo slogan dell'anarchia mistica. La lotta
per l'ideale anarchico non ci conduce al caos indifferente ma al mondo
trasfigurato, ad una condizione: che attraverso questa lotta per tutte
le liberazioni, partecipiamo all'esperienza mistica, attraverso
l'arte, l'amore religioso e le musiche. Chiamo musica non soltanto
l'arte che ci apre all'armonia dei suoni, ma tutte le creatività fondate sui ritmi che ci fanno scoprire il lato noumenico (spirituale) del mondo

(Georges Tchulkov)

La corrente anarchico-mistica rivendicherà gli scopi libertari di autogestione ed emancipazione da ogni autorità collettiva, sia essa politica, giudiziaria, economica o religiosa. La difesa radicale della persona umana in nome della sua trascendenza, come proclamato da Gesù Cristo stesso, mira ad organizzare l'intero corpo sociale sull'imperativo della libertà integrale e in nome di una più alta spiritualità. Tchoulkov gettò le basi di un pensiero veramente rivoluzionario nella dimensione tanto politica che artistica, sviluppando una filosofia olistica applicata direttamente alla questione sociale e alle differenti problematiche (politiche, etiche, educative, culturali, ecc.)… (continua)

La Dama di Giada   TessituraErogena

<2017-02-01 mer 18:34>

… Tessere è collegare e creare…

… La Dama di Giada lavora al telaio, tesse una tela, trama e ordito, ma fa essa stessa da ponte con il suo andare e venire. Anche nei telai più primitivi, il corpo della tessitrice è parte integrante del telaio: un estremo il ramo di un albero, l'altro estremo trattenuto dal peso della tessitrice.

La figura della forma si muove in quattro direzioni, in senso antiorario: SO, SE, NE e NO se partiamo rivolti a sud. I chi kung corrispondenti a queste direzioni sono rispettivamente 2, 1, 4 e 3; basso, alto, avanti, dietro.

Tocca i quattro angoli, o meglio si apre verso i quattro angoli, getta un ponte… (continua)

Prakriti e Purusha   TessituraErogena

<2017-02-01 mer 18:34>

page1-240px-Purusha_Tondo.pdf.jpg Purusha

(questi due tattva) sono indissociabili. Formano la realtà non-duale. Prakriti, potenza o natura, è la Dea, alleata a Purusha, Shiva, l'ordinatore.

Prakriti è la sostanza dell'universo, il suo midollo, la sua fondamentale potenza. Tutto ciò che vive è intessuto da questo elemento. Qualunque sia la forma o il colore, il disegno, lo spessore, la grandezza della pezza intessuta, è sempre dalla matassa di Prakriti che si forma ogni cosa. Tutto non è che trama costituita dall'energia primaria di Prakriti, i disegni si evolvono, cambiano, spariscono, ritornano sotto altre forme, ma la matassa che si srotola senza sosta per permettere alla forma di gioire della sua divina libertà è costante.

Se si conserva questa immagine del tessitore, Purusha è il tessitore stesso, senza la matassa non potrebbe produrre. La matassa da sola non potrebbe prendere forma. Purusha è dunque il principio che penetra la matassa e le dà una forma particolare. L'uno non può esistere senza l'altro. Che le cose siano percettibili o velate, Purusha ne è l'ordinatore…

(tratto da Tantra - l'iniziazione di un occidentale all'amore assoluto di Daniel Odier)

Il Tessitore

<2017-02-01 mer 18:34>

questa è la poesia che la Maestra Chiara ha dato ad Ada da studiare e ci accompagnerà cantilenando per tutta l'estate…

Il Tessitore

Corre la spola
dentro l'ordito,
veloce vola,
finché finito
tutto il filato,
in lei ravvolto,
è dipanato
e in trama volto.
Gonfia com'uovo
riprende ad andare
con filo nuovo,
senza sostare.
Nascosta cela
la convinzione
di creare tela
a discrezione.
Il tessitore
lieto sorride:
moto, colore,
tutto decide.
Sereno e gaio
con grande arte
del suo telaio
move ogni parte:
corre volando
dentro l'ordito
la spola, quando
lui ha stabilito.

Quarta Via

<2017-02-01 mer 18:34>

gurdjieff-2.jpg

. . . sin dai tempi più remoti sono esistite scuole e monasteri legati all'insegnamento delle tradizionali vie di perfezionamento spirituale: la via della conoscenza basata sull'intelletto; la via della devozione e della fede religiosa; la via della lotta con il corpo fisico per acquisire potere su di esso. La Quarta Via è il cammino della trasformazione accelerata, che non richiede l'isolamento dalle condizioni della vita ordinaria. E' un insegnamento di saggezza pratica che si applica nel momento presente della nostra esistenza quotidiana.

Gurdjieff Italia - Quarta Via

Gurdjieff

Incontro con un uomo straordinario

<2017-02-01 mer 18:34>

. . . I gruppi, nella tradizione "ortodossa", che deriva immutata direttamente dagli appuntamenti di Rue des Colonels-Renard, si ritrovano con periodicità regolare. Il conduttore del gruppo assegna gli esercizi interiori della settimana, i membri possono fare domande o riferire sulle loro esperienze dei giorni precedenti e vengono letti e commentati brani dei testi più importanti di Gurdjieff o dei suoi allievi diretti.
Generalmente l'incontro inizia con un breve momento di silenzio, chiamato "rappel", cioè richiamo a se stessi, che è la ripetizione collettiva della "meditazione seduta" (svolta con posizione e modalità pressoché analoghe alla classica seduta di Zazen) che ogni membro del gruppo pratica individualmente ogni mattina.
Altre attività possono essere costituite dallo studio dei Movimenti o Danze Sacre, dall'ascolto delle composizioni musicali di Gurdjieff e dal lavoro manuale silenzioso, di solito secondo discipline artigianali classiche, come la tessitura, la ceramica, la falegnameria, il giardinaggio, ecc.
Alcuni rituali troppo strettamente legati alla figura del maestro, come il "Brindisi agli Idioti", tenuto durante le riunioni conviviali, con abbondanti libagioni alcoliche, sono stati del tutto abbandonati dopo la morte di Gurdjieff. . .

http://www.riflessioni.it/enciclopedia/gurdjieff-incontro.htm

lo Spirito che Agisce sulla Terra

<2017-02-01 mer 18:34>

… Chi indaga la pianta nel modo in cui essa cresce fuori dallo spirito generale, trova lo spirito della Terra che già Goethe vedeva, quando fece invocare a Faust lo spirito che agisce sulla Terra, che di sé dice:

Nei flutti della vita, nella tempesta delle azioni
ondeggio in su ed in giù,
tesso qui e lì!
Nascita e tomba
Un mare eterno,
Un intessere mutevole,
Una vita rovente,
io creo al telaio sibilante del tempo
e faccio il vestito vivente della Divinità.

Però l'uomo che, in maniera tale, scorge lo spirito nella vita vegetale delle piante, si sente rinvigorito e rafforzato in sé stesso, mentre vede versato sull'intera scena che egli può occupare, ciò che egli deve vedere, quale suo essere interiore…

Rudolf Steiner - Lo spirito nel regno vegetale

Le mani per pensare

<2017-02-01 mer 18:34>

"Le mani per pensare" è la trascrizione della lezione magistrale che Richard Sennett ha tenuto… a Bologna…
Un elogio, quello di Sennett, delle virtù del saper fare, fondato sulla convinzione di come tutte le abilità e i saperi, anche i più astratti, nascano da pratiche corporee e di come l'intelligenza tecnica si sviluppi attraverso la facoltà dell'immaginazione… Sennett si concentra sull'intimo nesso tra mano e testa, sul dialogo incessante tra pratiche concrete e pensiero che il bravo artigiano conduce. Ci parla di mani per pensare - per citare il titolo della lezione - o, per riprendere le parole di Kant sottolineate da Sennett stesso in L'Uomo Artigiano, di mani finestre della mente

Le mani per pensare - Lezione magistrale di Richard Sennett (pdf)

Osiamo essere pigri

<2017-02-01 mer 18:34>

Non far nulla.
Guardar crescere l'erba. Lasciarsi scivolare nel corso del tempo.
Fare della propria vita una domenica…

Roland Barthes parla della delizia della pigrizia.

… Rousseau, in Svizzera, verso la fine della sua vita, faceva merletti.

Senza troppa ironia si potrebbe porre il problema della maglia. Lavorare a maglia è il gesto stesso di una certa pigrizia, a meno che non si sia ripresi dal desiderio di finire il lavoro.

Ma le convenzioni vietano agli uomini di lavorare a maglia.

Non è stato sempre così. Centocinquant'anni fa, cento forse, gli uomini facevano correntemente degli arazzi. Ora questo non è più possibile.

Lo spettacolo, la cosa più anticonformista e quindi, letteralmente, la più scandalosa che forse abbia visto nella mia vita, scandalosa non per me ma per le persone che assistevano, era un giovane, in una carrozza del mètro a Parigi, che ha tirato fuori dalla borsa un lavoro a maglia e si è messo ostentatamente a sferruzzare. Tutti hanno avuto una sensazione di scandalo ma nessuno l'ha detto.

Il lavoro a maglia, ecco l'esempio di un'attività manuale, minima, gratuita, senza finalità, ma che tuttavia rappresenta una pigrizia ben riuscita.

Linguaggio e Immanenza

<2017-02-01 mer 18:34>

Linguaggio e immanenza. Kierkegaard e Deleuze sul "divenir-animale" - aut aut

Immanenza. È una nozione difficile da articolare, perché se per spiegare un concetto si ricorre a un altro concetto, al suo contrario o a uno simile, questo non si può fare per l'immanenza, che è un concetto limite, che assorbe in sé tutti gli altri, e li annulla. L'immanenza non è propriamente il contrario della trascendenza. È questa che ha bisogno dell'immanenza, come suo contrario, per precisare se stessa, per definirsi come l'ambito di ciò che non è immanente, non è mondano, non è terreno. L'immanenza è lo spazio che si apre quando tutti i dualismi sono stati superati, e non rimane che un unico ambito, quello appunto dell'immanenza. Uno spazio che proprio per questa ragione è impensabile e indicibile: "Il piano di immanenza non è un concetto, né pensato né pensabile".[2] Non si può pensare, ché per pensarlo occorrerebbe essere al suo esterno, ossia nella trascendenza; per la stessa ragione non può dirsi, perché il linguaggio incarna l'essenza stessa di ogni dualismo, della cosa e del segno, del significato e del significante, del contenuto e dell'espressione. È difficile quindi pensare l'immanenza.

Gilles Deleuze

La leggenda del Santo Tessitore - Versioni di Kabir

<2017-02-01 mer 18:34>

Testo pubblicato su carta in TessereAMano 01/2015. Qui sul Blog posso raccogliere anche molti presunti ritratti di Kabir, i quali mi pare rispecchino pure la sua identità molteplice di Autore Collettivo.

… "maestro", nel linguaggio di Kabir, è il Divino in rapporto diretto, senza alcuna mediazione di guru e sacerdoti, rituali e testi sacri, che egli satireggia anche pesantemente.

I grandi se ne vanno con la loro grandezza, - ogni pelo rizzato dalla vanità…

Luther Blissett

Mandala e uncinetto

<2017-02-01 mer 18:34>

Immagino che non sia una genialata, probabilmente la metà delle persone che si dedicano all'uncinetto fanno una riflessione di questo tipo, sta di fatto che oggi, in libreria per acquistare "La pecora Ornella" (di Agostino Traini per Edizioni EL) mi sono imbattuto nei libri che trattano i mandala (uno dei quali è "Tucci G., Teoria e pratica del mandala, Ubaldini, Roma 1969." elencato su wikipedia sotto la voce mandala nella stessa pagina da cui è tratta la citazione in fondo). L'associazione mandala e uncinetto è stata folgorante. Se l'entusiasmo si mantiene sufficentemente energetico mi piacerebbe portare avanti lo studio mandalico assieme alla pratica dell'uncinetto (grazie al libro "Enciclopedia e tecniche a uncinetto" di Jean Eaton - Ed. IL CASTELLO).

I Mandala hanno una tradizione antichissima e, nello scorso secolo, anche un grande studioso della psicologia occidentale ne ha fatto uno strumento di studio delle personalità dell'uomo. Si parla dello psicanalista svizzero Carl Gustav Jung (26 luglio 1875 Kesswil - 6 giugno 1961 Küsnacht), che sull'argomento ha scritto quattro saggi dopo averli studiati per oltre venti anni. Secondo Jung, durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un'affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un'azione sull'autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto magico molto antico: l'immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la "dispersione" e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall'esterno. Ma c'è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico. Come afferma Marie-Louise Von Franz (allieva di Jung), il secondo aspetto è ancora più importante del primo ma non lo contraddice poiché, nella maggior parte dei casi, ciò che vale a restaurare il vecchio ordine, comporta simultaneamente qualche nuovo elemento creativo.

(Mandala - Wikipedia)

Attraverso i mandala anche il tantra entra in gioco ("Il massaggio tantra in 4e4otto" di Rajiv Haurasia - Ed. L'AIRONE)

… La dogmatica tantrica procede dalla convinzione che l'uno è il tutto, che essere umano, natura e trascendenza non sono dissociati ma, esistendo un'armonia tra individuo e universo, i fattori del macrocosmo corrispondono a quelli del microcosmo e, pertanto, a quest'ultimo è data la possibilità di disporre delle forze dell'altro.

Il mandala rappresenta visivamente questa condizione: esso è uno psico-cosmogramma, un'immagine tanto della psiche quanto dell'universo, la cui iconografia rivela la fondamentale identità fra il corpo e la psiche umani e la struttura del cosmo, un'identità che non coinvolge solo le forme esteriori ma anche le dinamiche interne di mutamento e di mantenimento dei due sistemi…

(Il mandala: un simbolo del sé)

15:07 2008.09.06#1

Knitting Zen

<2017-02-01 mer 18:34>

L'hobby della maglia impazza a New York. Nell'East Village sulla 14th Street, nel KnitNewYork di Miriam Maltagliati, è possibile ordinare un caffè macchiato e un gomitolo rosso.

Miriam Maltagliati nel 1999 aveva 28 anni. Aveva in mente una carriera da filmaker e una vita felicemente caotica. Eppure un giorno sente di non aver trovato l'equilibrio. Un attimo dopo è già tutta sbilanciata verso la depressione. "Ero veramente stressata - racconta - e ho deciso di pensare a me stessa. Mi son detta che avevo bisogno di fare qualcosa con le mie mani. Mia madre me lo diceva sempre che avrei dovuto provare a fare la maglia, ma io non ne avevo mai voluto sapere. Poi un giorno saltai a cavallo di un impulso improvviso: entrai in un negozio e presi una lezione. Fu amore fulmineo".

(continua)

Talk on hand-weaving loom shuttles and The Spirit Shuttle

<2017-02-01 mer>

Lo Stile si fa Atto

<2017-04-01 sab>

Dal decennale studio che Carmelo Bene (1937-2002), la macchina attoriale per eccellenza, il filosofo e autore, il poeta e il dissacratore, dedicò a Lorenzino de’ Medici (1514-1548), figura controversa passata alla storia come Lorenzaccio, è emersa una delle dicotomie più interessanti, alla base di molte riflessioni che attraversano la storiografia e la psicologia, la giurisprudenza e le scienze sociali: la differenza tra atto e azione. Quello che Carmelo Bene è arrivato a definire è: il soggetto pensa (o è pensato, visto che siamo in balia di archetipi, come sosteneva Jung; soggetto nell’etimo subiectus, posto sotto…) a un’azione. La premedita, la organizza, la progetta. Al momento cruciale, però, l’atto pianificato diventa qualcosa a sé stante. Si estrania sia dal progetto (l’azione) che dall’ideatore (soggetto). Ecco perché, paradossalmente ma non troppo, nessuno è giudicabile per ciò che (si) commette e nessuno è autore di alcunché. Nell’atto, il soggetto svanisce, come spiegava anche Nietzsche con l’espressione “volontà di potenza”, che al di fuori dai fraintendimenti ideologici, altro non è che l’abbandono per arrivare ad una dimensione superiore di consapevolezza (ancora Jung), ad una evaporazione dell’Io. Chiosava Carmelo Bene, provocatoriamente: non si devono creare capolavori ma essere dei capolavori!

“Tessuti dai filati irregolari presentati attraverso Segno, Disegno e Gesto: dall’ispirazione di un segno irregolare, passando attraverso disegnature armoniche per arrivare ai gesti distintivi del gentleman”

Il kesa è composto da diversi pezzi di stoffa uniti da cuciture

<2017-03-14 mar>

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I kesa sono preziosi mantelli rituali indossati dai monaci buddhisti che si compongono di diversi pezzi di stoffa uniti da cuciture sovrapposte.
Giocano un ruolo molto importante nella pratica buddhista poiché il dono di un tessuto conferisce merito all'offerente e la sua confezione è intesa come un atto di devozione per il monaco.

http://www.lastampa.it/2017/03/14/torinosette/primapagina/dal-al-mao-i-mantelli-rituali-dei-buddisti-5bdqSpt3hZDrRUiTwg9rNP/pagina.html

Testo vuol dire Tessuto

<2017-04-10 lun>

Testo vuol dire Tessuto; ma laddove fin qui si è sempre preso questo tessuto per un prodotto, un velo già fatto dietro al quale, più o meno nascosto, sta il senso (la verità), adesso accentuiamo, nel tessuto, l’idea generativa per cui il testo si fa, si lavora attraverso un intreccio perpetuo; sperduto in questo tessuto – questa tessitura – il soggetto vi si disfa, simile a un ragno che si dissolva da sé nelle secrezioni costruttive della sua tela

R. Barthes

Yarncraft and Cognition   arte maglia meditazioneTessile

<2017-11-27 lun>

The popularity of knitting and crochet, or yarncraft, is on the ascent. As more people discover its pleasures, enthusiasts and neuroscientists are also realizing that crafting with yarn elicits soothing and therapeutic effects. The meditative aspects of knitting and crochet are already familiar to the legions of yarncrafters, but recognition of the neuroscience of yarncraft is a relatively recent phenomenon. This work proposes to embody the relationship between yarncraft and its neurological benefits with a physical art project. This project will take the form of a large crocheted e-textile brain sculpture with embedded LEDs whose illumination is controlled live by a brain- computer interface worn by a yarncrafting practitioner. This sculpture visualizes the changes in the neurology of the yarncrafter. Participation with the project would most likely be limited to spectators’ interactions with the artwork, such as looking at the crafted brain, touching it, and maybe doing some yarncraft while wearing a BCI

http://cc.acm.org/2017/microbites/?Yarncraft

Ossessioni Collettive - Critica dei social media   meditazionetessile tec

<2017-11-30 gio>

di Geert Lovink

Anziché sul mondo, l'attenzione degli individui si andrà concentrando sulle questioni personali… Allo stesso tempo potremo sentirci inadeguati… dovremmo dare rilevanza alle reazioni puramente fisiche… che viene messa in atto non dalla coscienza individuale bensì dal corpo in quanto tale… Non dovremmo né considerarci vittime della politica della velocità o dell'economia della disponibilità, né limitarci a rallentare e fare una pausa. Il punto qui è trasformare quel che appare come un fallimento privato in una questione pubblica e diventare consapevoli di cosa significhi dipendere dai media centrati sulla diretta… … fare un maggiore uso di interfaccie che offrano visioni d'insieme… … Va crescendo la consapevolezza della necessità di prendere direttamente in mano nostra l'architettura dei social network… Occorre rafforzare l'auto-determinazione dei nodi contro l'autorità centrale della nuvola dei dati e assicurarsi che il web rimanga decentralizzato…

Tutto sta nel rendere la vita sopportabile…

SAID - e il tesoro del deserto

Sigrid Heuck (Giunti Editore)

«Hai trovato qualcosa che ci aiuta a continuare la nostra storia?» domandò lo straniero al ragazzo.
«No» rispose Abouli. «Ma come fai a sapere che a questo punto succede qualcosa di decisivo?»
«È una regola, quando s'inventano storie» disse Suleiman. È come tessere un tappeto. Se usi lo stesso filo troppo a lungo diventa noioso, allora bisogna lasciarlo e riprenderlo più avanti».
Abouli lo guardava senza capire.
«Funziona così» spiegò Suleiman «se incominci con un filo rosso in basso a destra, a un certo punto il rosso deve ricomparire a sinistra, altrimenti il disegno non è equilibrato. Forse il tessitore decide di usare il rosso ancora una volta a destra e poi di nuovo a sinistra e di mettere un punto di rosso vicino al bordo in mezzo, poco prima finir ide il tappeto. Così fa con tutti gli altri colori. Solo se presta attenzione a questo, il suo lavoro è bilanciato e armonico».
« Ma che cosa c'entra con la storia di Said?» volle sapere Abouli.
«Tu trovi un personaggio, che nel nostro caso è Said: lui tiene unita la storia. Come l'ordito tiene insieme il tappeto. I colori e il disegno, che possono cambiare secondo l'umore del tessitore, si creano con i fili della trama, che s'intrecciano in perpendicolare a quelli dell'ordito. Nella storia di Said uno di questi disegni è la coperta che Achmed gli avrebbe regalato se fosse stato la peri. La coperta deve avere un posto importante nella nostra storia».
«E dopo?» domandò Abouli.
«Al dopo non siamo ancora arrivati».
«E quali altri disegni ci sono?».
«Lo specchio, la perla, l'oggetto lanciato dal jinn..»
«Vuoi dire il pezzo di legno con il labirinto?»
«Sì. Tornano tutti più volte e hanno il loro significato»
«E adesso pensi sia ora di cambiare colore nella nostra storia che tessiamo come un tappeto?»
«Proprio così»

… poi Suleiman domandò ad Abouli: «Incominci a capire quali sono le regole di una storia?».
«Di un tappeto, vuoi dire?» rispose il ragazzo ridendo.
«Puoi chiamarla anche così».
«Per quanto ti conosco,» proseguì il ragazzo «Aisha Khadija è solo un nuovo disegno nella tua storia, o del tuo tappeto, e a te serve qualcosa per continuare».
«È così» confermò l'hakayati. «Il nuovo colore, l'idea per far proseguir la storia devi trovarla tu. Bisogna che succeda un fatto che porti a un cambiamento, in modo che non diventi noiosa».
Abouli decise di guardarsi bene intorno per non farsi sfuggire quello che poteva essere utile alla storia. Gli venne però in mente ancora qualcosa.
… Non si era imbattuto in niente che potesse aiutare l'hakayati a continuare la storia…
«A volte, quando non sai come continuare a tessere il tappeto, non sai quale disegno o quale colore usare, devi guardare indietro e cercare tra le parti che hai già finito; un bel motivo può essere ripreso mille volte. È come la musica. Prima suoni una serie di note che formano una melodia, poi la ripeti con un tempo lento e triste, poi con uno vivace e allegro, e così via. Cerca di ricordare la melodia iniziale, il nostro primo disegno».
«… Uno scorpione è un cattivo presagio».
«Parli della nostra storia come se non fossi tu a scegliere come farla continuare» disse Abouli quando furono tornati vicino al fuoco.
«Siamo giunti a un punto in cui la storia prosegue da sé. D'ora in poi sono le cose che determinano il proprio corso e vengono da noi, senza che dobbiao cercarle».
«Questo significa che abbiamo vincolato il tappeto al suo disegno tanto da non aver più la possibilità di inserire nuovi colori e nuove forme?» domandò Khalid che ascoltava l'hakayati con interesse via via crescente, quando raccontava di Said.
«Proprio così».
«Com'è noioso, allora» bofonchiò l'Avvoltoio.
«Non è detto» ribatté Suleiman. «Per come abbiamo predisposto i disegni, possono nascondersi ancora molte sorprese. Lo scorpione, per esempio…»

Sequenza dedicata alla Terra

<2018-03-01 gio>

solo tre semplici posizioni vegetominerali:

(adatte a qualsiasi rigidissimo principiante quale io sono)

posizione supina:

  • percezione del contatto della parte posteriore collegata inconsciamente al vissuto. disciplina tantrica che introduce al "significato segreto del colore"
  • "tadasana": la montagna, la stabilità eretta che l'uoma è andata nel tempo a ricercare, quasi alla scoperta di una elevazione verso un'origine spirituale che si radica nell'origine fisica terrena.
  • "sutra: l'attenzione tra le sopracciglia, la mente preceda il pensiero. la forma si riempia con l'essenza del respiro fino alla sommità della testa e li piova come luce."
  • posizione supina: percezione del contatto della parte posteriore collegata inconsciamente al vissuto. disciplina tantrica che introduce al "significato segreto del colore"
  • "vrksasana": l'albero, l'equilibrio e l'armonia di questa erezione.
  • "sutra: l'attenzione tra le sopracciglia, la mente preceda il pensiero. la forma si riempia con l'essenza del respiro fino alla sommità della testa e li piova come luce."
  • posizione supina: percezione del contatto della parte posteriore collegata inconsciamente al vissuto. disciplina tantrica che introduce al "significato segreto del colore"
  • sempre: rilassamento con "respirazione vegetativa" ci-kung

blibliografia relativa:

  • teoria e pratica dello yoga - b. k. s. iyengar - ed. mediterranee
  • tantra - lo yoga del sesso - omar garrison - ed. astrolabio
  • il libro dei segreti - bhagwan shree rajneesh (osho) - bompiani
  • ci-kung - le sei respirazioni terapeutiche secondo il tao e l'akasha - ed. mediterranee

spiritual journey that plays a vital part in artistic practice

<2018-03-26 lun>

Lee Kang-hyo 'Onggi Master' - film about a Korean potter

… the story of Lee Kang-hyo’s search for a beautiful life, through his work with clay and the love of his family. Set against the backdrop of his South Korean studio, it gives an insight into the spiritual journey that plays a vital part in his artistic practice.

SdrAmaca

la SdrAmaca si presta benissimo come seduta da meditazione

photo_2018-09-27_16-51-22.jpg

e cade a puntino in questo momento, avendo, proprio ieri, seguito la prima giornata di incontri di meditazione organizzati dall'Associazione Culturale Sahaja Yoga

Filatura Navajo

… Spinning, like a few other things, cannot be taught. A woman can "show" me how to do it; I must learn the coordination through practise. The perfection of the art is one which depends largerly on feeling, a niceness of balance and judgement between implement, material, and the spinner's hands. there will be difficulty… She learns through observation and experimentation… She will know… She will find also after more experience… She will be surprised… She also discovers… The learner will at first have to give her entire concentration to her task… It is not difficult to understand why spinning has become famed in song and story, why poets extol the nobilty of the spinner, why the art has even become symbolic of "goodness"… A spindle can always be carried with the little light wool necessary… the simplicity of the art, combined with the grace necesary for skill, are sufficient to account for the sentimentality arising in the soul…

Weaving a Navajo Blanket - Gladis A. Reichard - DOVER PUBBLICATIONS, INC. - New York

Lo Swadeshi di Gandhi: l'alternativa alla globalizzazione.   MeditazioneTessile autonomia filatura tessitura

<2019-03-22 ven>

swadeshi.JPG

… In India ogni villaggio aveva i suoi filatori, cardatori, tintori e tessitori, che rappresentavano il cuore dell'economia del villaggio. Quando l'India fu invasa da tessili fatti a macchina, meno costosi e prodotti in massa, provenienti dall' Inghilterra, gli artigiani tessili locali furono estromessi dal business e l'economia del villaggio ne soffrì enormemente. Gandhi credeva importante che l'industria fosse risanata e lanciò una campagna per arrestare l'influsso di tessuti britannici. Grazie a questo sforzo, centinaia di migliaia di intoccabili e Indù delle caste si unirono per disfarsi dei vestiti importati dall' Inghilterra o dalle industrie delle città, imparando a filare e a tessere le stoffe. Il filatoio divenne il simbolo della libertà economica, dell'indipendenza politica e della compattezza della comunità senza classi. Secondo Gandhi, i valori spirituali non dovevano essere visti come separati dalla politica, dall'economia, dall' agricoltura, dall'educazione e da tutte le altre attività della vita quotidiana…

Non produzione di massa ma produzione delle masse

http://www.ecn.org/molino/giornale/numero6/swadeshi.htm

Autore: SchiZo SchiZo

Email: schizo@autistici.org

Created: 2019-04-08 lun 12:33

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