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04/03/2019

ProgettoLana

l'idea è quella di riattivare tutte quelle microeconomie diffuse che hanno da sempre caratterizzato l'attività umana prima di una sua iperprofessionalizzazione indotta dalla trasformazione industriale; in sostanza si tratterebbe di spingere ognuno di noi urbanizzati a diventare produttori anche noi di questa complessa economia che gravita intorno alle questioni di una nuova sensibilità esistenziale, che sbrigativamente viene catalogata all'interno del eco-bio

ad esempio, la lana, che viene così poco valorizzata, particolarmente da un punto di vista dell'autoproduzione artigianale, potrebbe essere rimessa in circolo a partire da i tanti distributori che caratterizzano tutta la nuova fascia di mercato relativa ad i GAS, i nuovi mercati del circuito dell'agricoltura "consapevole", di piccola scala… nelle città potremmo lavorarla artigianalmente (per l'altissimo valore esistenziale che hanno questi tipi di lavorazione), per l'autoproduzione o distribuirla direttamente

InterGAS e le microeconomie diffuse

From: Ileana

Parlando del tuo bel progetto, nel mio gas è saltata fuori una zia di una socia che ha le pecore e che dopo averle tosate BRUCIA la lana perchè nessuno glie la compra e perchè lavarla e lavorarla per sè o per la famiglia è troppo faticoso per una persona anziana.

Mi ha detto che se ci serve per cominciare a far pratica la potrebbe dare a noi invece di bruciarla!

Discussione

schizo, <2009-05-27 mer 21:34>

From: SchiZo

come si potrebbe fare per iniziare la sperimentazione? chi lo desidera si accolla, che so, 2 kg di lana e prova a sperimentarne la lavorazione documentandone pubblicamente gli sviluppi in modo tale da avere un racconto collettivo dell'esperienza?

Disponibilità lana grezza

From: Donatella

Ciao a tutti, ho buone notizie! Primi di maggio posso portarvi un paio di kili di lana grezza pulita (gratuita) per iniziare e 3/4 kili di lana sporca per capire quanto lavoro bisogna fare per pulirla!! :-)

(se volete qualche consiglio al riguardo, chiedo) Le pecore non sono state ancora tosate perchè nel comasco fa ancora un po' freddino ma lo saranno a breve, mi hanno promesso che terranno la lana: ora sono anziani e non hanno più forza e voglia lavorarla, quindi la bruciano. . . (sperem, ogni tanto gli anziani si dimenticano).

Ma cardatrice, filatrici e fuso ci sono??? :-D

Discussione

schizo, <2009-05-27 mer 21:39>

sul forum di "Ravelry" http://www.ravelry.com/ che sto seguendo c'e' documentata l'esperienza di cardatura con spazzole per gatti :)

per chi fosse interessat[a|o] direi che si potrebbe iscrivere al sito per accedere al forum e contattarmi li su quella piattaforma in modo tale da seguire assieme l'evoluzione di questa esperienza "sullo stato della lana italiana" che ora, dopo lavatura e cardatura si sta accingendo alla filatura. sono presenti alcune foto e alcuni link a video che potrebbero essere ispiratori

sempre qui su, nella discussione "Corso di filatura di lana con il fuso (drop spindle) in pianificazione" viene documentata con fotografie la filatura attraverso questo fuso estremamente artigianale http://www.flickr.com/photos/35612328@N03/sets/72157614259023494/

E' arrivata la lana da lavare

From: Donatella

Ciao, i vecchietti si sono ricordati :-) Ho un bel sacco di lana da lavare e considerato il caldo di questi giorni stare con le mani a mollo non sarà neppure spiacevole, in più il caldo (NON IL SOLE DIRETTO) aiuterà nell'asciugatura.

La lana è di due tipi: un po' più corta per le prove di tintura, altra lunga e adatta alla filatura.

Lavaggio:

  1. sempre e solo acqua fredda
  2. due/tre lavaggi A MANO con detersivo per la LANA (si consiglia liquido) lasciando un poco in ammollo; sciacquare sempre bene
  3. in caso si voglia sbiancare. . . Babybianco quale ultimo passaggio
  4. allargare la lana a mano e lasciare asciugare all'ombra (consiglio: utilizzare le cassette di plastica di frutta/verdura: xchè lasciano passare aria e residui di acqua)

Discussione

schizo, <2009-05-27 mer 21:53>

Sono andato a prendere questo fantastico sacco di pecore e portandomelo via in spalla, in questa milano assolata, camminando lungo le strade, in metropolitana, mi sono sentito veramente bene

arrivata01.jpg arrivata02.jpg

schizo, <2011-01-29 sab 17:19>

From: Donatella

Allora un po' della storia ovina (almeno quanto ne conosco):

le pecore sono di mio suocero (non zii), ne ha 5: 4 femmine 1 maschio e provengono dalla bergamasca; ogni tanto le cambia per non produrre agnelli consanguinei comprandole da qualche pastore. Vivono all'aperto vicino a Torno (CO) tutta estate e in stalla in inverno. Vengono allevate prevalentemente per tenere pulito una vasto terreno una volta coltivato a fieno. . . diciamo che. . . vengono utilizzati quali tosaerba :-) e in più producono agnellini, che finiscono nella pentola di ia sucera :-(

Il Lavaggio

Seguendo i consigli di Donatella mi sono immerso nel lavaggio della lana e. . .

lavaggio01.jpg

Continuano le frugali emozioni.

lavaggio02.jpg lavaggio03.jpg lavaggio04.jpg

Le mani a mollo, lavando questo santo dono, è stata una ulteriore esperienza vitale, vitalizzante, un profondo senso di partecipazione alle fondamentali leggi dell'universo.

Alcuni appunti di cardatura e filatura

La cardatura è un'operazione che fa parte del processo di http://it.wikipedia.org/wiki/Filatura%7Cfilatura

della http://it.wikipedia.org/wiki/Lana%7Clana. Consiste nel liberare dalle impurità,

districare e rendere parallele le http://it.wikipedia.org/wiki/Fibre_tessili%7Cfibre%20tessili, al fine di permettere le successive operazioni di filatura.

Deve il suo nome alla pianta del http://it.wikipedia.org/wiki/Carduus%7Ccardo, anticamente le infiorescenze seccate del cardo dei lanaioli (che sono coperte di aculei) venivano usate per questo lavoro… (http://it.wikipedia.org/wiki/Cardatura%7Ccontinua%20su%20wikipedia)… Il Cardo dei Lanaioli l'Amico della Lana - La coltura è strettamente connessa con la tradizione tessile del Casentino. Si tratta della coltivazione di una specie che si trova in Toscana anche nella sua forma spontanea (Dipsacus fullonum) comunemente diffusa in luoghi pietrosi o lungo i fossi della Toscana, Marche, Abruzzi e Sardegna e poco differente dall'attuale forma coltivata (D. sativus). Il cardo è stato utilizzato nella lavorazione della lana fin dai tempi più antichi della civiltà egiziana. La specie coltivata è infatti derivata dalla selezione fatta dall'uomo nei secoli sulle piante che presentavano capolini più uniformi e compatti e per questo più adatti al lavoro della garzatura…

Il fuso è uno strumento

che permette di filare a mano.

La filatura si ottiene con la torcitura di fibre tessili in modo da trasformare un ammasso di fibre

in un filato

(continua su wikipedia)

Catullo (Nozze di Peleo e Tei, LXIV, 311-319) così descrive le Parche che filano i destini umani: "Laeva colum molli lana retinebat amictum dextera tum leviter deducens fila supinis formabat digitis: tum prono pollice torquens Libratum tereti versabat turbine fusum: Atque ita decerpens aequabat semper opus dens Lanaeque aridulis haerebant morsa labellis, quae prius in leni fuerant extantia filo: ante pedes autem candentis mollia lanae vellera virgati custodiebant calathisci".

"La sinistra teneva la conocchia coperta di morbida lana, la destra, leggermente tirando i fili, li formava con le dita supine, mentre col pollice supino torceva le fibre e faceva ruotare il fuso librato in aria dalla fusaiola. Al tempo stesso i loro denti, staccando le asperità, senza posa rendevano uniforme il filo e alle labbra disseccate aderivano le fibre della lana che dianzi fuoriuscivano dalla superficie compatta del filo; ai loro piedi i flosci bioccoli di candida lana empivano corbe di vimini"… (La filatura)

Discussione

schizo, <2009-06-08 lun 12:32>

Sto cardando

dopo alcuni giorni di tentativi con una sola spazzola cardatrice ho deciso di accoppiarla con un'altra e il risultato e' migliorato

cardatura.jpg

il problema che ora mi pongo, di fronte al tentativo di filatura con il fuso, e' di come "caricare" l'asta che porta la matassa di lana cardata. io, cioe', una volta fatti, diciamo cosi, alla bellemeglio, i serpentoni, devo avvolgerli tutti nell'asta e raccogliere la materia grezza seguendo questa disposizione della lana "riducendo" il serpentone in filato?

I miei primi 50… grammi di gomitolo

Dopo aver finalmente preso la mano alla cardatura con le due spazzole per cani "lanosi". . .

00029cardatura.jpg00030cardatura.jpg00033cardatura.jpg00034cardatura.jpg

e aver non poco tribolato per capire come mettere le mani al fuso. . .

00001filatura.jpg00003filatura.jpg00005filatura.jpg00008filatura.jpg00019filatura.jpg

ecco qua i miei primi 50 gr di gomitolo filati dalla preziosa lana degli zii di Donatella.

50gr.jpg

(oggi sono arrivato a 100 gr)

Discussione

schizo, <2009-07-04 sab 15:20>

giusto prima di partire per la trasferta romagnola sono arrivato a quota 350 gr di preziosissimo filato.

mano a mano che procedo si può notare una maggiore uniformità dello spessore ed un suo assottigliamento.

rimando a settembre la continuazione della filatura e l'inizio della lavorazione. . .

350 gr

sono arrivato a quota 350 gr di preziosissimo filato di lana.

350gr.jpg

c'è da dire che mano a mano che prosegue la filatura il filato diventa sempre più uniforme e più sottile rispetto all'inizio.

binatura

Durante la realizzazione del poncho/kimono

kiponcho.jpg

m'è capitata la sorpresa di arrivare a finire la lana a 3 ferri, dico TRE ferri!!!, dalla fine dell'opera. Pensa che ti ripensa ho passato al vaglio una valanga di possibilità e alla fine ho deciso di farmi un filato abbastanza simile con la lana che sto lavorando. Sono passato così dalla filatura semplice di un solo filo ad uno composto da due più sottili, così come viene realizzato attraverso la binatura. . .

oh! è venuto benissimo, praticamente non ci si accorge dell'aggiunta e in più ho avuto l'occasione di provare una fase nuova della trasformazione della lana.

Il gilè (di lana cardata & filata da me)

Eccolo qua

gile_cardato-filato.jpg

L'unica deficenza, che poi alla fine s'è trasformata in un'occasione, è che, per cercare di utilizzare solamente il filato che già avevo creato mi son costretto ad una taglia che per me era decisamente scarsa. . . ma che sta a pennello a cristina :)

MioMaglione

Con la mia (da me lavata cardata filata) lana e un gioco dei ferri del 4.5 mi accingo a farmi il MioMaglione.

miomaglione.jpg

Iniziando dal collo, monto 96 maglie e ne lavoro 3 giri poi passo alla creazione delle spalle utilizzando tutte le 24 maglie presenti su ogni ferro e lavoro a maglia rasata (con vivagno legaccio (lavorando sempre a dir la prima e l'ultima m)). . . per 40 ferri.

Poi riprendo una parte (diciamo il dietro) e proseguo, a occhio, sino a raggiungere un'altezza adatta per creare un giromanica sufficente, poi faccio l'altra (davanti) parte uguale, metto tutte le maglie sul gioco dei ferri (4+1) e proseguo sino a raggiungere la lunghezza giusta di tutto il maglione.

Riprendo 105 maglie nella manica e le metto sul gioco dei ferri lavorando 75 giri. . . poi li lascio in sospeso (che mi sa che per quest'anno mi tengo il maglione a maniche corte, dato che oramai è primavera. . . al resto delle maniche ci penserò 'staltr'anno) e passo all'altra manica. . .

per noi - per voi

l'ultima riunione del FiloDiPaglia è stata occasione per me di riflessione.

noi possiamo essere semplici consumatori (buongustai), consumatori critici ma da questa esperienza collettiva possiamo pure cogliere l'occasione per trasformare noi stessi ancora più profondamente riflettendo sulle nostre abitudini di vita, sui nostri gesti quotidiani, sul nostro agire.

possiamo cioè scovare tantissimi piccoli produttori di buonissimi prodotti realizzati con cura (Oranami. . .), affiancare il nostro sostegno a cause sociali di un certo rilievo (pastori abruzzesi, sardi. . .), aumentare il nostro campo d'azione quotidiano acquisendo abilità artigianali di trasformazione delle "materie prime" (panificazione, confetture. . .).

rientra in quest'ultimo caso la lavorazione della lana da me proposto tempo fa con lo scopo di creare un circuito virtuoso tra chi alleva ovini di varie specie e chi, da consumatore critico, per quanto si voglia, resta pur sempre alienato nei gesti quotidiani del suo lavorare [con|nel] mondo. questo mio concentrare l'attenzione sulla diffusione "orizzontale" di queste pratiche è l'aspetto caratterizzante della proposta, quel qualcosa in più che la differenzia da altre esperienze simili (come ad esempio quella, senza dubbio interessante, della ASSOCIAZIONE della PECORA BRIANZOLA che mi è stata indicata, dove il processo di trasformazione della lana è, coerentemente e intelligentemente, demandato professionalmente agli artigiani locali).

l'obiettivo più importante non è salvare la lana, ma noi stessi; l'utilizzo di questo preziosissimo materiale da parte nostra dà valore, senso, profondità al nostro creare.

a mio parere bisogna deprofessionalizzare la società e favorire la diffusione di abilità artigiane (comprendenti ritmi e tempi) che riassegnino una creatività quotidiana all'uomo in grado di riorientarlo verso un rapporto diretto con la vita.

tintura caffè

ora sono passato alla tintura, intendiamoci, niente di che eh!?, però è pur sempre un ulteriore tassello che si aggiunge a questa bellissima esperienza

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ho usato semplicemente dei fondi di caffè che ho fatto bollire per un'oretta in modo da creare il bagno colore e poi ho immerso le matasse di lana in acqua e aceto (3/1) facendo bollire per un'altra ora e lasciando raffreddare il tutto nell'ammollo.

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non ho usato un mordente classico, cosa che mi prefiggo nelle prossime puntate, però il color cappuccino (sbiaditino) è pur venuto

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corsi di filatura

Valentina ha proposto a noi gas milanesi

la realizzazione di corsi di filatura in perfetta sintonia con questo progetto di riutilizzo del pelo delle pecore dei nostri produttori di formaggi

chi ne fosse interessat[o|a] può farne segnalazione a me, nella Discussione qui di seguito, oppure in lista intergas

Discussione

Valentina Chieregato, <2011-02-18 ven 13:03>

Ciao a tutti, sono Valentina e vorrei con i miei corsi dare l'opportunità di sfruttare quel Bianco vestire che è la lana. . . quella che i pastori buttano via a non più di 50 km da casa vostra! Quella che attraverso una lavorazione antica e quasi mistica vi permetterà di scaldervi in inverno e mostrare con soddisfazione una coccola calda e avvolgente (il vostro primo maglione) Ho già fissato un corso al 3 di aprile sul lago di Garda, ma se c'è abbastanza gente (5 persone) e un posto con un lavandino si potrebbe organizzare un corso anche a Milano.Sarebbe auspicabile organizzarlo prima della tosatura così si potranno prendere accordi con i pastori per la lana da utilizzare in futuro. Per contattarmi lenostrepecore@yahoo.it

TODO ci son lane e lane

ho contattato un pastore che ha della lana di pecore "frisone" che ha un qualche anno

frisone.jpg

è lana di un gregge che lui non ha più, non gli piacevano, non pascolavano; sono pecore da latte che, per la filatura, hanno un pelo migliore rispetto alle sarde

immagine1658xm6.jpg

che attualmente possiede

Il vello è bianco e costituito da lana con fibre di buon valore tessile (lana croiseè) per chi ha ancora la fortuna di poterla utilizzare.

guardando un pò in giro mi rendo conto dell'opportunità di iniziare a prendere appunti relativi alla qualità dei velli delle varie razze ovine italiane, o per lo meno che si possono trovare sul nostro territorio

TODO brianzola

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La lana nella Brianzola era ed è limitata alle parti del corpo che danno lana migliore e perciò quasi priva di scarti. Si ottengono in due tose annuali, circa 2/3 kg. nelle femmine e 3/4 kg. nei maschi. La resa di lavato a fondo è di circa il 60%. "Il vello è semi aperto, soffice, morbido e untuoso con un buon numero di ondulazioni con una finezza di tipo "D" (classificazione tedesca), pari a 30-32 micron.

http://www.pecora-brianzola.it/

Una pecora multifunzionale: la Brianzola, salvata dall'estinzione, si segnala tra le razze autoctone più dinamiche e interessanti

http://www.ruralpini.it/Inforegioni29.10.09.htm

<2012-10-01 lun>

in ottobre si tiene la manifestazione monzese Vivilana per il recupero della lana di Pecora Brianzola

La pecora Brianzola [The Wool Box]

La Brianzola è una pecora autoctona della Lombardia, la cui area di origine e diffusione attuale è la Brianza (territorio compreso tra Monza, Como e Lecco), e in particolare i comuni di Cesana Brianza, Civate, Galbiate, Proserpio, Suello e Valmadrera. Dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta ha conosciuto un periodo di crisi che l'ha portata sull'orlo […]

http://blog.thewoolbox.it/2012/04/16/la-pecora-brianzola/

L'Italia aveva due razze principali specializzate per la produzione di lane di qualità

gentile di puglia

gentilepuglia.jpg

TODO MeditazioneTessile all'Elicriso

l'esperienza raggiunta nella filatura attraverso questa esperienza potrebbe essere alla base di una sua riproposizione all'Elicriso

non un progetto rigidamente definito, ma in via di trasformazione, adattamento alle esigenze

filatura di un quantitativo piuttosto limitato di lana

si potrebbe partire con questo obiettivo minimo, quasi a livello performativo

Lane dei produttori conosciuti

filati

le filature potrebbero essere messe in conto vendita, con il "marchio" di chi ha realizzato i vari filati (per una tracciabilità)

realizzazione di tessuti

con i vari filati si potrebbe proseguire l'esperienza facendoli diventare tessuto (o lavoro a maglia/uncinetto)

telaio artigianale (cassetta)

telaio a tensione

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