29 OTTOBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

Teatro, Cogi sotto tiro.
Protesta in via Calvi. Salta l'inaugurazione.
In sciopero tutti gli "Insegnanti sfruttati dallo Stato"
RECOARO.Antenna Umts niente accordo Il prefetto rinvia.

Consiglio comunale . Sindaco e maggioranza dicono no al dibattito, ma cresce lo scontento verso la ditta che gestisce il cantiere
Teatro, Cogi sotto tiro
Tutti arrabbiati per le buste-paga ritardate

di Antonio Trentin

Nella costruzione del nuovo teatro in viale Mazzini «le cose stanno andando in maniera regolare » parole della neo-assessore ai Lavori pubblici Carla Ancora, ma la ripetuta questione dei ritardati pagamenti ai dipendenti dell'impresa Cogi sta innervosendo il Comune committente dell’opera. «Non sono preoccupato per il rispetto del crono-programma - ha commentato il sindaco Enrico Hüllweck confermando le considerazioni della sua collaboratrice -. Sono scandalizzato che gli operai non ricevano la busta-paga nei tempi previsti». Il caso dei ritardi di pagamento che periodicamente si ripropone e provoca scioperi in cantiere è stato affrontato ancora una volta in Consiglio comunale per iniziativa del diessino Ubaldo Alifuoco e dei suoi colleghi della Quercia, della Margherita e di Rifondazione.
E ancora una volta c’è stata corale riprovazione per quanto sta succedendo: Alifuoco ha definito «ridicolo e buffonesco dire, come fa l’impresa, che i ritardi ci sono perché i dipendenti non hanno il conto corrente»; il sindaco si è preso l’impegno, se le cose si ripetessero, di «intervenire in maniera dura, definitiva e risolutiva». È toccato all’Ancora di rendere conto dei dettagli burocratici di una disputa che di rimbalzo colpisce l’Amministrazione: «I ritardi non ammettono giustificazioni. Il capitolato d’appalto prevede l’intervento del Comune nel caso di dilazione oltre i quindici giorni. Il sindaco era già intervenuto nei mesi scorsi e lo ha rifatto questa volta. Mercoledì gli stipendi sono stati corrisposti». È toccato a Hüllweck confermare le preoccupazioni per questo comportamento della Cogi, ma di esternare anche considerazioni più pungenti relative al clima che circonda la “Grande Opera” in corso al di là delle mura di Porta Nova. L’ha fatto chiedendo al centrodestra - che ha obbedito - di rifiutare un dibattito generale chiesto da Alifuoco & C.: prima del voto che ha bocciato la proposta, Hüllweck ha ironizzato sulle «tante candele accese nelle chiese di Vicenza perché il teatro non si faccia e la Cogi vada via, magari licenziando gli operai». Il dibattito poteva diventare «un’arma in più per me» , ha aggiunto il sindaco, ma meglio non farlo, per evitare occasioni di fastidio e di conflitto. «Se da oggi in poi le cose non dovessero cambiare - ha concluso riferendosi alla regolarità delle buste-paga - mi prendo io stesso l’impegno di portare l’argomento al dibattito del consiglio». Sul tema si era fatta di nuovo sentire ieri la Cgil, con Danilo Andriollo (segreteria confederale) e Antonio Toniolo (Fillea). Riferendosi ai sei giorni di sciopero finora effettuati, hanno indicato il rischio che le cose non si sistemino neanche nei prossimi mesi. E sul responsabile della Cogi hanno dichiarato che «è riuscito ad avere due primati a Vicenza: è il primo imprenditore a giustificare i ritardi nel pagamento della retribuzione con problemi di conto corrente e a buttarla in politica per trovare giustificazione alle proprie inadempienze. Tra l’altro aggrappandosi al sindaco, il quale finalmente afferma che avevamo e abbiamo ragione».


Il caso
Protesta in via Calvi Salta l’inaugurazione
Il sindaco irritato si rifiuta di tagliare il nastro

di Maria Elena Bonacini

La pista ciclabile di via Calvi? Una benedizione. Il rito cristiano amministrato da don Domenico Pegoraro, parroco di S. Pio X, è infatti stato l’unica inaugurazione del nuovo percorso ciclabile dopo che il sindaco Enrico Hüllweck ha rifiutato di tagliare il nastro per la presenza di quattro manifestanti-sandwich che contestavano un’«inaugurazione parziale». Cioè del primo stralcio, costato 267.658 euro che comprendono anche il restringimento della carreggiata nell’ambito del progetto 30 all’ora e la realizzazione di incroci rialzati “corredati” di catarifrangenti a led. L’“inconveniente” ha guastato la festa all’assessore alla mobilità Claudio Cicero, accompagnato dall’ingegner Giovanni Fichera, ma anche al presidente della Circoscrizione 3 Lucio Zoppello e ai consiglieri forzisti Ivo Furlan (comune) e Nereo Galvanin (provincia).
«Cicero - hanno attaccato i manifestanti - ci ha promesso durante l’ultima assemblea che avrebbe completato la pista ciclabile, progetto che abbiamo sempre contestato, con l’apertura del sottopasso di via Meschinelli, opera richiesta da tempo. Oggi vediamo invece inaugurare solo la parte inutile del progetto». Contrario a questa interpretazione è ovviamente Cicero, che avrebbe voluto procedere con la cerimonia. «Si tratta - ribatte seccamente - dell’inaugurazione del primo stralcio, già completato, che sarà seguito da un secondo che comprenderà appunto via Meschinelli. Non ho però mai promesso che avrei fatto tutto in una volta e i disegni depositati sono molto chiari. È un peccato che non si sia fatto nulla a causa della protesta di quattro persone quando ce ne sono molte altre alle quali evidentemente il progetto va bene». Irremovibile il sindaco, che ha spiegato di «non voler festeggiare data la contrarietà di alcuni cittadini». Il nastro tricolore è quindi uscito illeso, sfuggendo per una volta alle affilatissime forbici “d’ordinanza” mentre i cespugli che lo sostenevano sono tornati in serra in attesa di tempi migliori. A dare un tono solenne alla cerimonia ha quindi dovuto provvedere don Domenico con una benedizione «che non significa che va tutto bene così ma è un auspicio che Dio aiuti a risolvere la situazione». Tuttinbici ha invece portato il proprio plauso all’opera che «è un passo avanti - come afferma Carlo Osti - anche se noi siamo per le cose compiute e ci auguriamo che il progetto sia completato quanto prima».
«Per questo - spiega Cicero - ci vorrà un po’ di tempo. Quello necessario per sistemarlo strutturalmente perché ora non è fruibile a causa delle infiltrazioni d’acqua mentre procederemo alla parte di progetto che si prolunga verso via Giorgione». Ad addolcire la mattinata ha pensato la pasticceria Susanna con un buffet al quale si sono uniti anche i contestatori e i soddisfattissimi ragazzi del liceo artistico Martini, felici di aiutare l’assessore non solo in campo artistico.


Scuola. I sindacati confederali hanno fissato per il 15 novembre la giornata di mobilitazione generale contro i tagli promossi dal governo
In sciopero tutti gli “Insegnanti sfruttati dallo Stato” Distintivo per i precari che aspettano da quattro mesi lo stipendio. Sul tavolo anche la riforma

di Anna Madron

È un autunno caldo per la scuola che non intende deporre le armi di fronte alle questioni ancora aperte: riforma, precari, contratto. E in agenda sono state già fissate le date della protesta che esploderà il 15 novembre prossimo, giorno in cui i sindacati confederali hanno indetto uno sciopero generale per riportare l’attenzione di tutti sulla politica dei tagli, sui mancati investimenti a fronte di un aumento di iscrizioni, sull’attivazione dei posti di sostegno necessari. Problematiche, queste, al centro della manifestazione promossa dalla Gilda degli insegnanti che si è svolta mercoledì a Venezia e a cui hanno preso parte i precari vicentini del Cip che l’altro ieri in segno di protesta hanno disertato la prima e l’ultima ora di servizio, prima di salire sul treno che nel primo pomeriggio li ha portati alla mobilitazione in difesa della scuola pubblica. Tra le richieste, formulate da Francesco Bortolotto, segretario regionale della Gilda, «la valorizzazione della qualità del sistema di istruzione e rispetto del dettato costituzionale, attraverso il potenziamento delle risorse destinate alla scuola, in alternativa alle politiche dei tagli a risorse ed organici portata avanti dal governo. Il tutto al fine di stabilire condizioni ottimali di insegnamento e di apprendimento». La lista “nera” prosegue con «l’emanazione di un piano di assunzioni del personale precario su tutti i posti disponibili, la regolarità degli stipendi, anche nei mesi estivi, e l’adeguamento agli anni di servizio». Concetti ribaditi anche da Achille Variati, capogruppo della Margherita in Consiglio regionale, presente alla protesta degli insegnanti e intenzionato ad incontrare una delegazione della Gilda «per esaminare - ha detto - la possibilità di sostenere la richiesta di un referendum abrogativo della riforma Moratti che potrebbe avvenire con l’adesione di cinque consigli regionali». Acque agitate, dunque, anche perché il progressivo abbassamento qualitativo dei processi di apprendimento, oltre che di insegnamento, non appare più un rischio remoto, anche alla luce della situazione in cui versano i docenti precari. Che in questi giorni circolano muniti di uno stemma, simile a quello della Repubblica, con scritto “Insegnante sfruttato dallo Stato”. Un “distintivo” che gli stessi precari invitano ad attaccare ai vestiti o alla borsa ed esibire ai collegi docenti, alle riunioni e durante il ricevimento dei genitori. Perché, dicono, «tutti devono sapere che siamo senza stipendio da quattro mesi».


Recoaro/2. Al 15 novembre
Antenna Umts niente accordo Il prefetto rinvia

( m. sc. ) Tutto rimandato al 15 novembre. Solo quel giorno si saprà quale sito recoarese ospiterà l'antenna Umts. Si è concluso con una proroga ulteriore l'incontro col prefetto Angelo Tranfaglia, davanti al quale si sono riuniti il sindaco Franco Viero, tre esponenti del Comitato Griffani ed una rappresentanza dell'H3g, ditta installatrice. Quanto alla partecipazione dei capigruppo consiliari alla riunione di ieri, il Prefetto ha espresso il proprio rammarico per non essere stato informato di tale richiesta e di non averla quindi nemmeno presa in considerazione. Le parti si sono presentate senza alcun documento comune, circostanza che ha contrariato il prefetto. Da una parte, l'H3g ha comunicato che i siti alternativi all'albergo Alpino non rispondono alle esigenze tecnico commerciali dell'azienda. Dall'altra, il Comitato Griffani ha chiesto una proroga di un mese per acquisire maggiori elementi dal punto di vista "sanitario". Il compromesso si è individuato sulla data del 15 novembre, quando le parti dovranno ripresentarsi in prefettura, stavolta con tanto di accordo preconfezionato. Si profilano giorni di trattative serrate. Intanto il prefetto ha fatto propria l'esigenza di avere anche un parere "medico", finora mancante. Ha già richiesto all'Ulss di fornire un'attestazione che illustri l'impatto sulla salute delle antenne - Gsm, già esistente, e Umts - posizionate in quell'area del paese. Richiesta potenzialmente «rivoluzionaria», visto che l'Ulss non si è mai pronunciata.