29 MAGGIO 2005

dal Giornale di Vicenza

THIENE.Ecco la sala della musica
MONTECCHIO MAGG.La Fiamm trasloca in Cina

L’istituto “Città di Thiene” ospiterà la struttura per i giovani costata 30 mila euro
Ecco la sala della musica
Inaugurato lo spazio per registrazioni e concerti

di Marita Dalla Via

Ragazzi che vogliono fare musica ma non hanno nessuno spazio idoneo per provare, band che avrebbero l’ambizione di realizzare un cd registrando le proprie canzoni ma i prezzi sono talmente proibitivi che finora non sono mai riusciti a farlo; i tempi difficili sono finiti. Adesso la soluzione c’è ed è il comune a promuoverla; all’istituto musicale di Thiene nascono nuove possibilità per avvicinare i giovani alla musica e soddisfare ogni loro potenzialità. Una sala di registrazione, computer e tecnologie per la musica. Tutto questo grazie ad uno studio inaugurato l’altro giorno all’istituto musicale “Città di Thiene” «Già da qualche anno si discuteva della necessità per i giovani ed i gruppi musicali di avere uno spazio per fare musica, anche ad alti livelli - ricorda l’assessore alle politiche giovanili Massimo Zerbo -. Adesso questa opportunità c’è, e c’è anche l’intenzione di realizzare all’istituto musicale una seconda sala prove, oltre a quella già esistente, un sito web per dare la massima visibilità alle varie azioni previste all’interno del progetto, che ha avuto un costo complessivo di 30 mila euro». Il progetto a cui ci si riferisce è “Thiene mi fa musica”, che ha avuto l’approvazione ed un finanziamento regionale, e che ha posto le sue basi ancora quando, nel 2003, all’istituto musicale cittadino è stata realizzata una sala prove a disposizione dei gruppi musicali thienesi. La sala prove è attualmente gestita direttamente dai giovani che si sono costituiti in associazione; è frequentata abitualmente da 10 band per un totale di 60 giovani. Ora, i nuovi accorgimenti tecnologici della sala incisioni, che hanno la supervisione di Francesco Thiella, responsabile tecnico, consentiranno dunque, anche a questi ragazzi, ma anche a chiunque voglia, dunque, di dare libero spazio e sviluppare al meglio la propria creatività. «L’istituto musicale diventa così centrale per veicolare la cultura - ricorda Bruno Grotto, direttore dell’istituto -. Con il nuovo studio di incisione non solo si alimenta la realtà creativa dei giovani, ma la si può concretizzare realizzando un cd o una traccia musicale che poi rimangono nella storia del gruppo e dell’istituto». La sala incisione serve infatti anche internamente, per gli iscritti all’istituto che possono provare, mettere a frutto quanto hanno imparato, sperimentare e mettersi in gioco. Un ultimo intervento, sempre collegato con il progetto “Thiene mi fa musica”, è la realizzazione nei prossimi mesi di un opuscolo, in collaborazione con l’Informagiovani, in cui registrare tutti i gruppi musicali che esistono nella zona di Thiene, dove suonano abitualmente, che tipo di musica fanno; una piccola “mappa sonora” dunque per orientare alla musica


Montecchio/1. L’azienda trasferisce la produzione in Asia. Lunedì sciopero
La Fiamm trasloca in Cina
Chiuderanno tutte le sedi, a casa 420 lavoratori

di Eugenio Marzotto

Era nell’aria da tempo ma c’era ancora chi non voleva crederci. La Fiamm andrà a produrre in Cina, India e Cechia, sventolando la bandiera dell’“internazionalizzazione”, termine che significa solo una cosa per un’azienda storica come quella di viale Europa. Chiudere gli stabilimenti di Almisano e di via Gualda a Montecchio. Resteranno a casa 420 operai, si salveranno, fino a quando non si sa, 156 impiegati che oggi lavorano nello stabilimento di viale Europa. La comunicazione di un piano industriale con cui la Fiamm saluta Montecchio per sempre, è stato presentata dai vertici dell’azienda ai sindacati, giovedì sera. Un piano, il terzo in quattro anni, che ribalta di sana pianta quello di un anno fa, quando l’azienda aveva dichiarato la disponibilità di mantenere nel vicentino uomini, mezzi e produzione. «O l’azienda ha giocato sporco prima o la sta facendo adesso», è stato il duro commento a caldo della delegazione sindacale a margine dell’incontro. Sia chiaro, la Fiamm è destinata a sparire da Montecchio, ma non a dissolversi come azienda, visto che da mesi è presente in Asia dove conta tra Cina e India stabilimenti che danno lavoro a 1.500 persone. Poche parole, le stesse spiegazioni che risuonano nelle stanze di viale Europa almeno da cinque anni. Il presidente Dolcetta e l’amministratore delegato Gaudio l’altra sera sono stati più realisti del re. «I concorrenti asiatici corrono più di noi, la crisi delle auto è planetaria, il costo della materia prima si è fatto soffocante». Risultato: si andrà a produrre dove costa meno realizzare avvisatori acustici e batterie per telecomunicazioni, ovvero in Asia e nell’est europeo. Scenari noti, copioni già visti, a cui nemmeno la Fiamm ha potuto fare a meno. A un mese circa dall’ingresso di Enersys, il colosso americano che ha acquistato il ramo d’azienda della Fiamm e che produce batterie per trazione, con la notizia di giovedì di fatto da Montecchio entro un anno non uscirà più nulla con il marchio dell’azienda che produce qui da quasi 60 anni. La risposta di Fim, Fiom e Uilm è stata immediata con otto ore di sciopero che si sono consumate ieri, ma altre iniziative di protesta sono previste per la settimana prossima, con l’obietivo di far fare retromarcia alla Fiamm. «I dati restano buoni - raccontano in conferenza stampa Antonio Sirimarco, Maurizio Ferron e Carlo Biasin, rispettivamente di Fim, Fiom e Uilm -. La stessa azienda giovedì ci ha comunicato che le perdite sono in diminuzione, così come l’indebitamento con le banche. Cresce anche il margine operativo lordo. E con questi dati decidono di andare in Cina? E’ incomprensibile ed è per questo che tenteremo tutte le vie per arrivare ad un accordo, coinvolgendo opinione pubblica e istituzioni». Una cosa nel frattempo è decisa. Il 10 giugno lo sciopero nazionale dei metalmeccanici farà tappa proprio a Montecchio, comune scelto per rappresentare la crisi industriale vicentina.