27 DICEMBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

Clandestino. Tre mesi dentro
Una piazza per Nassiriya? Il voto ora slitta a gennaio
"Ma che fai nella Fiamma?" Su Puschiavo critiche e ironie
LONIGO.Il Consiglio di Stato boccia la richiesta di sospensiva Ora è via libera alle antenne

Le volanti hanno ammanettato un moldavo in virtù di un ordine di carcerazione
Clandestino. Tre mesi dentro
Pena diventata definitiva. È la prima volta nel Vicentino

(d. n.) È il primo provvedimento di questo genere nel Vicentino da quando è tornata in vigore la legge: un ordine di carcerazione per clandestinità recidiva, un’ulteriore arma in più per le forze dell’ordine per combattere il fenomeno delle presenze irregolari nel Vicentino. Il moldavo Fiofil Plesca (nella foto a sinistra) , 57 anni, è stato arrestato e accompagnato in carcere dove dovrà scontare tre mesi di reclusione. Le volanti avevano attuato, l’altro pomeriggio, dei controlli mirati nella zona di Campo Marzo. In via Dalmazia gli agenti avevano trovato una dozzina di persone, fra romeni e moldavi, che sono stati tutti controllati e chi non aveva il permesso di soggiorno era stato accompagnato in questura per le verifiche con le impronte digitali. Fra questi era spuntato Plesca, già arrestato dalla questura dopo un controllo in centro città nel maggio 2003 per clandestinità.
In quell’occasione era stato condannato a tre mesi, ma la sua presenza in città l’altro pomeriggio lo ha tradito. Nel frattempo, la condanna è diventata definitiva ed è spuntata dai controlli al terminale. Ragion per cui i poliziotti lo hanno ammanettato e condotto in carcere, mentre ad alcune delle persone che erano con lui è stato consegnato l’ordine del questore di lasciare il paese.


Nulla di fatto in Circoscrizione 5 per il progetto targato An
Una piazza per Nassiriya? Il voto ora slitta a gennaio
Cena di corrente per i forzisti (che non condividono l’idea...)

di Maria Elena Bonacini

Circoscrizione 5, abbuffata natalizia o mal di pancia congressuale? E la mozione di An per l’intitolazione della piazza antistante la scuola "Prati" ai caduti di Nassiriya che non piace a Forza Italia slitta a gennaio.
Lunedì sera, cioè ventiquattr’ore dopo la nomina del nuovo segretario cittadino forzista non conclusasi bene per la corrente che fa riferimento all’assessore al bilancio Marco Zocca, il parlamentino di Laghetto era infatti orfano della maggior parte dei consiglieri azzurri: Mauro Panzolato, assente annunciato da tempo, e i quattro che fanno riferimento all’area "zocchiana", Giorgio Borghi, Ivan Brotto, Matteo Gallo e Pietro Costa, impegnati in una cena di partito. Anche se il dubbio è che la riunione conviviale sia caduta, è il caso di dirlo, "a fagiolo" per ricordare alle altre forze politiche il peso specifico della corrente in via Lago di Pusiano.
Senza i quattro "zocchiani" alla maggioranza manca infatti il numero legale e il timone passa in mano all’opposizione che può decidere se assicurare o meno la prosecuzione dei lavori. Com’è successo, anche se a parti inverse, proprio lunedì, quando a "sgomberare" la seduta è stata però la maggioranza stessa che l’altra sera non era tale. Il centrodestra disponeva infatti di sette consiglieri contro gli otto del centrosinistra al gran completo. E se i contributi alle associazioni sono passati senza intoppi la maggioranza ha evidentemente deciso, dati i numeri, di non rischiare sulla mozione.
Proprio i proponenti hanno quindi deciso d’abbandonare la sala innescando una dura protesta del centrosinistra che ha "sfoderato" le bandiere della pace portate per l’occasione. «Sorprende e scandalizza - attacca infatti il capogruppo di Vicenza capoluogo Gianpaolo Giacon - che i firmatari stessi della mozione rinneghino così palesemente un documento da loro sottoscritto. Era forse diventato sbagliato, inopportuno, privo di fondamento nel corso solo di poche ore? O forse solo la certezza dei numeri per l’approvazione rende una proposta valida»?
«Noi consiglieri di minoranza - conclude Giacon - avremmo voluto riflettere sui contenuti della mozione, ma purtroppo attorno al tavolo sono rimaste solo le bandiere della pace». A sdrammatizzare pensa il presidente Marco Bonafede, che pare non considerare la possibilità di un’assenza "strategica". « Penso - afferma - che si tratti solo di una cena. Ho infatti sentito Zocca che m’ha spiegato di non sapere della riunione di questa sera e che m’ha assicurato la collaborazione dei consiglieri. Non voglio quindi attribuire alcuna connotazione politica all’accaduto». Tesi confermata dal forzista Pietro Costa che spiega che «il Consiglio è servito a fare chiarezza all’interno del partito». «Bonafede - continua il consigliere - sapeva che c’era la cena e che non si tratta di un’assenza politica. Del resto l’unico ordine del giorno da discutere era la mozione di An, documento del quale abbiamo saputo dalla stampa, che non condividiamo e che non voteremo a meno che non se ne parli prima. Non ci va che i bambini giochino in una piazza dedicata ai caduti di Nassiriya ma siamo disponibili al confronto».
Come a dire: «Meglio che non ci fossimo altrimenti l’avremmo bocciata». Atteggiamento che non fa ben sperare per il nuovo anno.


Estrema destra. Dopo l’ingresso del capo skin nel partito
«Ma che fai nella Fiamma?» Su Puschiavo critiche e ironie
Caratossidis (Fn) candida come suo avversario l’avvocato Bussinello

(s. m. d.) «Piero, cosa stai facendo? Non ti riconosciamo più...». Dalla super confederazione di Alternativa Sociale si continuano a produrre critiche e rimpianti indirizzati a Piero Puschiavo, fondatore del Veneto Fronte Skinheads, ed ora in piena ascesa politica nel Msi-Fiamma Tricolore. A parlare, questa volta, è direttamente Paolo Caratossidis, segretario regionale e dirigente nazionale di Forza Nuova.
«Siamo profondamente delusi dalla scelta di Puschiavo, non si rende conto che sta avanzando dentro un vicolo cieco - esordisce Caratossidis - vogliamo essere in buona fede, per questo gli diciamo semplicemente che sta commettendo un grosso errore. Ma al contempo ci pare tanto strano che abbia fatto questa scelta, lui che ha sempre concepito la politica dentro un'espressione libera e non certo così formale come nella direzione verso cui sta andando». Una frecciatina, però, sembra non essere risparmiabile: «Di solito prima si lavora e poi pian piano arrivano le nomine - si prosegue - invece vediamo che a Piero sta succedendo il contrario. Fra l'altro non riusciamo a capire come farà a conciliare l'ideologia e i programmi skinhead con quelli della Fiamma». Nell'estrema destra mussoliniana ci si continua chiedere, dunque, perché Puschiavo non abbia scelto di entrare in una formazione politica come Alternativa Sociale, ritenuta più dinamica e più vicina agli intenti dello stesso capo skin. «La nostra formazione sta dimostrando di diventare progressivamente sempre più forte dal punto di vista elettorale - puntualizza il segretario di Forza Nuova - alle europee abbiamo preso 400mila voti, alle regionali 40mila e, per quanto riguarda le suppletive , in un solo collegio siamo riusciti a totalizzare il 10 per cento sul totale dei voti. Questo dimostra anche quanto la confederazione, come innovativa forma di aggregazione che lascia una certa libertà ai suoi aderenti, sia la forma vincente per la politica del futuro, a differenza di burocratiche e sorpassate forme partitiche, come ad esempio è la Fiamma». E l'imminente futuro sembra riservare ulteriori sorprese e nuovi rischi di collisione fra Alternativa Sociale ed Msi-Fiamma. «Alle elezioni regionali noi candideremo Roberto Bussinello, l'avvocato che ha assolto Puschiavo - spiega Caratossidis - siamo proprio curiosi di sapere come si comporterà Piero in questa occasione e, soprattutto, di sapere con che presupposti sosterrà una candidatura alternativa».


Lonigo
Il Consiglio di Stato boccia la richiesta di sospensiva Ora è via libera alle antenne

di Lino Zonin

Come si temeva, il Consiglio di Stato ha rigettato la richiesta di sospensiva di un precedente dispositivo del Tar, presentata dal Comune di Lonigo e riguardante l'installazione di due nuove antenne per la telecomunicazione nel territorio cittadino. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale annullava di fatto il regolamento emesso dal Comune per evitare "antenna selvaggia" e salvaguardare i cittadini dall'inquinamento elettromagnetico. Il pronunciamento del Consiglio di Stato avalla in sostanza quella decisione e lascia via libera al gestore telefonico (la H3G) di innalzare le due antenne in questione nei siti già individuati (frazione Madonna e via Santa Marina). Un accordo preso in via bonaria tra le parti in causa dovrebbe comunque aggirare l'ostacolo: il Comune si è infatti impegnato ad individuare due siti più periferici su cui posizionare i tralicci e il gestore ha già annunciato che, fatti salvi i requisiti tecnici, accetterà la proposta del Comune. Nel frattempo, essendo di fatto stato annullato il regolamento di tutela precedentemente in essere, il territorio cittadino è indifeso di fronte al possibile insediamento di altri ripetitori. Per questo motivo, nell'ultima riunione del consiglio comunale era prevista l'approvazione di un nuovo dispositivo per regolamentare l'insediamento di nuove antenne. L’assessore all'ambiente Roberto Nisticò ha spiegato che l'ufficio tecnico non era riuscito, dati i tempi strettissimi a disposizione, a predisporre la documentazione necessaria per una discussione approfondita.
«Dato il clima di conflittualità esistente con i gestori della telefonia - ha continuato Nisticò -, non possiamo correre il rischio di mettere a repentaglio la validità del regolamento per vizi formali. Propongo quindi di convocare una nuova riunione del consiglio, non appena la documentazione sarà pronta». Tutti i presenti si sono dichiarati d'accordo ad interrompere le vacanze natalizie e di ritrovarsi domani per approvare in via definitiva il regolamento. Il capogruppo di maggioranza Graziano Salvadore ha raccomandato al sindaco di emettere un’ordinanza per il rilascio delle autorizzazioni telefoniche che copra il periodo di tempo che manca alla definitiva entrata in vigore del regolamento, consiglio che Boschetto ha dichiarato di accettare senz’altro.
"Sono rammaricato di non aver ricevuto alcuna risposta alla lettera inviata circa un mese fa al ministro della Salute, con la quale chiedevo di essere informato circa i rischi per la salute dei cittadini che la presenza di queste antenne comporta - ha concluso il sindaco -. In mancanza di autorevoli rassicurazioni, siamo autorizzati a temere che il pericolo sia reale e, di conseguenza, dobbiamo agire presto e bene per tutelare la salute di tutti".