24 GIUGNO 2005

dal Giornale di Vicenza

Il padre preso a pugni dai punkabestia e il figlio azzannato dal loro Rottweiler
«Fermiamoci, le risorse non sono infinite»
SCHIO. Antenne, il gestore ricorre al Tar
MONTECCHIO. Fiamm, esuberi scesi a 130

Il padre preso a pugni dai punkabestia e il figlio azzannato dal loro Rottweiler
Cerca di uscire dal cancello con l’auto, ma una ragazza gli sbarra il passaggio tra urla e offese; poi all’improvviso compare un compagno che colpisce l’uomo e ordina al cane di attaccare il figlio

di Silvia Maria Dubois

Sono stati presi a pugni dai punkabestia ubriachi e morsicati dai loro cani. La disavventura è capitata a Giancarlo, 53 anni, di Vicenza e a suo figlio Federico, di 17 anni, che ora si ritrovano rispettivamente ad avere 4 e 10 giorni di prognosi per le ferite riportate. È mercoledì pomeriggio quando, attorno alle 17, Giancarlo si ritrova a dover uscire con l’auto dal cancello della sua casa in contrà Porta Padova. Sul marciapiede sosta N.E.V., una punkabestia di 28 anni, di Vicenza, con il suo cane, e poco più in là c’è il suo compagno G.D.C., 28 anni di Torri di Quartesolo, con un rottweiler di grossa taglia. Giancarlo fa cenno alla ragazza di spostarsi, ma questa non si muove. Allora comincia a suonare il clacson, ma non c’è nulla da fare: ora è una questione di sfida, la giovane, visibilmente alterata dagli effetti dell’alcol, non solo non si schioda dal marciapiede, ma comincia anche ad inveire pesantemente contro l’uomo che non riesce ad uscire dal portone di casa e che, a quel punto, si azzarda a dare un’accelerata (tenendo il freno) in segno di sollecitazione. Non l’avesse mai fatto. Questa mossa fa precipitare decisamente gli eventi. Alle invettive della ragazza, si aggiungono i calci all’auto da parte di G.D.C., improvvisamente spuntato dietro l’angolo del portone che, successivamente, si avvicina al finestrino di Giancarlo gli sferra un pugno sul viso, lo graffia e gli strappa la camicia. Il figlio diciasettenne Federico, che dall’abitazione sente il trambusto, scende a vedere cosa sta succedendo nel cortile. Cerca di aiutare il padre e, allo stesso tempo, di chiedere spiegazioni dell’accaduto ai due giovani, ma con questi è impossibile parlare. Le invettive si infittiscono, all’improvviso il rottweiler di G.D.C, non munito di adeguata museruola e sollecitato dal suo padrone, morde il giovane al polpaccio, provocandogli una profonda ferita che, ancora ieri sera, gli creava forti dolori e necessitava di ulteriori medicazioni a causa dell’affondo dentale della bestia. A quel punto, vista la degenerazione degli eventi, i due giovani scappano verso lo stadio, ma Giancarlo e gli uomini delle volanti guidate dal commissario Loris Cecchetto - nel frattempo già allertati da alcuni vicini che hanno chiamato anche il Suem - cominciano l’inseguimento. I due “punk” vengono trovati poco dopo nel giardino di una gelateria di via Trissino. Agli agenti rispondono con negazioni e frasi beffarde («Mio padre ha tanti di quei soldi che risarcirà tutti senza problemi»). Il cane viene sequestrato dall’Ulss di Vicenza ed ora è ancora trattenuto nel canile comunale sotto osservazione. «Non ho mai visto tanta violenza nè sentito tante volgarità in vita mia - racconta Giancarlo che, in seguito alle preoccupazioni sullo stato di salute del figlio, perfezionerà la sua querela solo oggi, ma nel frattempo si è già rivolto al suo legale Antonio Marchesini -. Non è possibile che, allo stato attuale, si debba aver paura di uscire di casa o e non si abbiano degli interventi efficaci per tutelare la sicurezza dei cittadini». Il fenomeno dei punkabestia, a Vicenza, sta sviluppandosi con delle sensibili variazioni sociali. Attorno all’originale gruppetto storico, gravitano periodicamente persone con problemi di tossicodipendenza, figli di papà che giocano ai ribelli con la mancetta a portata di mano, delinquenti, ma anche persone senza precedenti penali, psicolabili, emarginati e addirittura ragazze con la sindrome della crocerossina e che finiscono con l’essere attratti da una banda di giovani fuori da ogni regola. Nel frattempo per i due giovani in questione, con la querela in arrivo, si prospetta il reato di lesioni.

Foglio di via? Un fallimento Risiedono tutti nei dintorni

(s. m. d.) Il foglio di via per i punkabestia? Si è rivelato assolutamente inutile, nella maggior parte dei casi addirittura inapplicabile. È costretto ad ammetterlo anche il vice-sindaco Valerio Sorrentino che alcuni mesi fa lo aveva annunciato con entusiamo. «Purtroppo si deve ammettere che questo non si è rivelato essere lo strumento adeguato o la soluzione che speravamo - racconta Sorrentino - ora, a maggior ragione, verso queste persone serve valutare metodi più energici. Cominciamo, innanzitutto, a multarli di continuo per le quotidiane infrazioni che commettono». Ma perchè il foglio di via è completamente inutile per i punkabestia che bivaccano nel nostro centro storico? La motivazione è semplice e ve la potrebbe spiegare un qualsiasi agente: perchè molti dei personaggi in questione risiedono proprio a Vicenza (dunque non si può rispedire nella città di residenza una persona che... risiede qui!) o, comunque, nei paesi della provincia e, anche in caso di espulsione, non gli si può negare il transito, bensì solo la sosta. Due cose difficili da distinguere uno dall’altra, nella pratica. Non solo: un foglio di via, per essere emesso, deve poggiare su evidenti reati commessi dal soggetto in questione. Insomma, incrociando i vari requisiti necessari per l’emissione del provvedimento, si conclude in poca cosa, riguardo i punkabestia locali. Per uno di loro, residente a Montecchio, il foglio di via è comunque arrivato, per altri quattro c’è l’avvio procedurale, mentre per altri 12 sono stati notificati solo degli avvisi orali. Le constatazioni del vice-sindaco, che proprio in queste ore sta scrivendo una lettera congiunta a tutti i comandi della città, sono però accompagnate da una vena di polemica. «Questo dei punkabestia è un problema serissimo che sta rischiando di ingrandirsi sempre più - racconta il vice-sindaco - ed è necessaria la collaborazione di tutte le forze dell’ordine, non è giusto che a sporcarsi le mani siano solo gli uomini della polizia locale! Il mio appello, dunque, è sollecitare l’intervento di tutti, costantemente».


Festambiente. Il meteorologo Luca Lombroso spiega “la fine della rana”. E oggi toccherà ai dibattiti sull’acqua e sulla Cina
«Fermiamoci, le risorse non sono infinite»

di Natascha Baratto

«Se butto una rana in uno stagno con l’acqua bollente la rana salta fuori e si salva, ma se metto la rana nello stagno e scaldo l’acqua poco alla volta la rana si lessa e muore». E noi facciamo parte della seconda ipotesi. Con la parabola della rana, Luca Lombroso (nella foto), ospite a Festambiente, racconta la situazione del mondo di oggi. Ieri sera si è tenuto il dibattito “Cambiamenti climatici e uso dell’energia”, in cui il meteorologo di “Che tempo fa?”, il programma di Fabio Fazio che va in onda su Rai 3, ha spiegato come la pianura Padana sia la zona più inquinata del mondo e di come l’aumento della frequenza di eventi estremi porti sempre più alla fine di un sistema ambientale, già a rischio. «L’economia prevede una crescita continua - ha spiegato Lombroso - ma l’ambiente non riesce più a tenere il ritmo di questo aumento. Le risorse naturali sono finite, dobbiamo rendercene conto. Quando ci sarà una città unica tra Milano e Venezia, gli economisti saranno felici, ma l’ambiente sarà al massimo degrado. Dobbiamo smettere di crescere, visto che non sappiamo qual è la soglia massima: è necessario che capiamo che il limite forse potremmo averlo già superato». Le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico potrebbero essere delle buone salvezze per l’ambiente, come ha spiegato Gaetano Callegaro, di Legambiente, e come dimostra lo sportello energia con la vendita di lampadine ad alta efficienza, di lampade fotovoltaiche e con la consulenza tecnica degli esperti dell’azienda BluEnergyControl. Dopo la giornata dedicata alla salvaguardia dell’ambiente, oggi i temi della festa saranno l’economia, il lavoro e la risorsa acqua. Alle 19 ci sarà il dibattito organizzato da Coop adriatica sugli "Scenari globali e locali per un governo pubblico delle acque", con Riccardo Petrella presidente del Comitato internazionale per il contratto mondiale dell’acqua e Renzo Franzin del Centro internazionale civiltà delle acque di Mogliano Veneto. Alle 20 tocca al ’mostro Cina’. Saliranno sul palcoscenico dello stand dei dibattiti Alfredo Somoza, antropologo dello sviluppo e presidente dell’Istituto cooperazione economica internazionale, Valeria Fedeli, presidente del sindacato europeo dei tessili e segretaria Filtea-Cgil nazionale, e Giorgio Santini, segretario Cils nazionale. Coordinati da Riccardo Dal Lago, segretario Uil di Vicenza, i tre esperti parleranno della globalizzazione dei mercati nell'incontro dal titolo “La Cina è vicina…E noi dove andiamo?”. Il concerto dei Barbapedana e il film “La classe operaia va in paradiso”, la cui regia è di Elio Petri, concluderanno la seconda giornata di Festambiente.


La Vodafone non accetta la bocciatura del Comune per l’installazione di due ripetitori in città
Antenne, il gestore ricorre al Tar
Un impianto sarebbe vicino alla scuola materna dei Nani

di Mauro Sartori

La Vodafone contro il Comune di Schio per ottenere l’annullamento di due varianti al Prg. Una guerra annunciata sin dallo scorso mese di aprile, quando la direzione urbanistica disse no alle richieste per l’installazione di due stazioni radiobase destinate al servizio pubblico di radiomobile. La prima riguardava via Ca’ Bottara, zona S. Croce e l’altra via Dei Grigi, quartiere del Caile. Le domande sono state bloccate perché ritenute in contrasto con la normativa vigente e con il Regolamento edilizio comunale, modificato nel dicembre 2001 proprio per fronteggiare il possibile dilagare di stazioni radiomobile nelle vicinanze di edifici e luoghi pubblici considerati “sensibili”. Una decisione che raccolse consensi da ambientalisti e dai componenti dei vari comitati locali sorti per contrastare il proliferare delle antenne. Venne poi il “decreto Gasparri” ad aprire una breccia nei regolamenti come quello scledense, consentendo l’installazione di impianti di potenza inferiore ai 20 watt con la sola denuncia di inizio attività e limitando ai beni ambientali e culturali la tutela dai campi elettromagnetici. In apparente contrasto con i principi di tutela applicati da vari altri enti. Si tratta tuttavia di un decreto legislativo gerarchicamente superiore alle norme comunali, ma il vicesindaco Dario Tomasi fu chiaro: «La materia è spinosa ma noi andiamo avanti per la nostra strada, applicando il regolamento approvato». Che prevede la lontananza delle antenne di almeno 150 metri da scuole, centri sociali e assistenziali, chiese, musei, palestre ed altri edifici o luoghi pubblici di ritrovo. Inevitabile il doppio ricorso al Tar di Vodafone Omnitel, che chiede la sospensione del provvedimento preso dalla direzione urbanistica e l’annullamento della variante al Prg che adotta, di fatto, il regolamento edilizio. Nel caso di via Ca’ Bottara è l’asilo parrocchiale dei Nani ad essere presente nel raggio del sito oggetto di domanda. Per quanto riguarda via Dei Grigi, c’è un’area destinata a parco pubblico inserita nel contesto della lottizzazione “Cappuccini” e a ridosso di una delle aree residenziali cittadine di pregio. Questi sarebbero gli ostacoli “sensibili” all’installazione delle due stazioni radiobase. Ma Vodafone non si arrende, si fa forte del parere positivo espresso dall’Arpav in merito alla domanda di autorizzazione e considera quella applicata dall’Amministrazione comunale scledense «una misura di salvaguardia illegittima e lesiva dei propri diritti ed interessi», come riporta testualmente il ricorso al Tar. Il Comune si sta già attrezzando per opporre resistenza legale, nella convinzione che un eventuale accoglimento del Tar aprirebbe una falla nel regolamento edilizio e la strada alle richieste di altre società telefoniche già respinte in passato. Attualmente i ripetitori attivi in città sono 14 ma le domande bloccate sono numerose, a fronte, fra le altre cose, della costituzione di alcuni comitati cittadini decisi ad osteggiare le varie concessioni. Mentre prosegue il dibattito scientifico sull’effettiva dannosità delle onde elettromagnetiche, a Schio sono in tanti a non volerne sapere di un’antenna nelle vicinanze di casa. E protestano. Per questo motivo il Comune ha scelto la strategia regolamentare, che il Tar però potrebbe vanificare.


A tarda ora trovato l’accordo fra azienda e sindacati. Tagli al via da marzo 2006
Fiamm, esuberi scesi a 130
Molti lavoratori verranno trasferiti a Veronella

di Eugenio Marzotto

Una trattativa che si è chiusa nella notte con un piccolo giallo consumato nel pomeriggio. Fiamm e sindacati hanno trovato nella notte l’accordo definitivo, che prevede 130 esuberi, dopo due settimane di confronto anche aspro, culminato con la proposta dell'azienda di licenziare 180 persone. I segnali che nella trattativa di ieri giungessero spiragli per arrivare ad un accordo, c'erano stati già in mattinata. Nel pomeriggio poi un piccolo colpo di scena. Le parti infatti dovevano incontrarsi alle 15 discutere di esuberi e produttività dello stabilimento di Almisano. Ma l'incontro è stato spostato alle 18, segno forse che una delle parti doveva affinare la strategia da condurre nel confronto finale consumato in nottata. La posizione di Fim, Fiom e Uilm, dopo la notizia dei 180 esuberi del nuovo stabilimento di Almisano, era stata netta. Chiusura totale all'ipotesi e blocco dei camion ad Almisano e all'Fca di Montecchio. Il trio Sirimarco, Ferron e Biasin inoltre avevano espresso sconcerto per una posizione aziendale che non "considerava l'impatto sociale degli esuberi proposti" e c'è da scommetterci che proprio da questo punto sia ripartita la trattativa di ieri notte. A tarda ora è stato l’accordo definitivo tra le parti per arrivare a 130 esuberi anziché 180 come chiesto dall’azienda, ricorrendo a tutti gli ammortizzatori sociali, a partire dalla cassa integrazioni prolungata e dalla mobilità. In particolare, si tenterà di trasferire molti di questi lavoratori allo stabilimento di Veronella, nel Veronese, non lontano da Almisano. In ogni caso si tratta di un’operazione articolata, che richiederà molti mesi, durante i quali si farà di tutto per ricollocare gli esuberi. I tagli partiranno dal marzo 2006. Pace fatta intanto tra sindaci e Provincia, anche se l'assessore al lavoro Giulio Bertinato spiega che "in realtà non c'è mai stata nessuna guerra". Sta di fatto che ieri pomeriggio a palazzo Nievo sede della Provincia sono saliti i sindaci di Montecchio e Lonigo convocati da Bertinato ufficialmente per rinnovare il confronto delle informazioni sul caso Fiamm. "In quella sede abbiamo ribadito che per un certo periodo i sindaci sono stati esclusi - ha commentato Maurizio Scalabrin - dimenticando che in situazioni come queste non si può prescindere dalle amministrazioni comunali su cui si scaricano le tensioni economiche e sociali. Nessuna polemica, ma è mancato un coinvolgimento che all'inizio della vertenza era necessario. Ci siamo lasciati con una stretta di mano, pronti a collaborare con la Provincia da qui in avanti". Diversa l'impressione di Bertinato: "Ci sono sempre state comunicazioni costanti con i sindaci, non esistono conflitti con le istituzioni, la Provincia ha il massimo rispetto dei sindaci". Ma l'assessore al lavoro ritorna sul caso Fiamm e annuncia che il Ministero è pronto a intervenire. "Il sottosegretario Sacconi ha assicurato massima disponibilità ad aprire un confronto con le parti per quel che riguarda sostegno all'impresa e ammortizzatori sociali. Devono però essere Fiamm e sindacati a chiedere questo incontro, dopo che sarà approvata una bozza di accordo aziendale". Ieri EnerSys il maggiore produttore e distributore di batterie industriali al mondo, ha annunciato l'avvenuta acquisizione delle attività di Fiamm per le batterie da trazione.

L’acquisizione. In cambio pagherà 25 milioni di euro in contanti, per puntare al mercato europeo
Ora è ufficiale, EnerSys ha comperato la Fiamm

(si. vi.) EnerSys, il maggiore produttore e distributore di batterie industriali al mondo, ha annunciato ieri l'avvenuta acquisizione delle attività di Fiamm per le batterie da trazione, come aveva anticipato il Giornale qualche settimana fa. Fiamm Motive Power opera essenzialmente in ambito europeo, con un fatturato di circa 70 milioni di euro realizzato nel 2004. L'acquisizione, del valore di 25 milioni di euro, è stata regolata in contanti, e sarà finanziata con un prestito pluriennale della durata di 6 anni. Si prevede che la transazione nell'anno fiscale 2006 avrà un effetto di diluizione sugli utili netti per azione di circa 0,02 dollari, e comporterà un incremento degli utili netti nel giro di 12 mesi. John D. Craig, presidente di EnerSys, ha affermato: «Siamo lieti di aver completato l'acquisizione del ramo d'azienda Batterie Industriali Trazione Fiamm e di aggiungere i suoi clienti, marchi e dipendenti alla nostra organizzazione. Grazie a questa transazione vedremo una netta crescita della posizione di EnerSys nel mercato delle batterie da trazione in Europa, con ottime prospettive di ottimizzazione dei costi, ampliamento della gamma dei prodotti ed ulteriore miglioramento del servizio ai clienti». Ha poi aggiunto: «Ho fiducia assoluta nelle capacità della direzione di EnerSys di integrare con successo il business Fiamm Trazione: i risultati conseguiti nel passato e l'esperienza realizzata ci rendono ottimisti sul conseguimento degli obiettivi».