23 DICEMBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

23/12
Teatro:"Sì, la ditta è fuori gioco."
Tornano a nascere i bambini alla caserma Ederle Un'azienda vicentina farà una clinica di ostetricia

Cantiere nei guai . Alifuoco e gli altri consiglieri di minoranza inviano una poderosa interrogazione alla giunta per ribattere alle spiegazioni date in Consiglio dall’assessore Ancora
Teatro: «Sì, la ditta è fuori gioco»
L’opposizione conferma: il ritardo è tale da poter sciogliere il contratto

di Piero Erle

«Altro che “libera interpretazione del contratto”. È la risposta fornita dall’assessore ai Lavori pubblici Carla Ancora in Consiglio comunale che dà una lettura radicalmente errata di quello che sta avvenendo nel cantiere per il nuovo teatro cittadino». Tornano all’attacco sui maxi-ritardi del cantiere del teatro, i consiglieri del centrosinistra, con una maxi-interrogazione firmata da Ubaldo Alifuoco, Luigi Poletto, Giovanni Rolando, Valentina Dovigo, Gianni Cristofari e Antonio Marco Dalla Pozza (Ds), Marino Quaresimin, Vincenzo Riboni e Pierangelo Cangini (Margherita). Un’interrogazione che contesta punto su punto le risposte fornite recentemente in Consiglio comunale dall’assessore Ancora rispetto al pesante interrogativo già sollevato dall’opposizione: il ritardo dei lavori ha già oltrepassato la soglia prevista dalle norme e dal contratto tra Comune e Cogi per arrivare a rescindere il contratto? No, secondo i tecnici comunali. Decisamente sì, secondo i consiglieri di opposizione.
L’interrogazione, come detto, risponde punto su punto alle affermazioni della giunta. E sottolinea, dalle stesse parole dell’assessore, che in cantiere è stato sì aumentato il numero di operai, ma non è stata raddoppiata la forza lavoro così come avevano invece indicato i responsabili del cantiere durante il sopralluogo in estate della commissione “Territorio”. «Attendiamo la verifica fissata a metà gennaio - scrivono i consiglieri - per chiedere ’direttamente’ al direttore dei lavori il suo giudizio sui ritardi accumulati dalla Cogi spa ». Altro punto ormai confermato più volte, il sistematico ritardo con cui la Cogi versa i contributi alla Cassa edile, e a questo proposito la stessa risposta fornita dalla giunta ha confermato quanto già denunciato dalle opposizioni: non risulta iscritta alla Cassa edile di Vicenza, come sarebbe obbligatorio, la ditta Elbostano, che risulta operare in sub-appalto nel cantiere. Ma il discorso più pesante è quello sui ritardi accumulati dal cantiere. Come risulta dalla stessa risposta ufficiale fornita dalla giunta, la Cogi ha in sostanza fatto finora poco più della metà dei lavori che avrebbe dovuto fare fino a questo momento, tanto che ha accumulato lavori effettivamente compiuti per circa 4 milioni di euro contro gli 8 milioni a cui dovrebbe dimostrare di essere giunta a metà gennaio. Il punto è proprio qui: il ritardo. Alifuoco e gli altri sono andati a vedersi il capitolato speciale d’appalto per il teatro, e sottolineano che ci sono «due diverse tipologie di penale: la prima riferita al ritardo nell’esecuzione complessiva dell’opera» , la seconda riferita invece a ritardi rispetto a specifiche ’tappe intermedie’ fissate nel programma lavori. La questione è un po’ intricata, ma la conclusione è chiara: il cantiere del teatro ha già raggiunto i 6 mesi di ritardo rispetto all’opera in generale, il che significa che si è abbondantemente superato quel 10% massimo di ritardo dopo il quale dovrebbe scattare appunto la rescissione del contratto. «È davvero sorprendente che l’assessore giunga a concludere che un ritardo di 180 giorni (tempo pari al 16,66% del tempo contrattuale totale, che è pari a 1080 giorni), che darebbe luogo ad una penale per ritardo pari al 18% dell’importo contrattuale, non possa (o, meglio, debba) dar luogo alla risoluzione del contratto per grave ritardo», attaccano i consiglieri. Insomma, i termini sono abbondantemente superati, e il Comune ha i motivi per attivare «la soluzione del contratto per grave ritardo» . E sostenere che occorre aspettare, come risponde il Comune, sarebbe un errore in più. Con una ’bordata finale’. I consiglieri quindi chiedono di sapere quali pensali siano state applicate per i ritardi anche ’intermedi’ accumulati dal cantiere. Il Comune, del resto, ha già risposto: la verifica si fa il 16 gennaio. E sarà il momento della verità.

Arrivano le buste paga ma i sindacati “vigilano”

di Chiara Roverotto

Alla fine gli operai sono stati pagati. Ieri sera, al termine del turno di lavoro, il ragioniere della Cogi, la ditta che si è aggiudicata l’appalto per la costruzione del teatro in viale Mazzini, ha consegnato le buste paga. Due giorni di ritardo sulla data che l’amministratore delegato dell’impresa, Coccimiglio ha fissato contravvenendo - a detta dei sindacati- al contratto nazionale degli edili che fissa, la riscossione degli stipendi, il 10 di ogni mese.
« Da febbraio - commenta Antonio Toniolo, segretario della Fillea Cgil - credo che la ditta sia stata puntuale nei pagamenti massimo tre mesi, per il resto ci sono sempre stati ritardi, scioperi, manifestazioni. Insomma, ricordiamoci che stiamo parlando di operai che lavorano e non chiedono nulla di più di quanto è dovuto: la busta paga. Senza contare che ci sono persone che non vivono in città, che devono pagare l’affitto. Insomma, con questi ritardi si innesca una catena di disservizi e di difficoltà decisamente consistenti» . Al punto che i sindacati hanno deciso, qualora si ripresentasse il problema, di ricorrere all’applicazione dell’articolo 13 previsto dal capitolato. « Ma attenzione - precisa il rappresentante sindacale- se il Comune dovrà pagare subentrando alla Cogi, lo farà entro il dieci di ogni mese, non certo entro il venti che rimane un termine fissato dall’impresa sulla base delle proprie esigenze contabili ». Sulla questione intervengono anche i Comunisti Italiani con Marco Palma, che ricorda l’interrogazione parlamentare presentata dall’on. Maura Cossutta al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. In sostanza la parlamentare ricordava che il contratto nazionale dei lavoratori edili prevede il pagamento della retribuzione, da parte del datore di lavoro, il giorno dieci di ogni mese.
«Inoltre risulta - si legge nell'interrogazione - che l'impresa Cogi abbia più volte ritardato il pagamento delle retribuzioni, non rispettando mai, da quando è iniziata la costruzione dell'opera, né il termine fissato dal Contratto nazionale dei lavoratori edili, né il termine concordato con i lavoratori». Alla luce di tutto questo l’on. Cossutta chiede di intervenire anche attraverso le strutture periferiche del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, affinché l'impresa costruttrice del nuovo teatro di Vicenza operi nel pieno rispetto del Contratto collettivo nazionale.


Tornano a nascere i bambini alla caserma Ederle Un’azienda vicentina farà una clinica di ostetricia

(ma. sm.) I neonati americani della Ederle torneranno a vagire in... vicentino. Dopo più di dieci anni, come rivela Stars and stripes , la rivista dei militari statunitensi in Europa, all’interno della caserma verrà realizzata una clinica ostetrica. Il Comando medico dell’esercito americano ha annunciato che sono stati stanziati 3,2 milioni di dollari per la realizzazione di questo importante complesso, a fianco della clinica già esistente alla Ederle, che andrà a soddisfare le richieste delle mogli dei soldati. «Al momento nella comunità americana di Vicenza ci sono in media 12 nascite ogni mese - ha spiegato il tenente colonnello John Alvarez, vicecomandante della clinica - . Ma abbiamo calcolato che si salirà a quota 20 nei prossimi anni, visto che sono attesi nuovi contingenti. Avere una clinica ostetrica a Vicenza aiuterà il morale e taglierà i costi dovuti al tempo perso dai soldati per recarsi nei luoghi scelti per la nascita». Alvarez stima che circa il 40 per cento delle nascite all’interno della comunità berica sono avvenute all’Air Force Hospital di Sacile, vicino alla base di Aviano, in Friuli, un’ora e mezza di macchina da Vicenza. Un terzo dei neonati viene partorito al San Bortolo, mentre le altre madri preferiscono tornare negli Stati Uniti. Per le situazioni più delicate, si opta per il ricovero al Landshutl Regional Medical Center, in Germania, o alla clinica universitaria di Padova. Prassi che proseguirà anche dopo la realizzazione del nuovo centro medico. L’appalto dei lavori è stato assegnato alla ditta vicentina Andriolo srl, a testimoniare che il potenziamento della base porta con sé un ritorno economico anche per la città che la ospita.[il corsivo è nostro per far notare come a livello di stampa viene fatto notare che gli americani portano benefici] I 3,2 milioni di dollari serviranno per la costruzione di un complesso che occuperà 33 persone, tra medici e infermieri. Sono previste due sale parto, altre sale mediche, reparto radiografico e sale d’aspetto per i familiari. L’avvio dei lavori è previsto all’inizio dell’anno prossimo. Il 31° Gruppo medico, operativo a Sacile, è in fase di rinnovamento. L’apertura della clinica ostetrica di Vicenza ridurrà di sole 5 nascite, rispetto alle 35 attuali, senza ripercussioni sull’organico. - Kamiya promosso. Il comandante della South Europe Task Force (Setaf), Brigadier Generale Jason K. Kamiya, sarà promosso Maggiore Generale il prossimo 5 gennaio 2005. In quell’occasione ci sarà, all’interno della caserma Ederle, una cerimonia con la consegna della seconda stella. L’avvenimento arriva alla vigilia di un’altra importante missione per la 173ª Brigata aviotrasportata, dopo quella in Iraq: tra poche settimane inizierà il trasferimento in Afghanistan.