19 GIUGNO 2005

dal Giornale di Vicenza

Spacciatori nella rete dei “gorilla”
A Vicenza affitti cresciuti del 48 %

Spacciatori nella rete dei “gorilla”
Casi di microcriminalità per le guardie alla prima uscita a Campo Marzo

di G. Marco Mancassola

Debutto con il botto, si direbbe. Se serviva uno spot per convincere gli scettici dell’utilità dei “gorilla” da ieri in servizio a Campo Marzo, la prima uscita delle guardie private assoldate dal Comune per vegliare sui parchi fra la stazione e porta Castello è ben presto diventata un filmato autopromozionale. Gli uomini della società “Pantere” a inizio pomeriggio hanno infatti individuato e segnalato al comando di polizia municipale un marocchino impegnato a vendere quello che tutto lascia pensare fosse “fumo” a una ragazzina di tredici anni. Colto in flagrante, l’uomo è stato bloccato e consegnato alla pattuglia dei vigili arrivata in Campo Marzo. E alla fine del loro primo turno di lavoro hanno “pescato” due cingalesi in possesso di piccoli quantitativi di droghe leggere. I due sono stati segnalati alla polizia. A sottolineare il primo colpo messo a segno dalle Pantere è lo stesso vicesindaco e assessore alla pubblica sicurezza Valerio Sorrentino, che ieri ha tenuto a battesimo il servizio di sorveglianza esternalizzata con l’on. Giorgio Conte. I due esponente di Alleanza nazionale si dicono fiduciosi e ottimisti che l’esperimento racimolerà i frutti auspicati. Ovvero? «Il nostro obiettivo - chiarisce Sorrentino - è arrivare alla bonifica di questa zona della città, dalla stazione a porta Castello». Le guardie saranno in servizio ogni sabato e ogni domenica dalle 14 alle 20. «Se raggiungeremo i risultati che pensiamo, puntiamo ad ampliare il servizio coprendo anche gli altri giorni della settimana», dice il vicesindaco, che poi, riferendosi alla doppia segnalazione di ieri, aggiunge: «È questo il tipo di servizio che chiediamo loro di svolgere: essere una presenza che costituisca un deterrente per comportamenti scorretti e atti di microcriminalità». I “gorilla” in azione saranno quattro alla volta. Per la società “Pantere servizi”, che ha sede a Vicenza, è il primo contratto con un ente pubblico, dopo aver maturato una lunga esperienza soprattutto in locali pubblici, discoteche e luoghi di divertimento. Le guardie saranno identificate da una divisa e si muoveranno su mountain-bike. Il loro raggio d’azione comprenderà i due lati di Campo Marzo, con annessi il parco giochi e lo spazio dei bagni pubblici, viale Roma e i Giardini Salvi. Lavoreranno disarmati e non potranno elevare multe. Il loro compito - come più volte precisato ieri - sarà di far sentire la loro presenza, scongiurare comportamenti oltre il lecito e far rispettare l’ordinanza anti-bivacchi, i cui comandamenti (impressi nei nuovi cartelli da poco installati) vietano di «dormire o restare sdraiati sulle panchine o sull’erba, danneggiare la vegetazione, deturpare lo spazio pubblico, tenere giochi che possano essere di molestia, servirsi di acqua in prossimità delle fontanelle per la pulizia personale». «È una ditta di professionisti - assicura Conte - che hanno requisiti importanti, tra i quali l’ottima educazione. E sono proprio i comportamenti poco urbani e spesso incivili a dar fastidio ai cittadini. Io sono ottimista». «È un esperimento fra i primi in Italia - conclude Sorrentino -. Sono fiducioso che se funzionerà potrà contribuire a risolvere molti dei problemi della zona, come la montagna di rifiuti che Aim deve eliminare all’inizio di ogni settimana». A vegliare sulla piccola cerimonia di insediamento c’è anche l’occhio della telecamere che sorveglia viale Roma. Almeno altre due telecamere sono in arrivo in zona: una potrebbe essere installata in viale Milano, con possibilità di spiare anche via Firenze, e l’altra a S. Felice, con possibilità di spiare anche in via Torino.


Ricerca del Censis sugli aumenti fra il 1999 e il 2003. Interrogazione dei Ds
A Vicenza affitti cresciuti del 48 %

Un'indagine Monitor Immobiliare diffusa dal Censis fa emergere come gli aumenti più elevati degli affitti si riscontrino in provincia e nelle città turistiche: affittare casa costa molto più a Pescara che non a Milano. Secondo l'indagine, infatti, tra il 1999 e il 2003 i canoni per la locazione nel capoluogo lombardo sono cresciuti del 47%, contro il +126% della città abruzzese. La classifica prende in considerazione i capoluoghi di provincia con più di 100mila abitanti: Milano, invece, è fanalino di coda, con un 'modesto' rincaro del 47% e proprio Vicenza precede Milano, con un aumento del 48,8%. La classifica è stata diffusa appena ieri e c’è già un’interrogazione del consigliere diessino Antonio Dalla Pozza, che chiede come la Giunta intenda muoversi, rigirando il dito sulla ferita rimasta aperta in Giunta dopo il nulla di fatto incassato dall’assessore agli interventi sociali Davide Piazza che aveva proposto sgravi sull’Ici per i proprietari di alloggi che decidono di affittare a canone agevolato e disincentivi per chi mantiene sfitti gli alloggi. «Quanto tempo dovrà passare perché l'Amministrazione comunale decida di usare la leva fiscale per penalizzare quanti, volendo approfittare di rendimenti come quelli garantiti dal mercato dell'affitto ma non trovando locatari o compratori in grado di sostenere cifre esorbitanti, preferiscono tenere sfitti i loro appartamenti, in attesa di affittarli o venderli e quindi di capitalizzare l'investimento? - chiede Dalla Pozza -. Tale proposta sembrerebbe essere stata fatta in Giunta dall'Assessore agli Interventi Sociali, che dimostra ancora una volta meritoria attenzione e apprezzabile buon senso verso chi, in questa difficilissima fase economica e sociale, ha necessità di soddisfare l'esigenza primaria dell'abitazione senza dover impegnare per l'affitto la quasi totalità della retribuzione». «Non basta dire che si aspetta l'approvazione dei Piruea - conclude il consigliere di opposizione - per risolvere, almeno in parte, il problema, anche perché è molto probabile che i tempi per l'approvazione siano estremamente lunghi, mentre vi è la necessità di procedere molto rapidamente e di dare risposte certe in tempi definiti. Senza contare, inoltre, che in qualche Piruea la percentuale destinata a edilizia pubblica sfiora il ridicolo (oltre a rischiare di essere causa di invalidità di tutto il Piano), come per il "Federale" dove i 150 mq previsti verrebbero destinati al custode del campo».