17 NOVEMBRE 2004

dal Giornale di Vicenza

"Prezzi, il Comune si muova".
Studenti in strada:"Troppi costi" oggi sit-in e incontro in Provincia.
SCHIO.Il Comune attrezzerà un'area per i nomadi.

Carovita. Il consigliere Ds sollecita un piano di contenimento. L’assessore Gallo: «Noi dobbiamo solo monitorare»
«Prezzi, il Comune si muova»
Rolando: «Un accordo come a Padova con sconti e ribassi»

di Chiara Roverotto

Sconti e agevolazioni. Panieri e osservatori. Crisi e consumi. Basta sfogliare i giornali o ascoltare la radio per capire che la lotta al carovita ha avuto la meglio sui sogni. « In tre spot su quattro la parola d’ordine è offerta speciale » ha detto qualche giorno fa il semiologo Omar Calabrese. « Quello che fa vendere non è più l’immagine del benessere, ma la certezza di un risparmio: perché anche se l’Istat dice che l’inflazione è ferma, le famiglie italiane con i loro consumi dicono il contrario ». Qualche dato? « I cosiddetti beni voluttuari che includono vestiario, scarpe e profumi segnalano un 20-25 per cento in meno delle vendite rispetto allo scorso anno. Ma già nel 2003 si attestavano sulle medesime percentuali, per cui il settore è in netta crisi. Gli alimentari viaggiano sul meno 8-15 per cento. Quanto ai pubblici esercizi, ristoranti, pizzerie e trattorie l’ultimo sabato e il primo del mese riscontrano cali del 25-30 per cento anche perché gli stipendi in media arrivano verso il 10 ». L’analisi è di Ornella Vezzaro, presidente della Confesercenti. « Gli unici in crescita sono i discount con fatturati che aumentano del 10-15 per cento. Senza contare che, approfittando della nuova tendenza, si sono dati una veste migliore: i prodotti vengono esposti con maggiore cura, le commesse hanno una divisa e all’interno si trova praticamente di tutto: dalla clientela ai prodotti ». Insomma, l’impennata dei prezzi non scoraggia i consumatori che, ricorrendo al famoso ingegno italico, si sanno sempre e comunque arrangiare. Ma oltre ai già diffusi e frequentatissimi discount, dove è possibile tagliare di netto lo scontrino puntando sui prodotti a marchio proprio e sui cosiddetti primi prezzi, vanno menzionate altre iniziative che però non riescono a prendere piede. In città da mesi si parla di un osservatorio prezzi, di indagini puntate su particolari prodotti di prima necessità, ma di fatto non accade nulla e questo è stato denunciato in più occasioni da alcuni consiglieri della minoranza.
« Certo - prosegue Ornella Vezzaro - non c’è alcuna volontà politica da parte dell’Amministrazione di Vicenza di fare qualcosa, hanno troppe beghe interne per organizzarsi e proporre qualcosa di utile ai cittadini ». L’assessore al Commercio, Ernesto Gallo al riguardo è sempre stato molto chiaro: « Ai Comuni spetta un solo compito: monitorare i prezzi per l’Istat, sul resto si può solo discutere anche perché mancano risorse e personale... ». Sta di fatto che a pochi chilometri di distanza dalla città del Palladio, precisamente da Padova, arriva un esempio interessante. Dopo una lunga serie di incontri con le categorie economiche, il Comune ha raggiunto un accordo in base al quale alcuni commercianti si sono dichiarati disponibili a concedere uno sconto sugli acquisti a tutti gli ultrasessantacinquenni. Non solo, è arrivato anche il protocollo sul carovita: in pratica i negozi che aderiranno all’iniziativa, dal prossimo 15 dicembre metteranno in atto un piano per fermare l’impennata dei prezzi su prodotti di prima necessità come pane, olio, prosciutto e pasta.
« Inoltre - ricorda Giovanni Rolando, consigliere comunale dei Ds, che ha inviato al Consiglio una domanda d’attualità sull’argomento prezzi - il piano coinvolgerà anche alcuni servizi base, cui accedere con lo sconto in particolari giorni della settimana per particolari fasce sociali, come i titolari della Carta d’argento che avranno agevolazioni sui trasporti e sullo shopping in oltre 100 negozi con ribassi dal 3 al 10 per cento ». Tutte iniziative importanti, sottolinea il consigliere della quercia « soprattutto, se pensiamo, che un operaio della Campagnolo guadagna tra i 900 e i 1.000 euro al mese, una lavoratrice tessile non va oltre i 700-750 euro e un ricercatore universitario si attesta sui 1.000-1.100 euro ». E proprio alla luce di tutto questo Rolando torna a chiedere al Consiglio comunale che iniziative intende prendere per la lotta al carovita. « È tempo di passare dalle parole ai fatti - ribadisce - e l’esempio di Padova può essere significativo oltre che importabile senza grossi problemi ». Insomma, i cambiamenti nelle abitudini di tutti i giorni non bastano, anche se consentono di tracciare una mappa agli acquisti dal budget decisamente limitato, « serve altro e i Comuni si devono rimboccare le maniche ».
« Iniziative contro il carovita si sono già viste anche negli Anni Settanta - commenta il presidente della Camera di Commercio, Dino Menarin - e non hanno sortito alcun effetto. Chi decide l’andamento del mercato sono i consumatori che per forza si devono spostare da una parte all’altra se vogliono mantenere uno standard di vita accettabile. L’effetto euro continua a farsi sentire perché ha determinato comportamenti irresponsabili. Non c’è paniere che tenga, queste sono soltanto operazioni di immagine o che possono dare qualche aiuto psicologico: del resto chi si renderebbe conto di avere vantaggi per pochi centesimi...? ».


L’Uds torna a proporre la ’carta giovani’ per ridurre le spese dei trasporti
Studenti in strada: «Troppi costi» Oggi sit-in e incontro in Provincia

(an. ma.) Un sit-in alle 15 davanti a palazzo Trissino, sede del Comune, e alla stessa ora un incontro in Provincia, a palazzo Nievo. Questo il programma che oggi pomeriggio gli studenti dell’Uds hanno messo a punto per richiamare ancora una volta l’attenzione sui costi, ritenuti proibitivi, di dischi, libri, trasporti, ma anche cinema e teatri. Di qui la richiesta, avanzata oltre un anno fa, di una sorta di “carta giovani” con la quale ottenere sconti e agevolazioni, in modo, dicono i ragazzi, «che la cultura non sia accessibile soltanto a chi può permettersela». Un’esigenza che i ragazzi hanno fatto presente anche attraverso una lettera inviata al sindaco alcuni mesi fa, nella quale si sollevava tra l’altro il problema trasporti, accusando il servizio di essere costoso ma non soddisfacente.
«Speravamo in una qualche risposta che invece non è mai arrivata - spiega Taddeo Mauro dell’Uds - per questo torniamo a farci sentire, nella speranza che qualcuno ascolti le nostre ragioni». Che gli studenti esporranno anche in Provincia, in un incontro per ribadire che «la carta giovani non è un’idea strampalata, ma una realtà che esiste in diverse città del Veneto, a cominciare da Padova». Sos dai ragazzi, dunque, che sottolineano come «l’aumento del costo della vita incida pesantemente sulle tasche delle famiglie ma anche su quelle dei più giovani, costretti a rinunciare all’acquisto di un libro o di un cd in nome del portafoglio».


Zona industrie
Il Comune attrezzerà un’area per i nomadi
(p. r.) Non un campo nomadi, bensì una "struttura di accoglienza volta all’integrazione degli ospiti nel contesto socio-economico cittadino". È questo il nome del progetto di adeguamento di un’area di proprietà comunale, situata in zona industriale, da destinare "all’ospitalità di persone e cose", che servirà ad accogliere la famiglia di nomadi da tempo presente in città e che sarà affidata alla gestione della Cooperativa "Primavera nuova". Nella fattispecie, le persone sono quelle che compongono la famiglia Helt, residente in una limitrofa zona da tempo destinata a tale fine, mentre le cose sono le roulotte dove questi nomadi vivono. Il progetto, da poco approvato dalla Giunta comunale, prevede una spesa di 40 mila euro per sistemare l’area, e l’affidamento della stessa alla cooperativa "Primavera nuova", con una convenzione annuale in base alla quale la cooperativa sociale gestirà l’area ed i rapporti con quanti vi saranno ospitati, ricevendo per tale servizio da parte del Comune la somma cinquemila euro l’anno. In base alla convenzione che Amministrazione comunale e "Primavera nuova" stanno stipulando, il Comune assegnerà alla cooperativa l’area dove potranno essere ospitati solo cittadini residenti a Schio e privi di abitazione fissa, ed inseriti nei programmi promossi dal Comune a sostegno della frequenza della scuola dell’obbligo da parte dei ragazzi del nucleo familiare. In base a precisi criteri, anche altre persone potranno essere ospitate nell’area: si tratta dei familiari degli Helt, ma per periodi non superiori ad otto giorni ed al massimo ogni 40 giorni, che potranno essere derogati nel caso di gravi motivi familiari, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. Il Comune, in base alla sua discrezione, potrà chiedere l’allontanamento di ospiti provvisori. Alla cooperativa, invece, spetterà mantenere i rapporti con i nomadi, vigilare che quanti sono accolti nell’area ne abbiano titolo, allontanare chi non ne ha, verificare il buono stato dell’area a provvedere alle minute manutenzioni; ma anche "sottoscrivere un patto di ospitalità con le garanzie richieste e gli impegni assunti dagli ospiti", in particolar modo per quanto riguarda la frequenza scolastica dei ragazzi, l’inserimento lavorativo degli adulti e la "definitiva sistemazione in residenze fisse del nucleo familiare stabilendo i tempi ed i modi prescelti". A breve, quindi, il Comune interverrà per i lavori necessari nell’area della zona industriale dove sarà realizzato tale insediamento: opere stradali, acquisto di monoblocchi per i servizi igienici, caldaia e boiler, impianti elettrici, recinzione e verde.